27 March 2026

Tui potrebbe vendere gli alberghi per non cadere sotto il controllo del Governo

Secondo voci sempre più insistenti il gruppo turistico Tui, che comprende agenzie, una compagnia aerea, navi da crociera e hotel, avrebbe messo in vendita tutte le sue strutture alberghiere per ottenere liquidità e non finire sotto il controllo del governo tedesco.

La situazione finanziaria del tour operator è difficile e, dopo aver ricevuto fino a tre iniezioni economiche dallo Stato tedesco, deve ottenere liquidità sufficiente per non dover richiedere un nuovo salvataggio.

Tui ha già ricevuto 4,8 miliardi dal governo tedesco in tre salvataggi, ma la prossima volta che il gruppo turistico avrà bisogno di liquidità il governo tedesco potrebbe subentrare al gruppo guidato da Friedrich Joussen.

Con un debito netto di 5,9 miliardi, Tui spende in media 300 milioni al mese mentre il suo reddito è stato ridotto del 98%.

La situazione a Tui è peggiorata con il progredire della pandemia e con la scarsa attività turistica.

Se qualche mese fa il grossista stava valutando la vendita di aeroplani e anche l’intera compagnia aerea per avere liquidità, in questo momento l’obiettivo principale di Tui non è quello di dover ricevere più denaro pubblico e quindi sta valutando di disinvestire i suoi asset alberghieri se si presentano buone opportunità vendita.

Tui possiede gli hotel che operano con i marchi Robinson, Tui Blue, Tui Magic Life, Tui Sensatori e Tui Suneo. Il gruppo ha circa 250 risorse alberghiere.

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Il premier che da quando si è insediato ha detto esplicitamente che il turismo era una delle sue priorità ha fatto capire che in effetti del turismo non le interessa affatto. In questo momento nel turismo organizzato si segnano più cancellazioni che le prenotazioni. Avere il punto di riferimento senza testa è un guaio. Il presidente del Consiglio ha fatto solo una specie di marketing di facciata, per ripulire il governo dopo la batosta del no. Ma chi ne paga e ne pagherà le conseguenze sarà il nostro settore.\r\n\r\nSeconda amarissima osservazione. Per la prima volta nella storia di questo Paese il turismo è stato sulla bocca di tutti, giornali nazionali, telegiornali, nelle chiacchiere, ovunque. Ma non per l'importanza che ha, ma per una questione squisitamente politica. Che follia.\r\nBilancio\r\nInfine il bilancio di tre anni e qualche mese di Santanchè al ministero. Senza dubbio Daniela Santanchè è arrivata a guidare il dicastero senza sapere nulla del turismo. Lentamente qualcosa l'ha imparato, ma naturalmente non ha potuto colmare le lacune che aveva ab origine. Ricordo che in una sala di 1600 agenti outgoing chiese di far arrivare in massa turisti in Italia. Ho ancora impressi nella testa gli sguardi sconcertati degli agenti di viaggio. Di queste situazioni ce ne sono state parecchie e questo giornale ha cercato di riportarle sempre con una certa precisione.\r\n\r\nUna cosa bisogna riconoscergliela. Nel momento il cui l'Europa si stava convincendo ad approvare la nuova direttiva pacchetti, l'unico ministro ad opporsi è stata la Santanchè. E meno male, perché quella direttiva, per come era scritta avrebbe fatto più danni del Covid.\r\n\r\nPer il resto troppa visibilità con il suo tagliare nastri ad ogni evento, che si trattasse del Ttg di Rimini, o della fiera delle biciclette. E quando prendeva il microfono iniziava la fiera delle banalità: siamo italiani, dobbiamo essere ottimisti ecc, ecc.\r\n\r\nInsomma questo è il quadro in sintesi. Il prossimo ministro (si parla di Giovanni Malagò, ex presidente del Coni) prima di prendere in mano la situazione dovrà cercare di capire in che mondo è capitato. E non sarà facile. Mentre il turismo se la deve sbrigare da solo. Come al solito.\r\n\r\nGiuseppe Aloe\r\n\r\n ","post_title":"Bilancio di tre anni di Santanchè e qualcosa anche su Giorgia","post_date":"2026-03-26T09:14:47+00:00","category":["enti_istituzioni_e_territorio"],"category_name":["Enti, istituzioni e territorio"],"post_tag":["in-evidenza"],"post_tag_name":["In evidenza"]},"sort":[1774516487000]}]}}