28 April 2026

Lalli, Federturismo: a rischio il 40% delle imprese del settore

Occorre far presto, altrimenti il rischio è che il 40% delle imprese del turismo non ce la facciano. E’ il grido d’allarme lanciato ieri da Marina Lalli. Cifre e percentuali sugli operatori in difficoltà si rincorrono da mesi, ma quelle citate dalla presidente di Federturismo Confindustria, in occasione dell’ormai tradizionale appuntamento quotidiano con 20:21 il Turismo della Sera, portano dietro tutto il peso di un’indagine che, seppur provvisoria e ancora parziale, è stata condotta tra le aziende reali collegate con la stessa Federturismo.

A peggiorare lo scenario, ha aggiunto Marina Lalli, il fatto che gli effetti di questa crisi non si siano ancora pienamente palesati: “La stragrande maggioranza delle imprese in difficoltà è sopravvissuta al 2020. Lo si vede dai dati delle Camere di Commercio. Ma i conti sono spesso appesantiti. Se non si interviene con tempestività, il pericolo è perciò quello che la situazione possa degenerare molto velocemente, con un impatto improvviso e devastane su tutto il tessuto produttivo del Paese“.

A minacciare la chiusura sono ovviamente quelle imprese che erano già in una situazione non rosea prima della pandemia. Ma alcune, ha sottolineato la presidente Federturismo, lo erano semplicemente perché si erano esposte per investire nelle proprie attività, in un momento in cui nessuno poteva immaginare quello che sarebbe accaduto di lì a breve: “Lo Stato è certo intervenuto fornendo garanzie pubbliche sui prestiti – ha concluso Marina Lalli – Il problema, però, è che tali garanzie sono state pensate per durare appena sei anni. Ora due sono praticamente già passati e non si vede ancora la luce in fondo al tunnel. Come si può pensare che un’azienda, per di più attiva in un settore a bassa marginalità come il nostro, possa ripianare debiti a volte ingenti in appena 48 mesi?”.

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