13 May 2026

Apre il Residence Inn by Marriott Al Jaddaf, primo indirizzo del brand extended-stay negli Emirati Arabi

E’ dotato di 134 suite residenziali, molte delle quali con terrazze private, il nuovo Residence Inn by Marriott Al Jaddaf, primo indirizzo del brand extended-stay del gruppo alberghiero Usa negli Emirati Arabi. Situata in un quartiere centrale della città e con una vista spettacolare sul Burj Khalifa, la struttura offre un comodo accesso alle zone principali della destinazione, tra cui Downtown Dubai e Business Bay.

Gli spaziosi monolocali, le suite con una o due camere da letto e le suite duplex con tre camere da letto sono in particolare tutte dotate di cucine complete, ampi bagni, tranquille zone notte e spazi separati per vivere e lavorare. “Destinazione fiorente per i viaggiatori leisure e d’affari, non c’è posto migliore di Dubai per il debutto di Residence Inn by Marriott negli Emirati Arabi Uniti”, commenta Jenni Benzaquen, vice president, brand, Emea di Marriott International.

Presso il Residence Inn by Marriott Al Jaddaf, gli ospiti potranno quindi cenare nel complesso, mangiare fuori o cucinare nella loro suite. La colazione gratuita propone prodotti freschi, mentre il comodo Grab ‘n go market, disponibile h24 nella lobby, costituisce una valida opzione per bevande e spuntini.

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Nel periodo seguente abbiamo lasciato sul campo qualcosa come 3,5-4 milioni di euro in cancellazioni, da sommarsi ai 5 milioni di mancate conferme persi negli ultimi due mesi lato t.o.».\r\n\r\nInoltre, l'effetto domino creato dai problemi registrati dai tre principali vettori mediorientali - Emirates, Qatar Airways ed Etihad - ha avuto ripercussioni importanti in tutte le rotte a est, «con ad esempio cali dell'80% sulle Maldive» sottolinea Curzi. In verità, uno dei nodi principali ancora da sciogliere riguarda proprio la condotta delle compagnie aeree: «sono fuori controllo. In alcuni casi il costo dei biglietti è raddoppiato.; si è arrivati a spendere 2.500 euro per un biglietto in economy per la Repubblica Dominica. Con questi prezzi, è chiaro che il mercato ha registrato una battuta d'arresto, indipendentemente dalle tensioni geopolitiche e dalle informazioni spesso allarmistiche che hanno finito per danneggiare anche destinazioni che nulla avevano a che vedere con le zone teatro del conflitto».\r\n\r\nAl momento, una lenta ripresa è cominciata. «Cina, Giappone ma anche l'America Latina con il Perù  stanno ottenendo risultati brillanti. Anche il Canada sta riscuotendo grande interesse. Gli Stati Uniti, nostra prima destinazione, già da tempo erano in calo, anche se in numeri assoluti continuano a essere un nostro prodotto di punta. Stiamo invece spingendo sui Caraibi con attività in collaborazione con enti del turismo e vettori».\r\n\r\nTutto è però proiettato a dopo l'estate. «Sarà il vero spartiacque per capire come andremo a chiudere il 2026. 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