13 May 2026

Preatoni, Domina: perché in Ruanda e Algeria sì, e in Egitto no?

“A un anno di distanza dall’inizio della pandemia, non si sono ancora trovate valide soluzioni per ricominciare a viaggiare e lavorare. In Italia le scelte attuali del ministero della Salute e degli Esteri sembra siano dettate più da motivazioni politiche che economiche. Non comprendo, per esempio, i motivo per cui nella lista dei paesi dove poter andare per turismo sono stati inseriti Algeria o Ruanda e non l’Egitto“. E’ quanto ha affermato il presidente di Domina Group, Eugenio Preatoni, dal palco del workshop Sharm chiama Italia: l’evento organizzato nei giorni scorsi dalla compagnia milanese presso il Domina Coral Bay di Sharm El Sheikh, con il patrocinio e la presenza del governatore del Sud Sinai.

Una manifestazione riservata a tutti i tour operator, alle agenzie di viaggio e agli operatori del settore turistico italiano che lavorano abitualmente sulla destinazione. L’obiettivo? “Unire tutti nella volontà di ripartire al più presto verso l’Egitto, una delle destinazioni più amate dalla clientela italiana, nel pieno rispetto delle regole e dei protocolli di sicurezza”, ha spiegato il direttore commerciale Domina Travel, Ramon Parisi.

“Come azienda privata noi stiamo facendo tutto il possibile , ovviamente in aderenza ai protocolli messi a punto dalle autorità egiziane , per essere pronti alla ripartenza – ha quindi aggiunto il chief operating officer di Domina Travel,  Enrico Toniazzi -. Questa è una grande occasione di confronto e di approfondimento sulla reale opportunità di aprire un corridoio turistico di emergenza dall’Italia verso l’Egitto.

 

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