27 March 2026

Calia, Cbre: in Italia gli investitori alberghieri si aspettano sconti sul pricing

Francesco Calia

La carenza di liquidità, accompagnata da un’erogazione limitata di finanziamenti da parte degli istituti di credito fa sì che oggi gli investitori alberghieri si attendano in Italia soprattutto sconti sul pricing. Lo afferma l’head of hotels di Cbre Italia, Francesco Calia, nel contesto di un’indagine pan-europea sul mercato dell’ospitalità.

“La dimensione del patrimonio alberghiero nazionale, l’elevata frammentazione del comparto in Italia, le performance gestionali considerevoli nei mercati primari e il ridotto livello di penetrazione dei brand del Paese rendono il settore particolarmente interessante per le catene internazionali, che potrebbero trovare opportunità di gestione nel Paese – prosegue lo stesso Calia -. Di conseguenza, il comparto attrae fortemente il mercato degli investitori di varia natura: sono molte, infatti, le opportunità di riposizionamento e rebranding. È probabile quindi che, nel corso di quest’anno, si assista a una crescita dei volumi di investimento nel mercato hotel rispetto al 2020. I driver principali saranno il flight-to-quality e le opportunità value-add”, ossia la ricerca di impegni di qualità e gli investimenti di matrice almeno parzialmente opportunistica.

A livello continentale il report di Cbre non sorprendentemente prevede che la ripresa del mercato alberghiere sarà, almeno inizialmente, guidata dalla domanda domestica, mentre le performance degli hotel in tutta l’area non torneranno ai livelli pre-pandemia fino al 2024. I dati contenuti nel report evidenziano infatti come i Paesi europei con una forte domanda domestica, sia di tipo leisure, sia legata a ragioni lavorative, avranno con ogni probabilità una ripresa probabilmente più rapida. È ciò che è, di fatto, già accaduto durante la parziale riapertura degli hotel nella seconda metà del 2020.

In termini di investimento, le restrizioni e l’incertezza del mercato hanno poi contribuito a un calo dei volumi in tutti i Paesi europei nel corso del 2020, che si sono fermati a una quota totale di 9,4 miliardi di euro, pari a una contrazione del 66% rispetto all’anno precedente. Ciononostante il settore continua ad attrarre gli investitori e, secondo il report, in molti hanno raccolto ulteriore capitale da indirizzare verso opportunità di tipo alberghiero.

“Ci attendiamo una lenta ripresa del mercato europeo nel 2021, con dei picchi di performance nel settore leisure durante la stagione estiva e i primi mesi autunnali – conclude l’executive director e coo Emea hotels Cbre, Owen Pritchard -. Il comportamento dei consumatori faciliterà lo sviluppo di prodotti innovativi, mentre gli aspetti ambientali, sociali e di governance diventeranno un ambito di crescente interesse per il mercato dell’hospitality nel Vecchio continente. Le strutture operative continueranno a evolvere e il franchising sarà la modalità di crescita prevalente per i principali brand internazionali”.

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Più recentemente, ha ricoperto il ruolo di direttore operativo del gruppo Maybourne Hotel Group, dove ha supervisionato un portfolio che includeva Claridge's, The Connaught, The Berkeley, The Maybourne Beverly Hills e The Maybourne Riviera.\r\nPrima di Maybourne, Fasel ha trascorso sei anni come direttore operativo presso Aman Resorts, gestendo le operazioni globali durante un periodo di significativa crescita. 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