27 June 2026

Trasporto in Italia in autobus: confronto Flixbus-Anav. Serve maggiore certezza normativa

Andrea Incondi, FlixBus

Andrea Incondi, FlixBus

L’attenzione alle misure di prevenzione come perno fondamentale di una strategia di successo per rilanciare il trasporto in autobus in Italia: questo il tema della tavola rotonda «Prevenzione e sanificazione dell’autobus, tecnologie a confronto», organizzato dalla rivista di settore Autobus.

All’evento hanno preso parte Anav, l’Associazione nazionale autotrasporto viaggiatori aderente a Confindustria, e FlixBus, leader europeo del settore.

L’anno appena trascorso ha posto al settore una sfida di proporzioni mai viste, tanto sul piano operativo quanto sul piano economico.

Innanzitutto, il processo di implementazione delle misure di sicurezza, necessarie a tutelare in ogni momento la salute dei passeggeri e del personale di servizio, si è più volte scontrato con la discontinuità di una regolamentazione in continuo mutamento, oltre che – nel caso dei player internazionali – con l’esistenza di normative e provvedimenti differenti nei diversi Paesi.

Allo stesso tempo, le mutevoli condizioni sanitarie hanno reso indispensabile l’implementazione periodica di nuovi protocolli di sicurezza in cui, alle norme di base come l’obbligo di mascherina anche in fase di imbarco e sbarco, la misurazione della temperatura e il check-in in modalità touchless, si sono affiancate sin dal principio misure più pervasive, quali le procedure di sanificazione previste al termine di ogni corsa, sulle tratte più lunghe anche durante il viaggio.

«L’anno trascorso ha vincolato l’intero settore a un ripensamento radicale del trasporto in autobus, richiamando le imprese su un aspetto per noi da sempre cruciale e che, oggi più che mai, si delinea come un imperativo stringente: la sicurezza dei passeggeri e del personale di bordo», ha affermato Andrea Incondi, managing director di FlixBus Italia. «La prospettiva di una ripartenza non può in alcun modo prescindere da questo obiettivo, che, al contrario, deve farsi ora pietra fondante di una nuova strategia per il rilancio delle autolinee, sia sul medio che sul lungo periodo».

Allo stesso modo, all’indomani di un anno di pandemia che ha avuto ripercussioni finanziarie gravissime sulle imprese del trasporto, non è possibile immaginare un rilancio del settore senza un adeguato supporto finanziario da parte dello Stato, a maggior ragione se si considera che le previsioni per i prossimi mesi non sono positive. Tutte le aziende sono ancora in attesa dei decreti attuativi che renderanno effettivi i fondi stanziati in legge di bilancio a supporto del settore. Non si può attendere oltre: è necessario fare in fretta per non far morire centinaia di aziende italiane.

Come infatti ha dichiarato Giuseppe Vinella, presidente di Anav, «Il trasporto commerciale con autobus, nel primo semestre del 2021, chiuderà con ulteriori perdite rispetto allo stesso periodo del 2020, con punte anche del 30%. Un dato negativo che si somma a un calo di fatturato nel 2020 superiore al 70% con perdite complessive di oltre 1,8 miliardi di euro. È necessario prevedere un ristoro di almeno 300 milioni di euro per le perdite dei settori del trasporto commerciale con autobus al fine di accompagnare e sostenere la fase di ripresa in un’ottica che non sia solo di recupero, ma di rilancio e sviluppo».

Innanzitutto, il tema delle infrastrutture: «sfruttando l’occasione del Recovery Plan è fondamentale che si investa sulle autostazioni italiane, con un occhio di riguardo per tutti quei progetti rapidamente cantierabili e attesi da tempo dalle comunità locali. Questo non solo in un’ottica di connettività, per garantire il diritto a spostarsi anche a chi risiede in territori penalizzati dall’assenza di collegamenti ferroviari, ma anche in una prospettiva di rilancio del turismo. Non dimentichiamoci che, in molte città, le autostazioni rappresentano il primo vero biglietto da visita», ha dichiarato Andrea Incondi di FlixBus Italia.

Analogamente, Giuseppe Vinella  ha sottolineato l’assenza, nel PNRR, di una voce relativa alle infrastrutture dedicate all’intermodalità dei passeggeri, la cui qualità si configurerebbe come un fattore decisivo in grado di decretare l’attrattività dell’intero sistema trasporti e quindi anche come un driver di sostenibilità ambientale a tutti gli effetti.

Non da ultimo, FlixBus ha rimarcato l’esigenza di maggiore certezza normativa per le imprese del settore, e la necessità che, a partire dal prossimo decreto Ristori, venga confermato ed ampliato un sostegno economico concreto a chi, in questi mesi segnati da difficoltà inedite, ha comunque deciso di investire in dispositivi e tecnologie volti a garantire la massima sicurezza ai passeggeri e al personale di bordo.

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