10 March 2026

Accor spinge sul segmento lifestyle e crea la joint venture Ennismore

Si chiamerà Ennismore e sarà dotata inizialmente di 73 hotel suddivisi in 12 brand differenti, ma con una pipeline di oltre 110 indirizzi in arrivo e ulteriori 70 in fase di trattativa. A tutto ciò si aggiungeranno anche più di 15o ristoranti e bar. E’ la nuova joint venture a cui sta lavorando Accor con la stessa Enismore, compagnia di gestione e sviluppo alberghiero fondata nel 2011 dall’imprenditore Sharan Pasricha, specializzata nel segmento lifestyle e nel cui portfolio è compreso tra gli altri il brand The Hoxton.

La nuova realtà sarà una società indipendente basata a Londra dedicata proprio all’offerta lifestyle, che dovrebbe prendere forma nel   primo semestre del 2021 e avere Accor come socio di maggioranza, nonché la compagnia di Pasricha quale azionista di rilievo. L’obiettivo, stando a una nota ufficiale, è quello di raggiungere a regime margini operativi lordi (ebidta) per oltre 100 milioni di euro, nonché di garantire un’ottimizzazione dei costi per 15 milioni all’anno. Pasricha e il ceo della divisione lifestyle di Accor, Gaurav Bhushan, dovrebbero quindi assumere il ruolo di co-ceo della joint venture.

Al fine di permettere la costituzione della nuova entità, Accor intende portare a termine l’acquisizione completa di Sbe, Mama Shelter e 25h. La nuova Ennismore sarebbe infatti destinata a includere sotto il proprio cappello i marchi The Hoxton, Gleneagles, Delano, Sls, Mondrian, So/, Hyde, Mama Shelter, 25h, 21c Museum Hotels, Tribe e Jo&Joe, nonché il brand già Ennismore di spazi di co-working Working From_.

Al momento il segmento lifestyle garantisce circa il 5% delle fee complessive raccolte da Accor, ma rappresenta il 25% delle fee potenziali rappresentate dalle strutture in pipeline. L’idea è quella di spingere ulteriormente in questa direzione, in modo da consolidare la presenza nel settore in Europa e negli Stati Uniti, nonché di rafforzare lo sviluppo nell’area Asia – Pacifico, nel Medio Oriente e in Sud America.

 

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Firenze 1951” firmato dalla giornalista di moda Eva Desiderio, presentato ieri  all'hotel Bernini Palace di Firenze, il gruppo Duetorrihotels da il via alle celebrazioni per i 10 anni del progetto editoriale \"I Libri della buonanotte\".\r\nIl racconto come esperienza di soggiorno\r\nLa collana editoriale nasce con un’idea precisa: trasformare il soggiorno in hotel in un momento di scoperta del territorio. Da dieci anni gli ospiti delle strutture del gruppo trovano infatti in camera un breve libro d’autore lasciato sul comodino, pensato come gesto di accoglienza ma anche come chiave narrativa per entrare nell’identità culturale della destinazione.\r\n\r\n«L’iniziativa rientra in un più ampio progetto di promozione territoriale sviluppato con Toscana Promozione Turistica e con il supporto tecnico della fondazione Destination Florence - ha commentato David Foschi, direttore dell’hotel - Il Libro della Buonanotte 2026 scritto da Eva Desiderio riporta l’attenzione su un momento chiave del Made in Italy: la sfilata organizzata nel 1951 da Giovanni Battista Giorgini a Palazzo Torrigiani, evento che segnò la nascita del sistema moda italiano e l’inizio del dialogo tra creatività, industria e mercati internazionali».\r\n\r\nDurante la serata è stata inaugurata anche la mostra “La moda scolpita. Storie in marmo\" di Emir Kamis, a cura del giornalista e curatore Federico Poletti, ulteriore tassello di una strategia che vede l’hotel sempre più come luogo di incontro tra ospitalità, arte e cultura\r\n\r\n«Firenze è da sempre una città capace di trasformare la propria storia in visione contemporanea -  commenta Jacopo Vicini, assessore al Turismo del Comune di Firenze -. Raccontare agli ospiti internazionali il momento in cui la moda italiana ha iniziato a dialogare con il mondo significa valorizzare non solo un patrimonio culturale, ma anche una filiera creativa che ancora oggi contribuisce all’identità e all’attrattività della destinazione».\r\n\r\nIn progetto di storytelling coinvolge gli hotel storici del gruppo – il Grand Hotel Majestic “già Baglioni” di Bologna, il Due Torri Hotel di Verona, l’hotel Bristol Palace di Genova e l'hotel Bernini Palace – e che rappresenta oggi uno degli esempi più originali di integrazione tra ospitalità e valorizzazione culturale.\r\nHotel storici come ambasciatori del territorio\r\nL'hotel Bernini Palace rappresenta perfettamente questa filosofia. Ospitato in un palazzo con origini trecentesche e affacciato a pochi passi da Palazzo Vecchio, l’hotel visse il suo periodo di massimo splendore quando Firenze fu capitale del Regno d’Italia. Ancora oggi la Sala Parlamento – decorata con i ritratti dei protagonisti del Risorgimento – ricorda il ruolo che l’edificio ebbe come punto di ritrovo di deputati e senatori dell’epoca. È proprio questa dimensione storica e identitaria che il gruppo Duetorrihotels continua a valorizzare attraverso interventi di restyling e progetti culturali, trasformando i propri alberghi in veri e propri ambasciatori del patrimonio artistico delle città in cui si trovano.\r\n\r\nUn modello di ospitalità che guarda al mercato internazionale ma che, allo stesso tempo, rafforza il legame con il territorio, dimostrando come cultura, turismo e storytelling possano diventare leve strategiche per il posizionamento dell’hôtellerie italiana nel segmento alto di gamma.\r\n\r\n(Enzo Scudieri)\r\n\r\n[gallery ids=\"508830,508831,508835,508834,508837,508838\"]","post_title":"Il gruppo Duetorrihotels celebra i 10 anni dei \"Libri della buona notte\"","post_date":"2026-03-05T09:19:04+00:00","category":["alberghi"],"category_name":["Alberghi"],"post_tag":["duetorrihotels","firenze-2"],"post_tag_name":["Duetorrihotels","firenze"]},"sort":[1772702344000]}]}}