3 April 2026

Barbara Marangi di Mapo Travel, nuova presidente Confimi turismo Puglia

E’ Barbara Marangi, già fondatrice e general manager di Mapo Travel, la nuova responsabile del settore turismo per Confimi Industria in Puglia. L’associazione, rappresentativa dei più importanti settori produttivi,  raccoglie in Italia circa 40 mila imprese che impiegano 495 mila dipendenti con un fatturato aggregato di quasi 80 miliardi di euro.

“Il turismo – dichiara la stessa Barbara Marangi – vale il 13% del pil italiano. Molti lo dimenticano, ma il nostro settore dà lavoro a centinaia di migliaia di persone ogni anno e in questo momento di crisi deve essere sostenuto e tutelato. A partire dai ristori che devono essere estesi a tutte le imprese del turismo colpite dall’emergenza Covid e arrivare in tempi rapidi, per evitare che tante attività siano costrette a chiudere i battenti. In Puglia, in particolare, gli alberghi sono quasi tutti chiusi e le agenzie di viaggio sono ferme; si muove solo il business travel, così il settore perde l’80-90% del fatturato”.

“Tuttavia gli operatori del comparto non hanno mollato – prosegue la neo presidente -. Anzi, stanno reagendo e lavorano ogni giorno per farsi trovare pronti all’appuntamento con la ripartenza prevista nella primavera del 2021. Il mio impegno seguirà una doppia direzione: far sentire la voce delle imprese che chiedono maggiori sostegni in tempi certi e lavorare per agganciare la ripresa il prima possibile. Il governo deve avere ben presente che nel 2019 gli italiani in vacanza durante le festività natalizie sono stati circa 19 milioni per un giro d’affari di oltre 13 miliardi. Quest’anno siamo vicini allo zero. Per non parlare degli stranieri che avevano scelto il Belpaese per passare il Natale e il Capodanno. Il Covid ha azzerato un intero comparto. Il 2021 deve essere assolutamente l’anno della rinascita, altrimenti rischiamo la catastrofe”.

“Insieme a Confimi Industria regionale e nazionale – conclude quindi Barbara Marangi – offriremo supporto trasversale a tutta la filiera del turismo perché nessuno deve essere escluso e nessuno deve rimanere indietro. Continueremo ad affrontare questa fase di emergenza e di estrema difficoltà per un settore sostanzialmente fermo da nove mesi ma guardiamo al futuro con ottimismo, perché la Puglia e l’Italia devono continuare a giocare un ruolo da protagonista nel turismo europeo e mondiale”.

Condividi



Articoli che potrebbero interessarti:

Array ( [0] => Array ( [_index] => travelquotidiano [_type] => post [_id] => 511212 [_score] => [_source] => Array ( [blog_id] => 1 [post_content] => Kempinski Hotels ha acquisito l’Augustine Hotel di Praga, uno degli indirizzi più storici e prestigiosi della città. L'operazione a titolo definitivo segna un passo significativo nel cambiamento strategico dell’azienda verso un approccio più orientato agli asset nel proprio portafoglio globale, sotto la guida di Barbara Muckermann, ceo del gruppo Kempinski. Non solo: si tratta della prima acquisizione del gruppo in oltre 50 anni, dall’investimento nell’Hotel Vier Jahreszeiten Kempinski di Monaco di Baviera nel 1970. Situato nella storica Malá Strana, ai piedi del castello di Praga, l'Augustine Hotel di Praga sorge all'interno delle mura del monastero agostiniano di San Tommaso, un sito storico risalente a oltre 800 anni fa e che rimane una comunità vivente e attiva di monaci agostiniani che preservano una routine quotidiana di culto, lavoro e studio.  L'acquisizione riflette la più ampia ricalibrazione strategica di Kempinski verso l'investimento diretto e la proprietà di immobili di riferimento per controllare l'esperienza degli ospiti dall'inizio alla fine. «Kempinski è stata fondata su una semplice convinzione: che l'ospitalità debba consentire agli ospiti di vivere il meglio della Good Life - ha commentato Barbara Muckermann -. Le occasioni per acquisire strutture come l’Augustine Hotel di Praga sono estremamente rare. Questo investimento ha offerto un’opportunità unica e irresistibile per assicurarsi un bene storico in una delle principali destinazioni di lusso europee, creando al contempo una vetrina d’eccezione per “The Good Life” come futuro del marchio Kempinski nel segmento dell’ultra-lusso». L'albergo dispone di 101 camere, tra cui 20 suite, molte delle quali presentano soffitti a volta e travi in legno originali, conservando l'autentica struttura degli ex alloggi dei monaci; ristoranti specializzati, tra cui due concept di bar distinti, tra cui il Refectory Bar, precedentemente la sala da pranzo del monastero; un centro benessere e fitness; The Monastic Library, una sala biblioteca che ospita una collezione che abbraccia secoli di pensiero teologico e scientifico; oltre 400 m² di spazi per riunioni; e più di 650 m² di terrazze e giardini all’aperto.  [post_title] => Kempinski Hotels, prima acquisizione in 50 anni: è l'Augustine Hotel di Praga [post_date] => 2026-04-03T12:23:37+00:00 [category] => Array ( [0] => alberghi ) [category_name] => Array ( [0] => Alberghi ) [post_tag] => Array ( ) ) [sort] => Array ( [0] => 1775219017000 ) ) [1] => Array ( [_index] => travelquotidiano [_type] => post [_id] => 511007 [_score] => [_source] => Array ( [blog_id] => 1 [post_content] => CdsHotels festeggia tre nuovi ingressi tra Sicilia e Calabria. Il primo segnale concreto è già arrivato: Baglio Basile, a Petrosino, ha aperto il 26 marzo. Tra Marsala e Mazara del Vallo, questa antica residenza signorile conserva il fascino delle architetture ottocentesche e lo traduce in un soggiorno che entra subito in relazione con la cultura siciliana.  Nei mesi più caldi il soggiorno si apre anche alla piscina e al mare, con una spiaggia immersa in un contesto ancora intatto. Attorno, il territorio completa da sé il racconto, tra lo Stagnone, le saline di Marsala e Capo Boeo. Le prossime aperture Dopo questa prima apertura, la primavera CdsHotels proseguirà ai primi di maggio con Ninfe Saracene, nuova destinazione a Le Castella, sulla costa ionica calabrese. Qui il viaggio non incontra soltanto il mare, ma un luogo attraversato da racconti antichi. È da questa storia sedimentata che Ninfe Saracene prende forma: negli arredi, nelle finiture, nell’atmosfera complessiva e anche nella cucina del ristorante, dove la tradizione locale si apre a contaminazioni che rimandano al Mediterraneo orientale. In questo contesto, tra la Fortezza Aragonese, la spiaggia di sabbia dorata e i fondali dell’Area Marina Protetta di Capo Rizzuto, la vacanza assume un tono più evocativo e restituisce l’idea di una Calabria che sa unire natura, storia e immaginario. A fine maggio sarà poi la volta del Delfino Beach, a Marsala, affacciato direttamente sul mare della Sicilia occidentale. Ma il Delfino Beach non si esaurisce nel rapporto con il mare: è anche un punto di partenza naturale per entrare nel paesaggio culturale di Marsala e dei suoi dintorni. Con Baglio Basile già aperto e con Ninfe Saracene e Delfino Beach in arrivo nelle prossime settimane, CdsHotels accompagna l’inizio della stagione 2026 con tre nuove aperture che ampliano il racconto del Sud Italia attraverso destinazioni diverse ma complementari. [post_title] => CdsHotels: tre nuove strutture in Calabria e Sicilia [post_date] => 2026-04-01T12:04:41+00:00 [category] => Array ( [0] => alberghi ) [category_name] => Array ( [0] => Alberghi ) [post_tag] => Array ( ) ) [sort] => Array ( [0] => 1775045081000 ) ) [2] => Array ( [_index] => travelquotidiano [_type] => post [_id] => 510987 [_score] => [_source] => Array ( [blog_id] => 1 [post_content] => [caption id="attachment_510989" align="alignright" width="300"] @BLS[/caption] Quale momento migliore della primavera per godere di un viaggio lento e rilassante a bordo del Trenino Verde delle Alpi: un percorso tra il Piemonte e la Svizzera che scivola silenzioso su binari che sembrano disegnati a mano tra vallate, boschi di abete e panorami da fiaba alpina.   Il percorso che conduce verso l'Oberland Bernese è uno dei più scenografici dell'intera rete ferroviaria europea. Il treno attraversa ponti, gallerie scavate nella roccia e villaggi incantati che sembrano sospesi nel tempo. Le vetture panoramiche offrono finestre ampie come tele da pittore, e ogni curva regala una composizione nuova: le cime di Eiger, Mönch e Jungfrau che emergono all'orizzonte, insieme al blu intenso dei laghi alpini che comincia ad affacciarsi tra i rilievi. Con la primavera che avanza, questo spettacolo si arricchisce di mille sfumature di verde, di fiori che sbocciano sui prati e di una luce dorata che trasforma ogni momento del viaggio in un ricordo che vale la pena custodire.   Una delle destinazioni ideali per questo periodo è proprio Thun, cittadina medievale che si affaccia sulle sponde nord-occidentali dell’omonimo lago e che segna il momento in cui il viaggio diventa destinazione. In primavera, la cittadina e l’intera regione si vestono della loro versione più seducente. Sui soleggiati versanti meridionali tra Thun e Merligen — la cosiddetta "Riviera del Lago di Thun" — prospera una vegetazione quasi subtropicale, mentre i vigneti della Baia di Spiez cominciano a risvegliare le loro viti. È il momento in cui i sentieri lungo il lago si animano di camminatori, le terrazze dei ristoranti tornano a spalancarsi sul panorama e l'aria frizzantina sa ancora di montagna. Thun è raggiungibile comodamente da Domodossola in circa un’ora e mezza con le frequenti partenze quotidiane del Trenino Verde delle Alpi. La formula “sali e scendi” della Carta giornaliera Bls – disponibile nelle formule da 1 o 2 giorni - consente la massima libertà di movimento lungo la tratta, permettendo di scegliere tappe, soste e ritmi di viaggio in piena autonomia. [post_title] => Primavera sul Trenino Verde delle Alpi: alla scoperta del lago di Thun [post_date] => 2026-04-01T10:43:39+00:00 [category] => Array ( [0] => estero ) [category_name] => Array ( [0] => Estero ) [post_tag] => Array ( ) ) [sort] => Array ( [0] => 1775040219000 ) ) [3] => Array ( [_index] => travelquotidiano [_type] => post [_id] => 510877 [_score] => [_source] => Array ( [blog_id] => 1 [post_content] => A oltre un mese dallo scoppio della guerra in Medio Oriente, Danilo Curzi, ceo e co-founder di Idee per Viaggiare, torna a fa sentire la voce del t.o. In una lettera aperta il manager fa il punto sulla situazione e  definisce la strategia per il futuro. La riportiamo qui sotto integralmente. «Abbiamo scelto di osservare in silenzio per oltre un mese - comincia la lettera -. Non per mancanza di argomenti, ma per il rispetto che si deve a un mercato che stava mutando con una velocità disarmante. Abbiamo preferito attendere che la polvere si posasse, per analizzare le evoluzioni reali e non solo le reazioni emotive. Non abbiamo la presunzione di possedere verità assolute, né di parlarne da una cattedra. Tuttavia, avvertiamo la responsabilità di chi opera quotidianamente con grandi volumi e flussi complessi: una responsabilità che ci impone, ora che le criticità sono emerse con nitidezza, di non sottrarci al confronto. Dopo aver ascoltato e analizzato le frizioni del sistema, riteniamo sia il momento di condividere il nostro pensiero. Diciamolo con realismo e senza falsa modestia: il nostro è un settore complesso e interconnesso, dove dettaglio e organizzatore collaborano per un unico obiettivo; confezionando viaggi, spesso regalano il sogno di una vita con un bel fiocco di seta e una polizza annullamento. Garantiamo organizzazione ed emozioni indelebili, muoviamo enormi capitali, contribuiamo al riempimento di aeroplani e di hotel e, soprattutto, alimentiamo il desiderio di scoperta. Siamo, semplicemente, importanti, ma c'è un piccolo, minuscolo, fastidiosissimo dettaglio che ogni tanto ci rovina la festa: non siamo necessari. In questo nuovo – ennesimo – scenario, in una fetta specifica di mondo, ma principalmente per il “peso specifico” di tre vettori operanti nell’Area del Golfo, un altro giro di giostra ci sta nuovamente mettendo a nudo. Siamo tutti prestigiosi, certamente: siamo i primi a fiorire quando il mondo sorride e i primissimi a sparire dai radar quando il vento cambia. Non siamo l'acqua, non siamo il pane, non siamo nemmeno il wi fi. Il turismo organizzato deve oggi percepirsi per quello che è: un ecosistema emotivo che richiede stabilità per prosperare. Siamo un desiderio dell’anima, la volontà di conoscere “l'altrove” e, proprio perché il nostro lavoro si basa sulle emozioni e non solo su processi meccanici, restiamo strutturalmente fragili di fronte alle crisi naturali importanti, figurarsi quelle geopolitiche. Siamo un meccanismo di precisione che deve gestire un inventario di imprevisti e, a essere onesti, in questo momento la situazione è estremamente complessa per tutti. Dalla coppia che conferma in agenzia, al tour operator che lavora intensamente dietro le quinte, ai vettori “ingarbugliati” nella matassa, fino ai fornitori dall'altra parte del mondo: ognuno ha le proprie ragioni, ma a volte manca la necessaria flessibilità commerciale». Non c'è spazio per il solisti «L’esperienza accumulata tra emergenze e criticità  - prosegue Curzi - ci ha insegnato una lezione: che sia per un evento naturale o per la follia umana, o ci muoviamo in modo coeso o il sistema rischia di bloccarsi. Non c'è spazio per i solisti quando l'intero comparto è sotto pressione. Se esiste coerenza, rispetto reciproco e la volontà di trovare soluzioni invece di colpevoli, ne usciremo. Magari con qualche ruga in più, ma ne usciremo (di nuovo). Il problema sorge quando uno degli attori agisce in modo isolato. Se qualcuno tenta di scaricare le responsabilità o di ritenersi superiore agli altri, si genera il caos. In questo equilibrio precario, se un elemento tira troppo dalla sua parte, rischia di compromettere l'intera filiera. O giochiamo di squadra, consapevoli della natura del nostro mercato, o rischiamo di subire passivamente gli eventi. Il nostro mondo vive di reputazione (e di memoria): chi oggi sceglie di dare supporto e di comprendere le difficoltà altrui sta investendo sulla propria credibilità futura. Al contrario, una visione a breve termine rischia di scontrarsi con la memoria lunga del mercato. Guardiamo i vettori, per esempio. Giganti come Emirates e Qatar hanno dimostrato cosa significhi mantenere un dialogo costante con la filiera, pur essendo coinvolti direttamente nelle criticità. Altri, invece, hanno preferito una linea di rigore assoluto, chiudendo le porte alla flessibilità. Limitarsi a seguire la contrattualistica o le policy aziendali ignorando il contesto straordinario significa dimenticare che, in certi momenti, il buonsenso è lo strumento gestionale più efficace ed è la miglior policy da applicare. C'è poi il tema della gestione dei prezzi. È fisiologico che il mercato risponda a logiche di domanda e offerta, ma tutto ha un limite. C'è una differenza sostanziale tra l'ottimizzare i margini per la sostenibilità aziendale e l'applicare rincari sproporzionati approfittando dell'assenza di alternative per il cliente. In molti casi, vedere quotazioni che salgono vertiginosamente senza una reale giustificazione dei costi operativi lascia l'amaro in bocca e non può essere definita una strategia di lungo periodo. Lo stesso vale per alcuni fornitori di “servizi a terra” che hanno trattenuto prepagamenti non come garanzia per il futuro, ma come penali per un “non arrivo”, ignorando la realtà dell'emergenza globale. Parliamo di destinazioni non coinvolte direttamente, ma che hanno subito anch’esse il contraccolpo del parziale blocco aeronautico commerciale. “… Ma qui funziona tutto” non può essere accettato. Abbiamo dovuto sottolineare con fermezza che non si può gestire una crisi di questa portata basandosi esclusivamente su tabelle di rendimento, dimenticando il fattore umano e professionale. Anche per le agenzie di viaggio la sfida oggi è gestire il carico emotivo. Oltre alla preparazione tecnica, serve la capacità di fare da filtro lucido per le preoccupazioni dei clienti, distinguendo tra timori legittimi e paranoie, per governare il flusso invece di farsi trascinare. Ma deve essere chiaro che non bisogna forzare una partenza». Riflessione sulla categoria «C’è però una riflessione, forse la più amara, che dobbiamo avere il coraggio di fare come categoria: siamo spesso i primi responsabili del nostro isolamento. Viviamo arroccati nei nostri fortini, troppo occupati a guardarci come concorrenti da superare invece che come colleghi di una filiera da proteggere. Non troviamo mai il tempo — o forse la volontà — per consolidarci davvero e darci una mano quando il mare si fa grosso, convinti che la difficoltà di un competitor possa tradursi in un nostro vantaggio. È anch’essa una miopia strategica che paghiamo cara. Se non riusciamo a "vederci" oltre la logica del preventivo, resteremo sempre singoli atomi in balia degli scenari, invece di essere quella massa critica capace di, se non proprio dettare regole, quantomeno a pretendere rispetto». L'attività di Idee per Viaggiare «In questo scenario, il nostro ruolo in Idee per Viaggiare è quello di mantenere i nervi saldi e garantire la logistica. Dal 28 febbraio abbiamo riorganizzato l'operatività su tre team distinti: uno per l'emergenza immediata, uno per la programmazione estiva e uno per il resto del mondo. Lo stiamo facendo con un impegno economico reale, che ha già superato cancellazioni per impossibilità al raggiungimento della destinazione per circa 2 milioni di euro in 3 settimane e siamo coscienti che sarà destinata ad aumentare. A questo dobbiamo aggiungere una cospicua cifra investita per il rimpatrio di clienti nella prima settimana senza domandarci se tali somme sarebbero rientrate. Per cementare finanziariamente ancora di più la nostra azienda, abbiamo aumentato il capitale sociale trasferendo nello stesso importanti riserve patrimoniali. Non è un vanto, è la nostra risposta concreta a un sistema che troppo spesso si immobilizza. Tuttavia, non intendiamo limitarci alla sola gestione del maltempo. Mentre monitoriamo la crisi, restiamo concentrati su quel 60% del mondo che continua a funzionare regolarmente, impegnandoci al contempo per mettere in sicurezza il restante 40% del nostro prodotto. Questo impegno riguarda sia le destinazioni direttamente colpite, sia — e soprattutto — le criticità derivanti dal peso specifico che i tre vettori coinvolti rappresentano per noi in una vasta area dell’oceano Indiano, dell’Oriente e dell’Africa. Siamo pronti e convinti che il futuro tornerà a essere sereno. Ma la serenità non cade dal cielo: si costruisce scegliendo con chi stare, supportando chi ha capito il valore del lavoro di squadra e affrontando l'imprevisto con la schiena dritta. In fondo, il nostro mestiere è anche quello di saper gestire l'incertezza con un sorriso professionale, consapevoli che ogni crisi è solo un'occasione per dimostrare quanto siamo solidi. E allora, guardando a tutto quello che abbiamo costruito e a come stiamo reagendo, possiamo permetterci di sorridere citando un grande maestro del paradosso: dopotutto, poteva andare peggio… poteva piovere!». [post_title] => Idee per Viaggiare: la lettera aperta di Danilo Curzi al settore [post_date] => 2026-03-31T12:42:00+00:00 [category] => Array ( [0] => tour_operator ) [category_name] => Array ( [0] => Tour Operator ) [post_tag] => Array ( [0] => in-evidenza ) [post_tag_name] => Array ( [0] => In evidenza ) ) [sort] => Array ( [0] => 1774960920000 ) ) [4] => Array ( [_index] => travelquotidiano [_type] => post [_id] => 510836 [_score] => [_source] => Array ( [blog_id] => 1 [post_content] => Mapo Travel prosegue sulla via della crescita. Il t.o. si appresta a chiudere il primo trimestre 2026 in positivo, nonostante le difficoltà del settore, legate alla situazione internazionale e al conflitto in Medio Oriente. Se il 2025 si era chiuso con più di 3 5mila clienti serviti e un fatturato in crescita del 30%, per quest’anno l’obiettivo del tour operator è di superare i 50.000 clienti. «I primi riscontri positivi li abbiamo avuto alla Bitdi Milano e alla Btm di Bari dove abbiamo incontrato tanti agenti di viaggio e presentato le novità di prodotto. Su tutte l’apertura delle vendite nelle cinque strutture a marchio Mapo, il lancio dei tour in Tunisia, i viaggi con accompagnatore dall’Italia per Perù e Kenya ad agosto e per il Giappone a novembre» spiega Barbara Marangi, general manager di Mapo Travel. Il Mare Italia e la Puglia restano centrali nei progetti di sviluppo del tour operator. Di contro, continua a crescere anche il lungo raggio con il brand Mapo World che a fine marzo festeggia i primi tre anni di attività. «Lato mare – continua Marangi - continuiamo a investire in strutture a misura d’uomo per garantire maggiore qualità, personalizzazione e sartorialità del prodotto. Ad oggi sono cinque quelle a gestione diretta: il Mapo Village Plaia di Ostuni, il Mapo Resort Villa Hermosa di Porto Cesareo, il Mapo Hotel Santa Lucia di Santa Cesarea Terme, il Mapo Hotel Club Perla di Casalabate e il residence San Bull di Metaponto, quest’ultima in Basilicata». A livello internazionale, l’Egitto resta tra i best seller, Thailandia e Giappone sono tra le destinazioni più richieste, mentre le sorprese arrivano dall’apertura del mercato sudamericano con Perù in testa. I punti di forza «I nostri capisaldi sono la vicinanza alle agenzie di viaggio, uno staff di professionisti, l’assistenza ai clienti gestita direttamente, che in queste settimane è riuscita a supportare al meglio i clienti in viaggio nelle zone calde del Medio Oriente, il forte orientamento alla costruzione dei pacchetti in maniera artigianale, il supporto continuo sia in fase di vendita che nel post vendita», aggiunge il direttore commerciale Fabrizio Celeghin. Proseguono anche gli appuntamenti di formazione con le agenzie di viaggio in tutta Italia. Si è infatti appena tenuto l’incontro tra i product specialist di Mapo, in collaborazione con Air France - Klm e un gruppo selezionato di agenti per una serata tra arte e cultura. Oggi, negli spazi dell’aeroporto di Cuneo Levaldigi, in collaborazione con Air Arabia e l’ente del turismo marocchino, si tiene un evento per presentare proprio le nuove partenze e i tour pensati per il Marocco. [post_title] => Mapo Travel oltre la crisi: obiettivo a 50.000 clienti [post_date] => 2026-03-31T10:58:03+00:00 [category] => Array ( [0] => tour_operator ) [category_name] => Array ( [0] => Tour Operator ) [post_tag] => Array ( ) ) [sort] => Array ( [0] => 1774954683000 ) ) [5] => Array ( [_index] => travelquotidiano [_type] => post [_id] => 510710 [_score] => [_source] => Array ( [blog_id] => 1 [post_content] => La quinta edizione della Fiera del Cicloturismo ha chiuso i battenti con oltre 27.000 visitatori registrati, 210 giornalisti accreditati, 268 tra espositori e co-espositori, 12 regioni italiane, 20 paesi stranieri rappresentati, 1.112 incontri tra operatori, avvenuti nel primo giorno dedicato al B2B, oltre 60 talks con 120 relatori. «La quinta edizione ha riscosso un buon risultato in termini di pubblico ed espositori e siamo contenti di aver avvicinato sempre più persone al magico mondo delle vacanze in bicicletta. Abbiamo visto prodotti sempre più maturi e un pubblico sempre più interessato. Particolare soddisfazione è stato il coinvolgimento di operatori internazionali - dichiara Pinar Pinzuti, direttrice della Fiera del Cicloturismo – Assistiamo alla crescita organica e continuativa del cicloturismo che non rappresenta più un fenomeno di nicchia, come confermato dagli studi presentati in questi giorni. Tra gli altri, il Cycle Tourism Index (sviluppato da Bikenomist in collaborazione con Komoot), il primo indice internazionale comparativo che monitora e analizza le regioni d’Europa più visitate in bicicletta e le scelte stagionali, creando un vero e proprio strumento di benchmark per gli operatori. Tra le proposte più originali, la gettonata bacheca dedicata alla ricerca dei compagni di viaggio con cui condividere l’esperienza su due ruote». Le regioni italiane che credono nel cicloturismo Basilicata, Calabria, Friuli Venezia Giulia, Marche, Piemonte, Puglia, Sicilia, Toscana, Umbria, Veneto, Emilia Romagna, Lombardia. Queste sono le regioni italiane che hanno partecipato alla Fiera del Cicloturismo di Padova e hanno portato all’attenzione del pubblico percorsi, servizi, attrezzature e tecnologie adatte a tutti i tipi di cicloturisti. Tra le proposte, i tracciati iconici come la Treviso Ostiglia, prima ciclovia al mondo a ricevere la certificazione internazionale GSTC (Global Sustainable Tourism Council) per la sostenibilità, o nuove proposte come la Ciclovia meridiana in Basilicata, che collega Potenza al Parco del Pollino attraversando il Parco Nazionale dell'Appennino Lucano. Ha riscosso molto interesse anche la Ciclovia Ape Adria, che vanta un attrezzato servizio bici + bus, le Marche con il 24 percorsi ad anello georeferenziati e la Toscana che offre 20.000 km di itinerari, tra cui Strade Bianche e l'Eroica. Il B2B è stato uno dei punti di forza di questo evento fieristico, un luogo dove la domanda e l’offerta sono state messe in contatto e a confronto, grazie ad appuntamenti preorganizzati e mirati. Acquirenti e venditori internazionali e nazionali, hanno avuto un’opportunità per stringere nuove partnership ed esplorare quello che offre il mercato.   [post_title] => Fiera Cicloturismo Padova, successo per la quinta edizione con 27 mila visitatori [post_date] => 2026-03-31T09:49:57+00:00 [category] => Array ( [0] => enti_istituzioni_e_territorio ) [category_name] => Array ( [0] => Enti, istituzioni e territorio ) [post_tag] => Array ( ) ) [sort] => Array ( [0] => 1774950597000 ) ) [6] => Array ( [_index] => travelquotidiano [_type] => post [_id] => 510729 [_score] => [_source] => Array ( [blog_id] => 1 [post_content] => [caption id="attachment_212082" align="alignleft" width="300"] Gian Mario Pileri, presidente di Fiavet Sardegna[/caption] «Ho 40 anni di carriera, sono stato vicepresidente con Ivana Jelinic, e questa esperienza mi ha mi ha insegnato molto. - Così inizia Gian Mario Pileri, presidente Fiavet Sardegna, che si candida a guidare la Fiavet per i prossimi tre anni. Ho una certa esperienza quindi, e negli ultimi tre anni ho fatto opposizione all'interno dell'associazione, i dissidenti.  Sono stato per due anni e mezzo all'opposizione. In questo lavoro molti regionale si sono unite a me. Tutti hanno deciso che la persona giusta, per diventare presidente, fossi io. Non l'ho presa come una passeggiata di salute. E in effetti non lo è Cosa vorrei: che la Fiavet sia la casa di tutti gli agenti di viaggi. Noi siamo un sindacato, per cui vogliamo rappresentare le agenzie di viaggio. Siamo all'interno di Confcommercio. Vorrei che tutti gli 8000 adv possano rivolgersi a Fiavet. Se hanno un problema devono poter chiamare Fiavet. Non è importante che l'agenzia non sia appartenente alla Fiavet. Poi naturalmente consolidare i rapporti con le istituzioni, con il ministero, con Confcommercio. Voglio una una Fiavet che tutela gli interessi dell'intera categoria». Guida e protezione Di fronte a questa sfida, Fiavet non può limitarsi a rappresentare: deve guidare, proteggere, innovare, giocando di anticipo senza rincorrere le cose, ma anticipando proposte e possibili soluzioni. Deve tornare a essere la casa comune di chi il turismo lo costruisce con competenza, passione e responsabilità. Questo programma nasce dall’ascolto diretto di chi vive la professione ogni giorno, in ogni regione d’Italia. Non è un elenco di promesse: è un impegno concreto, articolato su sei priorità strategiche che rispondono alle urgenze reali della nostra categoria. Fiavet è l’unica organizzazione che firma il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro per tutte le agenzie di viaggio d’Italia. Non siamo un’entità commerciale: siamo la voce sindacale della categoria, con una rappresentanza autentica, radicata su tutto il territorio Nazionale. Quando un’agenzia ha un problema legale, fiscale, normativo non esiste interlocutore più qualificato di Fiavet. La Fiavet deve ritornare a ricoprire quel ruolo centrale che ha sempre rivestito nello scenario della comunità turistico imprenditoriale e nei confronti delle Istituzioni. Deve tornare ad essere soggetto ed interlocutore autorevole ed ascoltato. La squadra di governo è stata già delineata: Presidente: Gian Mario Pileri (presidente Fiavet Sardegna) con delega ai rapporti Istituzionali e con Confcommercio, comunicazione e CCNL. Vice presidente vicario: Giuseppe Scanu (presidente Fiavet Campania e Basilicata) con delega all’abusivismo. Vice presidente: Giancarlo Reverenna (presidente Fiavet Veneto) con delega all’incoming. Membro di giunta: Alessandro Patti (delegato Fiavet Sicilia) con delega al Bilancio. Membro di giunta: Chiara Fabbri (presidente Fiavet Valle d’Aosta) con delega alla comunicazione e alla gestione degli eventi. Giordano Nobile (presidente Fiavet Lombardia) con delega ai rapporti con Fogar e revisione Statuto. Sandra Paoli (presidente Fiavet Trentino Alto Adige) con delega alla Ffrmazione, sviluppo social e fiere. A questa giunta si affiancheranno: Federico Tagliolini (presidente Fiavet Umbria) presidente Commissione trasporti. Giuseppe Ormas (presidente Fiavet Puglia) con delega rapporti con i tour operator. Gianluca Marcello (Ppesidente Fiavet Calabria) con delega ai rapporti con le regionali. [post_title] => Pileri (candidato presidenza): Fiavet come casa comune. Presentata la giunta [post_date] => 2026-03-30T11:41:33+00:00 [category] => Array ( [0] => enti_istituzioni_e_territorio ) [category_name] => Array ( [0] => Enti, istituzioni e territorio ) [post_tag] => Array ( ) ) [sort] => Array ( [0] => 1774870893000 ) ) [7] => Array ( [_index] => travelquotidiano [_type] => post [_id] => 510724 [_score] => [_source] => Array ( [blog_id] => 1 [post_content] => Al vaglio del governo della Thailandia l'introduzione della controversa tassa di ingresso per i turisti: secondo quanto anticipato dal vice primo ministro e ministro dei Trasporti, Phiphat Ratchakitprakarn, in base alle nuove disposizioni la tassa di 300 baht (circa 9 dollari Usa) si applicherebbe solo ai visitatori internazionali che arrivano nel Paese in aereo. I piani per introdurre una tassa di 150 baht per coloro che entrano attraverso i confini terrestri e marittimi sono stati per ora sospesi. Come si legge da TravelMole, Ratchakitprakarn ha sottolineato che l'imposizione di tasse ai valichi di frontiera terrestri potrebbe comportare un onere ingiusto per i pendolari transfrontalieri e gli escursionisti giornalieri. Questo sistema di tassazione per i viaggiatori è in discussione da diversi anni come iniziativa per migliorare l'economia e contrastare il sovraffollamento turistico, indirizzando i turisti verso altre e diverse regioni del Paese. Durante il primo mandato di Charnvirakul, il ministro del Turismo e dello Sport Atthakorn Sirilatthayakorn ha spiegato che la tassa d'ingresso avrebbe contribuito a migliorare la sicurezza dei visitatori, a rafforzare le infrastrutture turistiche e a sostenere programmi di assistenza sociale per i viaggiatori. «La tassa di 300 bath non riguarda solo le entrate; si tratta di reinvestire in sicurezza, comodità e servizi migliori per i nostri visitatori», aveva affermato all'epoca, aggiungendo che i fondi contribuiranno anche a coprire i costi dell'assicurazione turistica e di sviluppo nelle destinazioni più popolari. [post_title] => Thailandia: al vaglio del governo la nuova tassa di ingresso per i turisti [post_date] => 2026-03-30T11:05:34+00:00 [category] => Array ( [0] => estero ) [category_name] => Array ( [0] => Estero ) [post_tag] => Array ( ) ) [sort] => Array ( [0] => 1774868734000 ) ) [8] => Array ( [_index] => travelquotidiano [_type] => post [_id] => 510686 [_score] => [_source] => Array ( [blog_id] => 1 [post_content] => Terme di Saturnia Natural Destination annuncia l'ingresso di Barbara Maria Fantelli nel ruolo di Director of Sales, una mossa strategica volta a rafforzare la leadership internazionale nel wellness d'eccellenza. Professionista dalla solida esperienza d’alta gamma, Fantelli porta in dote una visione commerciale integrata e "all-round", maturata gestendo mercati complessi come il leisure, il corporate, il Mice e il wedding. Nel suo nuovo incarico, la manager diventa la figura chiave delle strategie di vendita globali, con il mandato chiaro di potenziare le relazioni con i partner strategici nazionali e internazionali, asset vitale per una destinazione d'eccellenza affiliata a The Leading Hotels of the World. L'ingresso si inserisce in un più ampio percorso di evoluzione del brand, come sottolineato dal general manager, Antonello Del Regno: «L’ingresso di Barbara Maria Fantelli rappresenta un passo importante nel rafforzamento della nostra struttura commerciale. La sua esperienza e la sua visione contribuiranno a consolidare il posizionamento di Terme di Saturnia sui mercati strategici e a sviluppare ulteriormente relazioni di valore con partner e stakeholder. In un contesto sempre più competitivo, investire su competenze e leadership è per noi fondamentale per sostenere una crescita solida e coerente con l’identità della destinazione». Oggi Terme di Saturnia Natural Destination si conferma un unicum nel panorama mondiale, destinazione iconica del termalismo italiano, forte di 120 ettari di benessere e di una sorgente millenaria che sgorga a 37,5°C costanti, modello di ospitalità che integra benessere, natura e territorio. Inserita nella Top 5 Spa Resort di Travel + Leisure e premiata come 1ª destinazione Spa in Italia dai Condé Nast UK Readers’ Choice Awards 2024, la struttura è un'icona di longevità naturale che integra un campo da golf Geo-Certified da 18 buche e un’offerta gastronomica d’eccellenza. Sotto l’egida del gruppo Terme & Spa Italia, di cui fanno parte Terme di Chianciano, Monticello The Entertainment SPA e Terme De Montel Milano, la destinazione toscana continua a definire i nuovi standard dell'ospitalità termale. (Anna Morrone) [post_title] => Terme di Saturnia: Barbara Maria Fantelli è la nuova director of sales [post_date] => 2026-03-30T10:14:07+00:00 [category] => Array ( [0] => alberghi ) [category_name] => Array ( [0] => Alberghi ) [post_tag] => Array ( [0] => regione-toscana [1] => terme-di-saturnia [2] => toscana-turismo ) [post_tag_name] => Array ( [0] => Regione Toscana [1] => Terme di Saturnia [2] => Toscana Turismo ) ) [sort] => Array ( [0] => 1774865647000 ) ) ) { "size": 9, "query": { "filtered": { "query": { "fuzzy_like_this": { "like_text" : "barbara marangi mapo travel nuova presidente confimi turismo puglia" } }, "filter": { "range": { "post_date": { "gte": "now-2y", "lte": "now", "time_zone": "+1:00" } } } } }, "sort": { "post_date": { "order": "desc" } } }{"took":66,"timed_out":false,"_shards":{"total":5,"successful":5,"failed":0},"hits":{"total":946,"max_score":null,"hits":[{"_index":"travelquotidiano","_type":"post","_id":"511212","_score":null,"_source":{"blog_id":1,"post_content":"Kempinski Hotels ha acquisito l’Augustine Hotel di Praga, uno degli indirizzi più storici e prestigiosi della città. L'operazione a titolo definitivo segna un passo significativo nel cambiamento strategico dell’azienda verso un approccio più orientato agli asset nel proprio portafoglio globale, sotto la guida di Barbara Muckermann, ceo del gruppo Kempinski.\r\n\r\nNon solo: si tratta della prima acquisizione del gruppo in oltre 50 anni, dall’investimento nell’Hotel Vier Jahreszeiten Kempinski di Monaco di Baviera nel 1970.\r\nSituato nella storica Malá Strana, ai piedi del castello di Praga, l'Augustine Hotel di Praga sorge all'interno delle mura del monastero agostiniano di San Tommaso, un sito storico risalente a oltre 800 anni fa e che rimane una comunità vivente e attiva di monaci agostiniani che preservano una routine quotidiana di culto, lavoro e studio. \r\n\r\nL'acquisizione riflette la più ampia ricalibrazione strategica di Kempinski verso l'investimento diretto e la proprietà di immobili di riferimento per controllare l'esperienza degli ospiti dall'inizio alla fine. «Kempinski è stata fondata su una semplice convinzione: che l'ospitalità debba consentire agli ospiti di vivere il meglio della Good Life - ha commentato Barbara Muckermann -. Le occasioni per acquisire strutture come l’Augustine Hotel di Praga sono estremamente rare. Questo investimento ha offerto un’opportunità unica e irresistibile per assicurarsi un bene storico in una delle principali destinazioni di lusso europee, creando al contempo una vetrina d’eccezione per “The Good Life” come futuro del marchio Kempinski nel segmento dell’ultra-lusso».\r\n\r\nL'albergo dispone di 101 camere, tra cui 20 suite, molte delle quali presentano soffitti a volta e travi in legno originali, conservando l'autentica struttura degli ex alloggi dei monaci; ristoranti specializzati, tra cui due concept di bar distinti, tra cui il Refectory Bar, precedentemente la sala da pranzo del monastero; un centro benessere e fitness; The Monastic Library, una sala biblioteca che ospita una collezione che abbraccia secoli di pensiero teologico e scientifico; oltre 400 m² di spazi per riunioni; e più di 650 m² di terrazze e giardini all’aperto. ","post_title":"Kempinski Hotels, prima acquisizione in 50 anni: è l'Augustine Hotel di Praga","post_date":"2026-04-03T12:23:37+00:00","category":["alberghi"],"category_name":["Alberghi"],"post_tag":[]},"sort":[1775219017000]},{"_index":"travelquotidiano","_type":"post","_id":"511007","_score":null,"_source":{"blog_id":1,"post_content":"\r\nCdsHotels festeggia tre nuovi ingressi tra Sicilia e Calabria. Il primo segnale concreto è già arrivato: Baglio Basile, a Petrosino, ha aperto il 26 marzo. Tra Marsala e Mazara del Vallo, questa antica residenza signorile conserva il fascino delle architetture ottocentesche e lo traduce in un soggiorno che entra subito in relazione con la cultura siciliana.  Nei mesi più caldi il soggiorno si apre anche alla piscina e al mare, con una spiaggia immersa in un contesto ancora intatto. Attorno, il territorio completa da sé il racconto, tra lo Stagnone, le saline di Marsala e Capo Boeo.\r\nLe prossime aperture\r\nDopo questa prima apertura, la primavera CdsHotels proseguirà ai primi di maggio con Ninfe Saracene, nuova destinazione a Le Castella, sulla costa ionica calabrese. Qui il viaggio non incontra soltanto il mare, ma un luogo attraversato da racconti antichi. È da questa storia sedimentata che Ninfe Saracene prende forma: negli arredi, nelle finiture, nell’atmosfera complessiva e anche nella cucina del ristorante, dove la tradizione locale si apre a contaminazioni che rimandano al Mediterraneo orientale. In questo contesto, tra la Fortezza Aragonese, la spiaggia di sabbia dorata e i fondali dell’Area Marina Protetta di Capo Rizzuto, la vacanza assume un tono più evocativo e restituisce l’idea di una Calabria che sa unire natura, storia e immaginario.\r\nA fine maggio sarà poi la volta del Delfino Beach, a Marsala, affacciato direttamente sul mare della Sicilia occidentale. Ma il Delfino Beach non si esaurisce nel rapporto con il mare: è anche un punto di partenza naturale per entrare nel paesaggio culturale di Marsala e dei suoi dintorni.\r\nCon Baglio Basile già aperto e con Ninfe Saracene e Delfino Beach in arrivo nelle prossime settimane, CdsHotels accompagna l’inizio della stagione 2026 con tre nuove aperture che ampliano il racconto del Sud Italia attraverso destinazioni diverse ma complementari.\r\n","post_title":"CdsHotels: tre nuove strutture in Calabria e Sicilia","post_date":"2026-04-01T12:04:41+00:00","category":["alberghi"],"category_name":["Alberghi"],"post_tag":[]},"sort":[1775045081000]},{"_index":"travelquotidiano","_type":"post","_id":"510987","_score":null,"_source":{"blog_id":1,"post_content":"[caption id=\"attachment_510989\" align=\"alignright\" width=\"300\"] @BLS[/caption]\r\n\r\nQuale momento migliore della primavera per godere di un viaggio lento e rilassante a bordo del Trenino Verde delle Alpi: un percorso tra il Piemonte e la Svizzera che scivola silenzioso su binari che sembrano disegnati a mano tra vallate, boschi di abete e panorami da fiaba alpina.\r\n \r\nIl percorso che conduce verso l'Oberland Bernese è uno dei più scenografici dell'intera rete ferroviaria europea. Il treno attraversa ponti, gallerie scavate nella roccia e villaggi incantati che sembrano sospesi nel tempo. Le vetture panoramiche offrono finestre ampie come tele da pittore, e ogni curva regala una composizione nuova: le cime di Eiger, Mönch e Jungfrau che emergono all'orizzonte, insieme al blu intenso dei laghi alpini che comincia ad affacciarsi tra i rilievi. Con la primavera che avanza, questo spettacolo si arricchisce di mille sfumature di verde, di fiori che sbocciano sui prati e di una luce dorata che trasforma ogni momento del viaggio in un ricordo che vale la pena custodire.\r\n \r\nUna delle destinazioni ideali per questo periodo è proprio Thun, cittadina medievale che si affaccia sulle sponde nord-occidentali dell’omonimo lago e che segna il momento in cui il viaggio diventa destinazione.\r\n\r\nIn primavera, la cittadina e l’intera regione si vestono della loro versione più seducente. Sui soleggiati versanti meridionali tra Thun e Merligen — la cosiddetta \"Riviera del Lago di Thun\" — prospera una vegetazione quasi subtropicale, mentre i vigneti della Baia di Spiez cominciano a risvegliare le loro viti. È il momento in cui i sentieri lungo il lago si animano di camminatori, le terrazze dei ristoranti tornano a spalancarsi sul panorama e l'aria frizzantina sa ancora di montagna.\r\n\r\nThun è raggiungibile comodamente da Domodossola in circa un’ora e mezza con le frequenti partenze quotidiane del Trenino Verde delle Alpi. La formula “sali e scendi” della Carta giornaliera Bls – disponibile nelle formule da 1 o 2 giorni - consente la massima libertà di movimento lungo la tratta, permettendo di scegliere tappe, soste e ritmi di viaggio in piena autonomia.","post_title":"Primavera sul Trenino Verde delle Alpi: alla scoperta del lago di Thun","post_date":"2026-04-01T10:43:39+00:00","category":["estero"],"category_name":["Estero"],"post_tag":[]},"sort":[1775040219000]},{"_index":"travelquotidiano","_type":"post","_id":"510877","_score":null,"_source":{"blog_id":1,"post_content":"A oltre un mese dallo scoppio della guerra in Medio Oriente, Danilo Curzi, ceo e co-founder di Idee per Viaggiare, torna a fa sentire la voce del t.o. In una lettera aperta il manager fa il punto sulla situazione e  definisce la strategia per il futuro. La riportiamo qui sotto integralmente.\r\n\r\n«Abbiamo scelto di osservare in silenzio per oltre un mese - comincia la lettera -. Non per mancanza di argomenti, ma per il rispetto che si deve a un mercato che stava mutando con una velocità disarmante. Abbiamo preferito attendere che la polvere si posasse, per analizzare le evoluzioni reali e non solo le reazioni emotive. Non abbiamo la presunzione di possedere verità assolute, né di parlarne da una cattedra. Tuttavia, avvertiamo la responsabilità di chi opera quotidianamente con grandi volumi e flussi complessi: una responsabilità che ci impone, ora che le criticità sono emerse con nitidezza, di non sottrarci al confronto.\r\n\r\nDopo aver ascoltato e analizzato le frizioni del sistema, riteniamo sia il momento di condividere il nostro pensiero. Diciamolo con realismo e senza falsa modestia: il nostro è un settore complesso e interconnesso, dove dettaglio e organizzatore collaborano per un unico obiettivo; confezionando viaggi, spesso regalano il sogno di una vita con un bel fiocco di seta e una polizza annullamento. Garantiamo organizzazione ed emozioni indelebili, muoviamo enormi capitali, contribuiamo al riempimento di aeroplani e di hotel e, soprattutto, alimentiamo il desiderio di scoperta.\r\n\r\nSiamo, semplicemente, importanti, ma c'è un piccolo, minuscolo, fastidiosissimo dettaglio che ogni tanto ci rovina la festa: non siamo necessari. In questo nuovo – ennesimo – scenario, in una fetta specifica di mondo, ma principalmente per il “peso specifico” di tre vettori operanti nell’Area del Golfo, un altro giro di giostra ci sta nuovamente mettendo a nudo. Siamo tutti prestigiosi, certamente: siamo i primi a fiorire quando il mondo sorride e i primissimi a sparire dai radar quando il vento cambia. Non siamo l'acqua, non siamo il pane, non siamo nemmeno il wi fi.\r\n\r\nIl turismo organizzato deve oggi percepirsi per quello che è: un ecosistema emotivo che richiede stabilità per prosperare. Siamo un desiderio dell’anima, la volontà di conoscere “l'altrove” e, proprio perché il nostro lavoro si basa sulle emozioni e non solo su processi meccanici, restiamo strutturalmente fragili di fronte alle crisi naturali importanti, figurarsi quelle geopolitiche. Siamo un meccanismo di precisione che deve gestire un inventario di imprevisti e, a essere onesti, in questo momento la situazione è estremamente complessa per tutti. Dalla coppia che conferma in agenzia, al tour operator che lavora intensamente dietro le quinte, ai vettori “ingarbugliati” nella matassa, fino ai fornitori dall'altra parte del mondo: ognuno ha le proprie ragioni, ma a volte manca la necessaria flessibilità commerciale».\r\nNon c'è spazio per il solisti\r\n«L’esperienza accumulata tra emergenze e criticità  - prosegue Curzi - ci ha insegnato una lezione: che sia per un evento naturale o per la follia umana, o ci muoviamo in modo coeso o il sistema rischia di bloccarsi. Non c'è spazio per i solisti quando l'intero comparto è sotto pressione. Se esiste coerenza, rispetto reciproco e la volontà di trovare soluzioni invece di colpevoli, ne usciremo. Magari con qualche ruga in più, ma ne usciremo (di nuovo). Il problema sorge quando uno degli attori agisce in modo isolato. Se qualcuno tenta di scaricare le responsabilità o di ritenersi superiore agli altri, si genera il caos. In questo equilibrio precario, se un elemento tira troppo dalla sua parte, rischia di compromettere l'intera filiera.\r\n\r\nO giochiamo di squadra, consapevoli della natura del nostro mercato, o rischiamo di subire passivamente gli eventi. Il nostro mondo vive di reputazione (e di memoria): chi oggi sceglie di dare supporto e di comprendere le difficoltà altrui sta investendo sulla propria credibilità futura. Al contrario, una visione a breve termine rischia di scontrarsi con la memoria lunga del mercato. Guardiamo i vettori, per esempio. Giganti come Emirates e Qatar hanno dimostrato cosa significhi mantenere un dialogo costante con la filiera, pur essendo coinvolti direttamente nelle criticità.\r\n\r\nAltri, invece, hanno preferito una linea di rigore assoluto, chiudendo le porte alla flessibilità. Limitarsi a seguire la contrattualistica o le policy aziendali ignorando il contesto straordinario significa dimenticare che, in certi momenti, il buonsenso è lo strumento gestionale più efficace ed è la miglior policy da applicare. C'è poi il tema della gestione dei prezzi. È fisiologico che il mercato risponda a logiche di domanda e offerta, ma tutto ha un limite. C'è una differenza sostanziale tra l'ottimizzare i margini per la sostenibilità aziendale e l'applicare rincari sproporzionati approfittando dell'assenza di alternative per il cliente. In molti casi, vedere quotazioni che salgono vertiginosamente senza una reale giustificazione dei costi operativi lascia l'amaro in bocca e non può essere definita una strategia di lungo periodo.\r\n\r\nLo stesso vale per alcuni fornitori di “servizi a terra” che hanno trattenuto prepagamenti non come garanzia per il futuro, ma come penali per un “non arrivo”, ignorando la realtà dell'emergenza globale. Parliamo di destinazioni non coinvolte direttamente, ma che hanno subito anch’esse il contraccolpo del parziale blocco aeronautico commerciale. “… Ma qui funziona tutto” non può essere accettato. Abbiamo dovuto sottolineare con fermezza che non si può gestire una crisi di questa portata basandosi esclusivamente su tabelle di rendimento, dimenticando il fattore umano e professionale. Anche per le agenzie di viaggio la sfida oggi è gestire il carico emotivo. Oltre alla preparazione tecnica, serve la capacità di fare da filtro lucido per le preoccupazioni dei clienti, distinguendo tra timori legittimi e paranoie, per governare il flusso invece di farsi trascinare. Ma deve essere chiaro che non bisogna forzare una partenza».\r\nRiflessione sulla categoria\r\n«C’è però una riflessione, forse la più amara, che dobbiamo avere il coraggio di fare come categoria: siamo spesso i primi responsabili del nostro isolamento. Viviamo arroccati nei nostri fortini, troppo occupati a guardarci come concorrenti da superare invece che come colleghi di una filiera da proteggere. Non troviamo mai il tempo — o forse la volontà — per consolidarci davvero e darci una mano quando il mare si fa grosso, convinti che la difficoltà di un competitor possa tradursi in un nostro vantaggio. È anch’essa una miopia strategica che paghiamo cara. Se non riusciamo a \"vederci\" oltre la logica del preventivo, resteremo sempre singoli atomi in balia degli scenari, invece di essere quella massa critica capace di, se non proprio dettare regole, quantomeno a pretendere rispetto».\r\nL'attività di Idee per Viaggiare\r\n«In questo scenario, il nostro ruolo in Idee per Viaggiare è quello di mantenere i nervi saldi e garantire la logistica. Dal 28 febbraio abbiamo riorganizzato l'operatività su tre team distinti: uno per l'emergenza immediata, uno per la programmazione estiva e uno per il resto del mondo. Lo stiamo facendo con un impegno economico reale, che ha già superato cancellazioni per impossibilità al raggiungimento della destinazione per circa 2 milioni di euro in 3 settimane e siamo coscienti che sarà destinata ad aumentare. A questo dobbiamo aggiungere una cospicua cifra investita per il rimpatrio di clienti nella prima settimana senza domandarci se tali somme sarebbero rientrate.\r\n\r\nPer cementare finanziariamente ancora di più la nostra azienda, abbiamo aumentato il capitale sociale trasferendo nello stesso importanti riserve patrimoniali. Non è un vanto, è la nostra risposta concreta a un sistema che troppo spesso si immobilizza. Tuttavia, non intendiamo limitarci alla sola gestione del maltempo. Mentre monitoriamo la crisi, restiamo concentrati su quel 60% del mondo che continua a funzionare regolarmente, impegnandoci al contempo per mettere in sicurezza il restante 40% del nostro prodotto. Questo impegno riguarda sia le destinazioni direttamente colpite, sia — e soprattutto — le criticità derivanti dal peso specifico che i tre vettori coinvolti rappresentano per noi in una vasta area dell’oceano Indiano, dell’Oriente e dell’Africa.\r\n\r\nSiamo pronti e convinti che il futuro tornerà a essere sereno. Ma la serenità non cade dal cielo: si costruisce scegliendo con chi stare, supportando chi ha capito il valore del lavoro di squadra e affrontando l'imprevisto con la schiena dritta. In fondo, il nostro mestiere è anche quello di saper gestire l'incertezza con un sorriso professionale, consapevoli che ogni crisi è solo un'occasione per dimostrare quanto siamo solidi. E allora, guardando a tutto quello che abbiamo costruito e a come stiamo reagendo, possiamo permetterci di sorridere citando un grande maestro del paradosso: dopotutto, poteva andare peggio… poteva piovere!».","post_title":"Idee per Viaggiare: la lettera aperta di Danilo Curzi al settore","post_date":"2026-03-31T12:42:00+00:00","category":["tour_operator"],"category_name":["Tour Operator"],"post_tag":["in-evidenza"],"post_tag_name":["In evidenza"]},"sort":[1774960920000]},{"_index":"travelquotidiano","_type":"post","_id":"510836","_score":null,"_source":{"blog_id":1,"post_content":"Mapo Travel prosegue sulla via della crescita. Il t.o. si appresta a chiudere il primo trimestre 2026 in positivo, nonostante le difficoltà del settore, legate alla situazione internazionale e al conflitto in Medio Oriente. Se il 2025 si era chiuso con più di 3 5mila clienti serviti e un fatturato in crescita del 30%, per quest’anno l’obiettivo del tour operator è di superare i 50.000 clienti.\r\n\r\n«I primi riscontri positivi li abbiamo avuto alla Bitdi Milano e alla Btm di Bari dove abbiamo incontrato tanti agenti di viaggio e presentato le novità di prodotto. Su tutte l’apertura delle vendite nelle cinque strutture a marchio Mapo, il lancio dei tour in Tunisia, i viaggi con accompagnatore dall’Italia per Perù e Kenya ad agosto e per il Giappone a novembre» spiega Barbara Marangi, general manager di Mapo Travel.\r\n\r\nIl Mare Italia e la Puglia restano centrali nei progetti di sviluppo del tour operator. Di contro, continua a crescere anche il lungo raggio con il brand Mapo World che a fine marzo festeggia i primi tre anni di attività.\r\n\r\n«Lato mare – continua Marangi - continuiamo a investire in strutture a misura d’uomo per garantire maggiore qualità, personalizzazione e sartorialità del prodotto. Ad oggi sono cinque quelle a gestione diretta: il Mapo Village Plaia di Ostuni, il Mapo Resort Villa Hermosa di Porto Cesareo, il Mapo Hotel Santa Lucia di Santa Cesarea Terme, il Mapo Hotel Club Perla di Casalabate e il residence San Bull di Metaponto, quest’ultima in Basilicata».\r\n\r\nA livello internazionale, l’Egitto resta tra i best seller, Thailandia e Giappone sono tra le destinazioni più richieste, mentre le sorprese arrivano dall’apertura del mercato sudamericano con Perù in testa.\r\nI punti di forza\r\n«I nostri capisaldi sono la vicinanza alle agenzie di viaggio, uno staff di professionisti, l’assistenza ai clienti gestita direttamente, che in queste settimane è riuscita a supportare al meglio i clienti in viaggio nelle zone calde del Medio Oriente, il forte orientamento alla costruzione dei pacchetti in maniera artigianale, il supporto continuo sia in fase di vendita che nel post vendita», aggiunge il direttore commerciale Fabrizio Celeghin.\r\n\r\nProseguono anche gli appuntamenti di formazione con le agenzie di viaggio in tutta Italia. Si è infatti appena tenuto l’incontro tra i product specialist di Mapo, in collaborazione con Air France - Klm e un gruppo selezionato di agenti per una serata tra arte e cultura. Oggi, negli spazi dell’aeroporto di Cuneo Levaldigi, in collaborazione con Air Arabia e l’ente del turismo marocchino, si tiene un evento per presentare proprio le nuove partenze e i tour pensati per il Marocco.","post_title":"Mapo Travel oltre la crisi: obiettivo a 50.000 clienti","post_date":"2026-03-31T10:58:03+00:00","category":["tour_operator"],"category_name":["Tour Operator"],"post_tag":[]},"sort":[1774954683000]},{"_index":"travelquotidiano","_type":"post","_id":"510710","_score":null,"_source":{"blog_id":1,"post_content":"La quinta edizione della Fiera del Cicloturismo ha chiuso i battenti con oltre 27.000 visitatori registrati, 210 giornalisti accreditati, 268 tra espositori e co-espositori, 12 regioni italiane, 20 paesi stranieri rappresentati, 1.112 incontri tra operatori, avvenuti nel primo giorno dedicato al B2B, oltre 60 talks con 120 relatori.\r\n\r\n«La quinta edizione ha riscosso un buon risultato in termini di pubblico ed espositori e siamo contenti di aver avvicinato sempre più persone al magico mondo delle vacanze in bicicletta. Abbiamo visto prodotti sempre più maturi e un pubblico sempre più interessato. Particolare soddisfazione è stato il coinvolgimento di operatori internazionali - dichiara Pinar Pinzuti, direttrice della Fiera del Cicloturismo – Assistiamo alla crescita organica e continuativa del cicloturismo che non rappresenta più un fenomeno di nicchia, come confermato dagli studi presentati in questi giorni. Tra gli altri, il Cycle Tourism Index (sviluppato da Bikenomist in collaborazione con Komoot), il primo indice internazionale comparativo che monitora e analizza le regioni d’Europa più visitate in bicicletta e le scelte stagionali, creando un vero e proprio strumento di benchmark per gli operatori. Tra le proposte più originali, la gettonata bacheca dedicata alla ricerca dei compagni di viaggio con cui condividere l’esperienza su due ruote».\r\n\r\nLe regioni italiane che credono nel cicloturismo\r\n\r\nBasilicata, Calabria, Friuli Venezia Giulia, Marche, Piemonte, Puglia, Sicilia, Toscana, Umbria, Veneto, Emilia Romagna, Lombardia. Queste sono le regioni italiane che hanno partecipato alla Fiera del Cicloturismo di Padova e hanno portato all’attenzione del pubblico percorsi, servizi, attrezzature e tecnologie adatte a tutti i tipi di cicloturisti. Tra le proposte, i tracciati iconici come la Treviso Ostiglia, prima ciclovia al mondo a ricevere la certificazione internazionale GSTC (Global Sustainable Tourism Council) per la sostenibilità, o nuove proposte come la Ciclovia meridiana in Basilicata, che collega Potenza al Parco del Pollino attraversando il Parco Nazionale dell'Appennino Lucano. Ha riscosso molto interesse anche la Ciclovia Ape Adria, che vanta un attrezzato servizio bici + bus, le Marche con il 24 percorsi ad anello georeferenziati e la Toscana che offre 20.000 km di itinerari, tra cui Strade Bianche e l'Eroica.\r\n\r\n Il B2B è stato uno dei punti di forza di questo evento fieristico, un luogo dove la domanda e l’offerta sono state messe in contatto e a confronto, grazie ad appuntamenti preorganizzati e mirati. Acquirenti e venditori internazionali e nazionali, hanno avuto un’opportunità per stringere nuove partnership ed esplorare quello che offre il mercato.\r\n\r\n ","post_title":"Fiera Cicloturismo Padova, successo per la quinta edizione con 27 mila visitatori","post_date":"2026-03-31T09:49:57+00:00","category":["enti_istituzioni_e_territorio"],"category_name":["Enti, istituzioni e territorio"],"post_tag":[]},"sort":[1774950597000]},{"_index":"travelquotidiano","_type":"post","_id":"510729","_score":null,"_source":{"blog_id":1,"post_content":"[caption id=\"attachment_212082\" align=\"alignleft\" width=\"300\"] Gian Mario Pileri, presidente di Fiavet Sardegna[/caption]\r\n\r\n«Ho 40 anni di carriera, sono stato vicepresidente con Ivana Jelinic, e questa esperienza mi ha mi ha insegnato molto. - Così inizia Gian Mario Pileri, presidente Fiavet Sardegna, che si candida a guidare la Fiavet per i prossimi tre anni. Ho una certa esperienza quindi, e negli ultimi tre anni ho fatto opposizione all'interno dell'associazione, i dissidenti. \r\n\r\nSono stato per due anni e mezzo all'opposizione. In questo lavoro molti regionale si sono unite a me. Tutti hanno deciso che la persona giusta, per diventare presidente, fossi io. Non l'ho presa come una passeggiata di salute. E in effetti non lo è\r\n\r\nCosa vorrei: che la Fiavet sia la casa di tutti gli agenti di viaggi. Noi siamo un sindacato, per cui vogliamo rappresentare le agenzie di viaggio. Siamo all'interno di Confcommercio. Vorrei che tutti gli 8000 adv possano rivolgersi a Fiavet. Se hanno un problema devono poter chiamare Fiavet. Non è importante che l'agenzia non sia appartenente alla Fiavet. Poi naturalmente consolidare i rapporti con le istituzioni, con il ministero, con Confcommercio. Voglio una una Fiavet che tutela gli interessi dell'intera categoria».\r\nGuida e protezione\r\nDi fronte a questa sfida, Fiavet non può limitarsi a rappresentare: deve guidare, proteggere, innovare, giocando di anticipo senza rincorrere le cose, ma anticipando proposte e possibili soluzioni. Deve tornare a essere la casa comune di chi il turismo lo costruisce con competenza, passione e responsabilità. Questo programma nasce dall’ascolto diretto di chi vive la professione ogni giorno, in ogni regione d’Italia. Non è un elenco di promesse: è un impegno concreto, articolato su sei priorità strategiche che rispondono alle urgenze reali della nostra categoria.\r\n\r\nFiavet è l’unica organizzazione che firma il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro per tutte le agenzie di viaggio d’Italia. Non siamo un’entità commerciale: siamo la voce sindacale della categoria, con una rappresentanza autentica, radicata su tutto il territorio Nazionale. Quando un’agenzia ha un problema legale, fiscale, normativo non esiste interlocutore più qualificato di Fiavet.\r\n\r\nLa Fiavet deve ritornare a ricoprire quel ruolo centrale che ha sempre rivestito nello scenario della comunità turistico imprenditoriale e nei confronti delle Istituzioni. Deve tornare ad essere soggetto ed interlocutore autorevole ed ascoltato.\r\nLa squadra di governo è stata già delineata:\r\nPresidente: Gian Mario Pileri (presidente Fiavet Sardegna) con delega ai rapporti Istituzionali e con Confcommercio, comunicazione e CCNL. Vice presidente vicario: Giuseppe Scanu (presidente Fiavet Campania e Basilicata) con delega all’abusivismo. Vice presidente: Giancarlo Reverenna (presidente Fiavet Veneto) con delega all’incoming. Membro di giunta: Alessandro Patti (delegato Fiavet Sicilia) con delega al Bilancio.\r\n\r\nMembro di giunta: Chiara Fabbri (presidente Fiavet Valle d’Aosta) con delega alla comunicazione e alla gestione degli eventi. Giordano Nobile (presidente Fiavet Lombardia) con delega ai rapporti con Fogar e revisione Statuto. Sandra Paoli (presidente Fiavet Trentino Alto Adige) con delega alla Ffrmazione, sviluppo social e fiere.\r\n\r\nA questa giunta si affiancheranno: Federico Tagliolini (presidente Fiavet Umbria) presidente Commissione trasporti. Giuseppe Ormas (presidente Fiavet Puglia) con delega rapporti con i tour operator. Gianluca Marcello (Ppesidente Fiavet Calabria) con delega ai rapporti con le regionali.","post_title":"Pileri (candidato presidenza): Fiavet come casa comune. Presentata la giunta","post_date":"2026-03-30T11:41:33+00:00","category":["enti_istituzioni_e_territorio"],"category_name":["Enti, istituzioni e territorio"],"post_tag":[]},"sort":[1774870893000]},{"_index":"travelquotidiano","_type":"post","_id":"510724","_score":null,"_source":{"blog_id":1,"post_content":"Al vaglio del governo della Thailandia l'introduzione della controversa tassa di ingresso per i turisti: secondo quanto anticipato dal vice primo ministro e ministro dei Trasporti, Phiphat Ratchakitprakarn, in base alle nuove disposizioni la tassa di 300 baht (circa 9 dollari Usa) si applicherebbe solo ai visitatori internazionali che arrivano nel Paese in aereo.\r\n\r\nI piani per introdurre una tassa di 150 baht per coloro che entrano attraverso i confini terrestri e marittimi sono stati per ora sospesi. Come si legge da TravelMole, Ratchakitprakarn ha sottolineato che l'imposizione di tasse ai valichi di frontiera terrestri potrebbe comportare un onere ingiusto per i pendolari transfrontalieri e gli escursionisti giornalieri.\r\n\r\nQuesto sistema di tassazione per i viaggiatori è in discussione da diversi anni come iniziativa per migliorare l'economia e contrastare il sovraffollamento turistico, indirizzando i turisti verso altre e diverse regioni del Paese.\r\n\r\nDurante il primo mandato di Charnvirakul, il ministro del Turismo e dello Sport Atthakorn Sirilatthayakorn ha spiegato che la tassa d'ingresso avrebbe contribuito a migliorare la sicurezza dei visitatori, a rafforzare le infrastrutture turistiche e a sostenere programmi di assistenza sociale per i viaggiatori.\r\n\r\n«La tassa di 300 bath non riguarda solo le entrate; si tratta di reinvestire in sicurezza, comodità e servizi migliori per i nostri visitatori», aveva affermato all'epoca, aggiungendo che i fondi contribuiranno anche a coprire i costi dell'assicurazione turistica e di sviluppo nelle destinazioni più popolari.","post_title":"Thailandia: al vaglio del governo la nuova tassa di ingresso per i turisti","post_date":"2026-03-30T11:05:34+00:00","category":["estero"],"category_name":["Estero"],"post_tag":[]},"sort":[1774868734000]},{"_index":"travelquotidiano","_type":"post","_id":"510686","_score":null,"_source":{"blog_id":1,"post_content":"\r\n\r\nTerme di Saturnia Natural Destination annuncia l'ingresso di Barbara Maria Fantelli nel ruolo di Director of Sales, una mossa strategica volta a rafforzare la leadership internazionale nel wellness d'eccellenza. Professionista dalla solida esperienza d’alta gamma, Fantelli porta in dote una visione commerciale integrata e \"all-round\", maturata gestendo mercati complessi come il leisure, il corporate, il Mice e il wedding. Nel suo nuovo incarico, la manager diventa la figura chiave delle strategie di vendita globali, con il mandato chiaro di potenziare le relazioni con i partner strategici nazionali e internazionali, asset vitale per una destinazione d'eccellenza affiliata a The Leading Hotels of the World.\r\n\r\nL'ingresso si inserisce in un più ampio percorso di evoluzione del brand, come sottolineato dal general manager, Antonello Del Regno: «L’ingresso di Barbara Maria Fantelli rappresenta un passo importante nel rafforzamento della nostra struttura commerciale. La sua esperienza e la sua visione contribuiranno a consolidare il posizionamento di Terme di Saturnia sui mercati strategici e a sviluppare ulteriormente relazioni di valore con partner e stakeholder. In un contesto sempre più competitivo, investire su competenze e leadership è per noi fondamentale per sostenere una crescita solida e coerente con l’identità della destinazione».\r\n\r\nOggi Terme di Saturnia Natural Destination si conferma un unicum nel panorama mondiale, destinazione iconica del termalismo italiano, forte di 120 ettari di benessere e di una sorgente millenaria che sgorga a 37,5°C costanti, modello di ospitalità che integra benessere, natura e territorio. Inserita nella Top 5 Spa Resort di Travel + Leisure e premiata come 1ª destinazione Spa in Italia dai Condé Nast UK Readers’ Choice Awards 2024, la struttura è un'icona di longevità naturale che integra un campo da golf Geo-Certified da 18 buche e un’offerta gastronomica d’eccellenza. Sotto l’egida del gruppo Terme & Spa Italia, di cui fanno parte Terme di Chianciano, Monticello The Entertainment SPA e Terme De Montel Milano, la destinazione toscana continua a definire i nuovi standard dell'ospitalità termale.\r\n\r\n(Anna Morrone)","post_title":"Terme di Saturnia: Barbara Maria Fantelli è la nuova director of sales","post_date":"2026-03-30T10:14:07+00:00","category":["alberghi"],"category_name":["Alberghi"],"post_tag":["regione-toscana","terme-di-saturnia","toscana-turismo"],"post_tag_name":["Regione Toscana","Terme di Saturnia","Toscana Turismo"]},"sort":[1774865647000]}]}}