2 dicembre 2020 10:53

Enrica Montanucci presidente di Maavi
Enrica Montanucci, presidente della neonata associazione “spontanea” di agenti di viaggio Maavi, rivolge un accorato appello alle altre “associazioni”, facendo un importante passo verso la realizzazione di una teoria che alcuni avevano già esposto: un fronte unito per salvare il turismo, tutta la filiera turistica.
Il “Personaggio dell’anno 2020”, titolo assegnatole a Ttg 2020 ha inviato questa missiva.
Riceviamo e volentieri pubblichiamo:
Lettera aperta a:
Astoi Confindustria Viaggi, Assoviaggi Confesercenti Nazionale, Fiavet, AIDIT – Federturismo, FTO
Gentili Signori
Con tutta l’umiltà che rappresenta una nuova associazione inesperta e non priva di errori, ma anche con tutta la forza di essere indiscutibilmente la voce diretta di tanti, tantissimi agenti di viaggio italiani, scrivo per sapere, visto che le abbiamo provate tutte, e visto che dopo 9 mesi siamo ancora arenati tra cavilli burocratici e gioco di sponda di qualcuno a cui, la nostra disgregazione fa comodo per questione di tempi, e mi chiedo e vi chiedo: arrivati a questo punto, mettendo da parte ogni protagonismo, ogni senso di superiore consapevolezza, ogni convinzione di potenza singola, di forza di bandiera, non pensate sia arrivato il momento di pretendere una risposta univoca e formale, e, soprattutto, date e fatti concreti?
Perché qui, tra un proclama ed un’azione egoisticamente tesa a proteggere i singoli interessi e le singole vittorie, stiamo perdendo la guerra….
Vogliamo ancora aspettare che questi signori ci diano segnali di fumo, o pensate che unendo tutte le forze, è arrivato il momento di chiedere davvero Tutti insieme attenzione dei media, attenzione delle istituzioni, attenzione della gente, rispetto per una categoria che sta morendo di eutanasia indiretta?
Non voglio essere drammatica, ne pretendo di detenere la verità del dramma, ma più semplicemente, grido ancora una volta ci stanno prendendoo in giro! giocando su diversi codici di comunicazione, qualcuno più istituzionale, qualcuno più confidenziale, di fatto stiamo assistendo ad una noncuranza sfacciata ed offensiva ai nostri danni, che dovrebbe farci davvero alzare la voce in coro. E senza snobismo e senza competizione. Ma uniti per pretendere dopo 9 mesi quelle risposte certe che, ancora ad oggi, sono fumose e non ci danno visibilità sul futuro. Nemmeno prossimo… e non parlo di fondo perduto (o almeno non solo)… parlo di esclusione da altri ristori, parlo di ulteriori sostegni sbandierati e non definiti… perché i soldi arriveranno, e forse anche a breve..ma arriveranno solo per coprire i buchi che abbiamo dovuto fare, e invece si dovrebbe pretendere di sapere, oltre a questo, cosa si sta facendo in concreto per permettere a noi tutti di sopravvivere domani… si dovrebbe pretendere pianificazione di futuri sostegni, certezza di aiuto che, a questo punto, dovrebbe essere diritto costituzionale…
Vi chiedo davvero di unire le voci, di darci forza e potenza per diritto di categoria, l’uno con l’altro…perché è proprio degli stolti pensare “io ce la faccio per i miei” e non pensare “insieme si fa prima e si fa meglio “…
Maavi #nonsmetteremodiviaggiare è la voce di chi vende, di chi alza la serranda, ma è una delle voci. E si sa, i cori arrivano più in alto delle singole voci…
Noi siamo qui. E siamo pronti a dire “insieme” per un futuro per tutti… mi auguro di avere risposte. Perché domani potrebbe non esserci per troppi… e sarebbe uno scempio permetterlo.
Grazie.
Enrica Montanucci
Presidente M.a.a.v.i.
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Ci sono destinazioni che sembrano avere un momento perfetto per essere visitate, poi c’è l’Egitto: un Paese capace di regalare emozioni in ogni stagione dell’anno.
Con un viaggio in Egitto, puoi scoprire le meraviglie della terra dei faraoni scegliendo il periodo più adatto alle tue esigenze.
Ogni stagione offre un volto diverso dell’Egitto: alcuni mesi sono ideali per esplorare templi e siti archeologici, altri per vivere il fascino del deserto, mentre altri ancora sono perfetti per una rilassante crociera sul Nilo tra paesaggi unici e antiche città faraoniche. Ecco cosa vedere e quali esperienze vivere durante tutto l’anno.
Inverno: la stagione dei templi e delle tombe
Da dicembre a febbraio l'Egitto vive il suo momento migliore per l'archeologia. Le giornate sono limpide, le temperature nella valle del Nilo restano piacevoli e camminare tra i templi è un piacere puro dalla mattina alla sera.
Cosa vedere assolutamente in questi mesi:
Le Piramidi di Giza e la Sfinge — l'inverno regala la luce migliore dell'anno sull'altopiano. Il sole basso allunga le ombre e la pietra assume tonalità dorate che d'estate non si vedono.
Il Grande Museo Egizio — il museo archeologico più grande al mondo dedicato a un'unica civiltà, con la collezione completa di Tutankhamon finalmente riunita in un solo luogo.
La Valle dei Re — le tombe dipinte si visitano scendendo sottoterra, e l'inverno rende la discesa molto più confortevole. I colori sulle pareti sono ancora quelli originali, dopo più di tremila anni.
Il tempio di Karnak — il complesso religioso più vasto dell'antichità. La sala ipostila, con le sue centotrentaquattro colonne, va vista al mattino presto, quando la luce entra di taglio tra i pilastri.
Il Cairo storico — con il clima fresco la città si esplora a piedi: la Cittadella di Saladino, la moschea di Mohammed Ali, i vicoli di via al-Muizz e il mercato di Khan el-Khalili.
È il periodo più amato da chi programma un viaggio in Egitto completo, tra archeologia, città e navigazione fluviale.
Primavera: la stagione del deserto e delle oasi
Marzo, aprile e maggio portano una luce nuova. Le rive del Nilo si tingono di verde, l'aria è limpida e le temperature nel deserto diventano finalmente vivibili.
Cosa vedere in primavera:
L'oasi di Siwa — a ridosso del confine libico, tra palmeti sterminati, sorgenti naturali e le rovine del Tempio dell'Oracolo, dove secondo la tradizione Alessandro Magno venne proclamato figlio di Amon.
Il Deserto Bianco — formazioni calcaree modellate dal vento in forme che sembrano scolpite: funghi, torri, animali di pietra. Dormire lì sotto un cielo stellato è un'esperienza che resta.
Il Deserto Nero e Bahariya — colline di basalto scuro che si alternano alle dune chiare, in un contrasto cromatico che sorprende chiunque.
Sham el-Nessim — la festa con cui gli egiziani accolgono la primavera, celebrata da migliaia di anni. Le famiglie si riversano nei parchi e lungo il fiume: è l'occasione di vedere l'Egitto contemporaneo che vive una tradizione nata all'epoca dei faraoni.
Abu Simbel — i colossi scavati nella roccia sono spettacolari tutto l'anno, ma in primavera il viaggio verso sud è particolarmente piacevole.
Estate: la stagione dei siti tutti per te
L'estate egiziana riserva una sorpresa bellissima: i siti archeologici sono quasi tutti tuoi. Il clima è secco e luminoso, e organizzando le visite nelle ore più belle della giornata si vive un Egitto che pochi hanno la fortuna di vedere.
Cosa vedere in estate:
I templi all'alba — il tempio di Hatshepsut alle sette del mattino, con la roccia che si scalda lentamente e nessuno attorno, è uno di quei ricordi che non si dimenticano. Lo stesso vale per Karnak e per la Valle dei Re.
Il volo in mongolfiera su Luxor — decolla prima del sorgere del sole, quando l'aria è fresca. Dall'alto si vedono contemporaneamente il Nilo, i campi coltivati, i templi della riva occidentale e il deserto che comincia di colpo.
Il Cairo di sera — d'estate la capitale si anima dopo il tramonto. Le terrazze sul fiume si riempiono, i mercati restano aperti fino a tardi e la città rivela un ritmo notturno che negli altri mesi non si coglie.
Alessandria d'Egitto — affacciata sul Mediterraneo, con la sua atmosfera diversa dal resto del Paese: la Biblioteca moderna, le catacombe di Kom el-Shoqafa e la brezza mediterranea che accompagna ogni passeggiata.
Il bello dell'estate sta nel ritmo della giornata: visite all'alba con la luce più morbida dell'anno, pausa rigenerante nelle ore centrali e ripresa nel tardo pomeriggio, quando i templi si accendono di oro.
E nell'agosto 2027 l'Egitto avrà un motivo in più: il 2 agosto un'eclissi solare totale attraverserà il Paese, con oltre sei minuti di totalità proprio sopra Luxor. Un fenomeno di questa durata non tornerà prima del prossimo secolo.
Autunno: la stagione della navigazione sul Nilo
Settembre, ottobre e novembre sono forse i mesi più sottovalutati. Le giornate sono lunghe e luminose, l'aria è dolce e il fiume è al suo massimo splendore. È il momento perfetto per vivere il Nilo.
Cosa vedere in autunno:
La crociera sul Nilo tra Luxor e Assuan — tre o quattro giorni di navigazione lenta, con le rive che scorrono tra palme e villaggi. Ci si sveglia con un paesaggio diverso ogni mattina.
Il tempio di Edfu — dedicato al dio falco Horus, è il tempio meglio conservato di tutto l'Egitto. Si raggiunge dalla riva del fiume ed entrarci è come entrare in un edificio ancora intatto.
Il tempio di Kom Ombo — unico perché doppio: una metà dedicata a Sobek, il dio coccodrillo, l'altra a Haroeris. Affacciato direttamente sull'acqua, al tramonto è magnifico.
Il tempio di Philae ad Assuan — smontato pietra per pietra e ricostruito su un'isola per salvarlo dalle acque. Sembra galleggiare, e la visita si raggiunge in barca.
I villaggi nubiani — case dipinte di azzurro e giallo lungo il fiume, con un'ospitalità e una tradizione musicale completamente diverse dal resto dell'Egitto.
La dahabeya — in autunno tornano più facilmente disponibili le imbarcazioni tradizionali a vela: poche cabine, navigazione silenziosa e soste in punti dove le navi grandi non arrivano.
Chi cerca il miglior equilibrio tra clima, tranquillità e disponibilità trova spesso proprio in autunno la finestra ideale per delle vacanze Egitto ben pianificate.
In sintesi: quale stagione fa per te?
Inverno — se il sogno sono le Piramidi, i templi di Luxor e le tombe dipinte, con il clima più comodo dell'anno.
Primavera — se il richiamo è il deserto, le oasi e il silenzio delle dune, con la possibilità di assistere alle feste locali.
Estate — se vuoi camminare tra i colossi quasi da solo, volare in mongolfiera all'alba e scoprire il Cairo notturno.
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Una costante che vale in ogni mese
Cambiano le stagioni, cambiano gli itinerari, ma una cosa resta identica tutto l'anno: l'accoglienza.
In Egitto il viaggiatore viene ricevuto con una curiosità sincera che sorprende sempre. Ti offrono un tè, ti chiedono da dove vieni, ti raccontano qualcosa di sé. E spesso è proprio questo, più ancora dei monumenti, il ricordo che si porta a casa.
Perché l'Egitto è un Paese che si continua a scoprire, stagione dopo stagione, e che ha la bellissima abitudine di far tornare chi lo visita una prima volta.
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[post_content] => Anche nel 2026 agosto si conferma un mese in crescita per il turismo. Sono oltre 96,7 milioni, infatti, i pernottamenti previsti sul territorio nazionale nel corso del mese, con una crescita dell’1,1% rispetto a un anno fa. Questo quanto emerge dalle stime di Assoturismo Cst, elaborate dal Centro Studi Turistici di Firenze per Confesercenti su un panel di oltre mille imprenditori italiani della ricettività.
Fra le mete turistiche che registrano gli incrementi maggiori spicca la montagna con un volume di circa 11,7 milioni di presenze (+2,3% rispetto ad agosto 2025). Il Trentino-Alto Adige è indicato tra le aree montane che stanno beneficiando maggiormente della domanda turistica legata al caldo, come già aveva evidenziato il ministero del turismo/Enit.
“I dati di Assoturismo Confesercenti confermano una tendenza che ormai non può più essere considerata episodica – commenta Massimiliano Peterlana, presidente Bitm e vicepresidente vicario di Confesercenti del Trentino – La montagna è diventata una destinazione turistica sempre più importante anche durante l’estate.
"Un tema sul quale, proprio in questi giorni, anche Uncem sta riflettendo, attraverso un sondaggio pubblico rivolto a tutti, per capire come sia andato il turismo in montagna nell’estate 2026 e, soprattutto, per raccogliere indicazioni su cosa serva per affrontare i prossimi anni. Al centro della riflessione ci sono anche il governo dei flussi, gli investimenti necessari nei territori, la distribuzione delle presenze e il tema, sempre più attuale, di come conciliare l’attrattività turistica con le esigenze delle comunità che vivono la montagna tutto l’anno”.
Governare i flussi
Dati che, sottolinea Peterlana, rappresentano una buona notizia, ma vanno anche letti con attenzione: “La montagna si sta trasformando, in qualche modo, in un vero e proprio “rifugio climatico” – spiega – Proprio perché questa tendenza rappresenta una grande opportunità, è necessario guardarla con senso critico. Il rischio, infatti, è che alla crescita della domanda debba corrispondere una capacità altrettanto efficace di governare i flussi. Lo abbiamo visto anche recentemente, con episodi di forte congestione e code che hanno interessato alcune delle località più frequentate.
"Alcune destinazioni possono trovarsi a gestire picchi di presenze concentrati in periodi molto brevi, con conseguenze sulla mobilità, sui servizi, sull’ambiente e sulla qualità dell’esperienza turistica. A questo si aggiunge il rischio che una domanda crescente venga ulteriormente alimentata da operazioni commerciali che, se non accompagnate da una visione complessiva, possono accentuare la concentrazione anziché favorire una distribuzione più equilibrata delle presenze». La sfida, prosegue Peterlana, è quindi portare «il turismo giusto, nel momento giusto e nei luoghi giusti”.
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"Il governo sospendendo l'area Schengen ha soltanto danneggiato il turismo in Italia in pieno agosto, creando paura e confusione tra gli spagnoli che vengono in Italia o avrebbero voluto visitare il nostro Paese". Lo afferma Matteo Ricci, europarlamentare Pd e vicepresidente della commissione trasporti e turismo al Parlamento europeo.
"Tutto questo solo per fare una propaganda inutile contro un problema inutile per il nostro Paese. - aggiunge Ricci - Da Ceuta sono stati quasi tutti rimpatriati, inoltre stiamo parlando di un enclave spagnola in territorio geograficamente africano e infine l'Italia non confina neanche con la Spagna.
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Al 30 giugno 2026, la compagnia aveva incrementato la propria flotta del 14% rispetto all’anno precedente, raggiungendo 552 aeromobili, mentre i ricavi complessivi del secondo trimestre 2026 sono cresciuti del 20,5% su base annua, attestandosi a 7,2 miliardi dollari Usa, sostenuti da una pianificazione della capacità in grado di adattarsi a un contesto operativo in rapida evoluzione.
Sebbene gli sviluppi geopolitici in Medio Oriente abbiano esercitato una forte pressione sulla capacità del trasporto aereo cargo a livello globale nel corso del secondo trimestre del 2026, Turkish Cargo ha risposto efficacemente alla domanda grazie alla solidità della propria infrastruttura e alla posizione geografica strategica del suo hub. Di conseguenza, i volumi di merce trasportata sono aumentati dell’11,3%, mentre i ricavi cargo hanno registrato una crescita del 58%, raggiungendo quasi 1,3 miliardi dollari Usa.
Conflitto in Medio Oriente
L’impatto del conflitto in Medio Oriente si è riflesso in modo significativo sui risultati finanziari del secondo trimestre, principalmente a causa dell’effetto ritardato del forte incremento dei prezzi del carburante per l’aviazione sui costi operativi.
Nonostante ciò, l’aumento dei ricavi unitari derivanti dal traffico passeggeri e cargo ha rappresentato un importante fattore di compensazione, sostenuto dalla strategia di crescita selettiva della compagnia, che continua a privilegiare la redditività.
A conferma di questa performance, l’Ebitdar ha superato le previsioni comunicate al mercato dalla compagnia, attestandosi oltre 900 milioni, dollari Usa con un margine Ebitdar pari al 12,6%. Nello stesso periodo, Turkish Airlines ha registrato un utile netto di 197 milioni, dollari Usa sostenuto anche dal contributo positivo del proprio portafoglio di investimenti.
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[post_content] => L' aeroporto di Catania ha riaperto al traffico aereo dopo la chiusura causata dall'attività eruttiva dell'Etna e dalla conseguente emissione di cenere vulcanica in atmosfera. Lo comunica la Sac, in seguito al passaggio dello stato di allerta per attività vulcaniche da red a orange
Secondo quanto reso noto dalla Sac, è stata disposta la riapertura degli spazi aerei corrispondenti alla nuvola a sud-ovest, nel settore C1, che erano stati interdetti al traffico per ragioni di sicurezza legate all'eruzione. Sono ripristinate tutte le attività di volo, sia in partenza che in arrivo.
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Il ministro del turismo Mazzi in Parlamento, ribadisco in Parlamento, parlando del lavoro nel turismo ha avuto il coraggio di affermare: "Per rendere il lavoro più attrattivo, siamo intervenuti, in primis, sulle retribuzioni. Per i dipendenti delle strutture turistiche ricettive termali, la legge di bilancio conferma il trattamento integrativo del 15% sulle retribuzioni lorde per il lavoro notturno e lo straordinario festivo. A questo, si aggiunge la detassazione delle mance al 5%".
In pratica il governo ha messo qualche pezza qui e là, senza operare in modo strutturale. Detassare le mance è un modo per rendere più attrattivo il lavoro nel turismo? E in quale libro di economia l'ha letto il ministro? Ce lo indichi coì lo leggiamo anche noi.
Salario basso
La verità è che si tratta di soluzioni che non hanno né capo né coda. Il governo non fa altro che voltare le spalle ai giovani che lavorano nel settore. Settore, per chi non lo sappia, che ha il record del salario più basso rispetto a tutte le altre attività del Paese.
Ora per renderci le cose chiare vediamo i salari minimi (compresi quelli del turismo) in alcuni paesi europei. La Germania si posiziona sopra i 2.300 euro, la Francia intorno a 1.820 euro e la Spagna si attesta sopra i 1.380. E noi? Noi niente. I giovani si arrangino tanto sono giovani.
Il ministro dovrebbe finirla con queste affermazioni e capire che con i provvedimenti del governo non si riesce neanche ad affittare una stanza. Se poi vuole continuare a sognare lo faccia pure, gli auguriamo la buonanotte.
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[post_content] => Stresa, affacciata sul Lago Maggiore e sulle Isole Borromee, è storicamente una prestigiosa meta del turismo d’élite internazionale. Vocazione che oggi si rinnova negli spazi del Boutique Hotel Stresa: una struttura a 5 stelle voluta da Svetlana e Alexey Fisun, che nel 2022 hanno scoperto sul lungolago una Palazzina in rovina, avvolta dalla vegetazione, e hanno deciso di realizzare il loro sogno: dare vita a un Boutique Hotel con le radici nella storia.
Il Boutique Hotel Stresa rappresenta il futuro dell’accoglienza nell’area con 28 suite ampie e curate, 4 spa suite private, giardino, piscina all’aperto e area fitness; con proposte che spaziano dall’alta gastronomia dello chef Luca Gulino del Ristorante LeBolle a “Boutique Art Stresa”, dedicata all’arte contemporanea. Come racconta Andrea Lazzarini nel volume “La Casa d’Oro di Stresa, un’eleganza senza tempo, 1772-2022”, la storia del complesso porta al 1723, quando il giovane Giacomo Filippo Bolongaro partì per Francoforte dove fece fortuna commercializzando il tabacco da fiuto. T
ornato a casa nel 1772 costruì Villa Bolongaro, detta anche la Casa d’Oro, che fu la prima dimora edificata sul lungolago di Stresa - ospitò anche Casanova, amico della famiglia Borromeo! A fianco della villa sorse una struttura dove venivano accolti e sfamati non solo i viandanti che, dal Passo del Sempione, raggiungevano stremati le sponde del Lago Maggiore, ma anche le ragazze madri. Nel complesso, che aveva un forte ruolo sociale, c’erano il primo medico di Stresa e un piccolo ospedale. Nel 1848 Anna Maria, ultima erede della famiglia Bolongaro, nota come “la Santa di Stresa”, lasciò tutti i suoi beni alla congregazione dei Padri Rosminiani.
“Il palazzo di Anna Maria Bolongaro era aperto quale un albergo a tutti e a tutte le ore … con stanze bene addobbate, una mensa imbandita e una servitù cordiale, piena di attenzione per tutti” scrisse in quegli anni lo storico rosminiano don Vincenzo DeVit. I padri, per problemi economici, nel 1857 cedettero la villa ai Savoia che stavano cercando una dimora sul Lago Maggiore per la Duchessa di Genova Elisabetta di Sassonia: madre di Tommaso e di Margherita, futura regina d’Italia. La villa nel suo periodo più mondano e sfarzoso ospitò figure come Alessandro Manzoni e Camillo Benso conte di Cavour.
La proprietà venne più volte trasformata, anche edificando quella Palazzina del Principe Tommaso che diventerà il Boutique Hotel Stresa. Dopo la morte della Duchessa l’ampio complesso affacciato sul lago venne acquistato dal noto gioielliere Lucien Mellerio - originario della Val Vigezzo e arricchitosi a Parigi per aver sventato un attentato al re! – che frazionò il complesso e nel 1913 abbatté la splendida Palazzina per poi erigere quella che diventerà prima Villa Lama e poi Villa Ostini (1941) dai nomi dei successivi proprietari. Dopo i difficili tempi della guerra la grande villa tornò ai Padri Rosminiani, ma la Palazzina divenne proprietà degli Zattera che volevano farne un albergo.
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Chiara Ambrosioni
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[post_content] => Una nuova e moderna telecabina in sostituzione di due seggiovie ormai obsolete di La Thuile, La Combe per i principianti e Chaz Dura. E' la novità per la prossima stagione del comprensorio valdostano. La realizzazione dell'impianto è in corso.
"La nuova telecabina ha l'obiettivo dichiarato - è spiegato in una nota - di ampliare l'offerta turistica della località, offrendo a target molto diversi un'esperienza unica.Per lo sciatore, le 74 cabine da 10 posti e una portata oraria di 3.000 persone sono una promessa di velocità e confort per coprire i 600 metri di dislivello e raggiungere la partenza delle piste 9 e 10 oltre ad avere un accesso diretto alla zona del Piccolo San Bernardo. La grande novità è che l'impianto sarà accessibile anche ai pedoni, dando loro la possibilità di godere di una vista a 360 gradi sulle Alpi italiane e francesi".
La telecabina sarà aperta anche d'estate, per i pedoni e per i bikers. L'inaugurazione è prevista per dicembre 2026, l'anno successivo verrà inoltre aperto un ristorante in quota, con terrazza panoramica a sbalzo. "Oggi la clientela è sempre più esigente, ed è sempre più variegata - dichiara il Presidente di Funivie Piccolo San Bernardo spa Killy Martinet - per questo investimenti di questa portata devono e vogliono essere poliedrici, per soddisfare le esigenze di target più ampi e accogliere quindi un turismo fatto non solo di sportivi, ma anche di persone che semplicemente amano la montagna".
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[post_content] => EasyJet France rischia uno sciopero del personale di cabina da venerdì 7 agosto a mercoledì 2 settembre, con conseguente potenziale disagio nel pieno della stagione estiva.
Preavviso
I sindacati hanno presentato congiuntamente un preavviso di sciopero che riguarda tutto il personale di cabina (assistenti di volo) di easyJet Francia, in tutte le basi, dalle 00:01 del 7 agosto alle 23:59 del 2 settembre.
Questo preavviso fa seguito a un'allerta sociale emessa il 24 luglio, temporaneamente sospesa a causa dei gravi incendi nella regione della Gironda, al fine di evitare di penalizzare le persone colpite dagli incendi durante i loro viaggi di ritorno. Ora che la situazione è considerata stabile, i sindacati hanno scelto di riprendere il " dialogo sociale " sotto forma di preavviso di sciopero che copre l'intero periodo di punta dei viaggi per le vacanze.
Motivi
Da quasi un anno, i rappresentanti del personale di cabina denunciano un continuo deterioramento delle condizioni di lavoro presso la compagnia aerea low-cost britannica che opera sul mercato francese. In particolare, lamentano la cronica instabilità degli orari, i cambiamenti dell'ultimo minuto, i trasferimenti imposti (assegnazioni temporanee) in altre basi europee, le rotazioni ritenute particolarmente gravose e la mancanza di misure di tutela in merito alla fatica e alla vita privata. Tuttavia, la direzione non avrebbe fornito alcuna risposta " concreta e vincolante " , nonostante ripetuti avvertimenti e incontri di negoziazione che non hanno portato a progressi significativi.
Date previste
il preavviso di sciopero è volutamente " a tempo indeterminato " per coprire l'intero periodo, ma i sindacati non hanno specificato date precise nel preavviso stesso. I giorni chiave di sciopero saranno annunciati con 48 ore di anticipo, in conformità con la legge francese che impone al personale di volo essenziale di notificare la propria intenzione di partecipare allo sciopero.
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