25 August 2026

Innocenti, Accor: “Nel breve vedo bene midscale e resort, poi lifestyle e co-working”

Nel breve si ripartirà dai segmenti midscale ed economy, perché più sensibili alla domanda domestica. Ma bene andranno naturalmente anche i resort, il cui trend di crescita è già confermato dal business on the book (le prenotazioni confermate) del gruppo Accor. Nel lungo periodo, però, il futuro sarà dei prodotti lifestyle, segmento su cui la compagnia transalpina sta concentrando una parte considerevole dei propri piani di sviluppo.

Lo ha raccontato il direttore sviluppo Sud Europa di Accor, Mattias Innocenti, in occasione del webinar “Patrimonio immobiliare e finanza, l’hospitality è pronta a ripartire”, organizzato oggi da Pkf hotelexperts, in collaborazione con About Hotel. Sul segmento lifestyle, d’altronde, il gruppo francese sta puntando da tempo, come dimostra la joint venture creata lo scorso novembre con la compagnia di gestione e sviluppo alberghiero specializzata in tale comparto, Ennismore, con la quale Accor intende dare vita a una vera piattaforma dedicata, a oggi composta da più di una settantina di hotel suddivisi in 12 brand differenti (The Hoxton, Gleneagles, Delano, Sls, Mondrian, So/, Hyde, Mama Shelter, 25h, 21c Museum Hotels, Tribe e Jo&Joe), ma con oltre 110 ulteriori indirizzi in arrivo e 70 in fase di trattativa. “Al momento le nostre strutture lifestyle rappresentano solo il 5% dei ricavi totali della compagnia – ha rivelato Innocenti – In pipeline, però, la proiezione delle fees degli indirizzi di tale segmento ammonta a ben il 25% del potenziale complessivo dei progetti in fase di sviluppo“.

I momenti di crisi come quello che stiamo vivendo, ha ricordato quindi il manager Accor, rappresentano anche occasioni per ripensare almeno parzialmente il posizionamento della propria azienda: “I viaggi d’affari torneranno, ma forse non raggiunteranno gli stessi livelli dell’era pre-pandemia“. Le evoluzioni degli ultimi mesi potrebbero tuttavia aprire nuove opportunità, soprattutto grazie alla diffusione crescente dello smart working. “Dobbiamo essere sufficientemente flessibili per venire incontro allo scostamento della curva di domanda – ha concluso Innocenti -. Stiamo quindi sviluppando un nuovo concept di workhospitality, basato su una serie di proposte, tra cui un’offerta di spazi di co-working declinata in due differenti brand (WojoWorking From_, quest’ultimo già parte del prodotto The Hoxton). Ma puntiamo anche sulla piattaforma Hotel Office, che consente di acquistare camere in day use, nonché sul programma di eventi ibridi All Connect, realizzato in collaborazione con Microsoft”. La speranza di Accor è che tale nuova proposta possa, una volta a regime, compensare il probabile calo strutturale dei ricavi business e corporate.

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