27 March 2026

AO Hotels, ridare vita alle strutture con la formula dei “long stay”

Dopo una perdita di quasi il 100% nei mesi estivi dovuta alla pandemia di Covid-19, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, la catena di ostelli AO Hotels and Hostels sta cercando in tutti i modi di reinventarsi per continuare ad andare avanti e rialzarsi, un passo alla volta. «Lo sconforto iniziale è stato tanto – dice Oliver Winter, CEO di AO Hostels – ci sentivamo smarriti, come molti, ma non abbiamo mai perso la speranza e la voglia di rialzarci in piedi e riprendere in mano la situazione, adattandoci alla nuova condizione. Fondamentale è stato, ovviamente, l’impegno di tutti i dipendenti e collaboratori che si sono rimboccati le maniche e che non hanno
mai perso lo spirito di squadra che ci caratterizza». Anche se nettamente bassa per il periodo, in estate le strutture di AO Hostels hanno registrato un’occupazione media del 25% nei giorni infrasettimanali e del 55% nei weekend, con Amburgo, Berlino e Dresda in cima alla classifica degli ostelli più prenotati. Ovviamente, le camerate solitamente piene, quest’anno sono rimaste perlopiù vuote, ma hanno “spopolato” le camere doppie e familiari, anche perché gli ospiti sono stati prevalentemente giovani famiglie sotto i 40 anni e coppie.

Con l’arrivo dell’autunno e dei nuovi lockdown sparsi per l’Europa, il turismo è stato messo ancora una volta con le spalle al muro, per questo l’azienda è corsa ai ripari con due proposte concrete: 1. Cancellazione gratuita del soggiorno e di tutti i servizi prenotati entro le 18 del giorno di arrivo – i clienti hanno la libertà di prenotare senza stress, sicuri di non perdere i propri soldi in caso di disdetta all’ultimo minuto 2. Possibilità di prenotare la stanza per un periodo prolungato a un prezzo speciale – tariffe agevolate e sconti per chi sceglie di soggiornare in struttura per più di 14 notti La formula del long stay, ovvero il soggiorno prolungato, sta prendendo sempre più piede nelle strutture ricettive. «Nel post-Covid sono nate nuove situazioni ed esigenze, come la quarantena fiduciaria o lo smart working, che portano le persone a cercare delle sistemazioni “ibride”, un posto dove potersi sentire come a casa, ma senza il vincolo di un affitto a lungo termine – conclude Winter – Pensare a degli utilizzi alternativi per le nostre strutture è di vitale importanza in questo periodo, ma non ci vogliamo fermare alla soluzione temporanea, le offerte di soggiorni prolungati avranno per noi un importante ruolo anche in futuro».

Nell’ostello AO Hostels di Copenaghen, ad esempio, un’azienda spagnola di costruzioni che sta lavorando alla nuova metropolitana nella capitale danese, ha affittato 35 stanze per i propri costruttori che resteranno nella struttura per almeno 6 mesi. In Italia, nell’ostello AO Hostel Venezia Mestre, di tutti gli ospiti attualmente presenti in struttura il 60% sono long stay, composti da: lavoratori in trasferta sui cantieri, quarantene fiduciarie, ospiti con situazioni di disagio arrivati grazie alla collaborazione con il Comune di Venezia e, in generale, persone che hanno bisogno di un alloggio temporaneo.

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