26 ottobre 2020 12:59
L’allungamento della cassa integrazione sino al 31 gennaio, nonché un nuovo ristoro a fondo perduto riservato alle imprese che oggi sono costrette a chiudere le loro attività o a ridurre gli orari d’apertura. Sono le misure d’urgenza a cui sta lavorando in queste ore il governo per proteggere i lavoratori e le imprese maggiormente danneggiati dalla stretta anti-Covid. Il ristoro per le aziende in difficoltà, che potrebbe arrivare già domani con la firma di un decreto ad hoc, dovrebbe quindi essere erogato a tutte le attività toccate dal dpcm di otto giorni fa, anche a quelle con un volume d’affari superiore ai 5 milioni di euro e senza collegare l’indennizzo alla effettiva perdita di fatturato. Le imprese saranno invece selezionate, ha dichiarato il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri al Tg1, tramite il codice Ateco.
Ma proprio qui sta il punto. Almeno secondo le associazioni alberghiere italiane. Tra le attività destinate a ricevere il nuovo supporto, non ci sono infatti al momento gli hotel, proprio perché non toccati direttamente dal provvedimento sulla stretta anti-Covid. “Gli alberghi subiranno grandi danni, anche se non c’è un ordine di chiusura specifico – dichiara in particolare Federalberghi -. Le strutture sono aperte ma, nei fatti, vengono chiusi i clienti (frontiere serrate, viaggi sconsigliati, eventi sospesi, spettacoli annullati, cerimonie vietate, smart-working…). Confidiamo che le misure di ristoro vengano quindi in soccorso di tutte le imprese che subiscono gli effetti del dpcm. Le misure, perché siano eque, devono essere basate sulla effettiva perdita di fatturato e non sul codice Ateco”.
“La situazione che si sta delineando nelle ultime ore – ha poi rincarato Confindustria Alberghi – evidenzia come il settore pur non essendo direttamente oggetto di provvedimenti di chiusura, di fatto veda bloccata l’attività. In una settimana si sono fermati eventi, congressi, meeting, e ora anche fiere e cerimonie. Chiusi gli impianti di risalita, fortemente sconsigliati gli spostamenti sul territorio nazionale, limitazioni alle frontiere. Un nuovo stop che incide ancora una volta pesantemente sul settore alberghiero e che per qualcuno rischia di essere definitivo. In una lettera al presidente del Consiglio Conte e hai ministri Franceschini, Gualtieri e Patuanelli, Confindustria Alberghi ha chiesto perciò che fin da subito il comparto possa rientrare nell’ambito degli indennizzi che si stanno prevedendo per le realtà più colpite dai nuovi provvedimenti. Le imprese sono allo stremo, il protrarsi della crisi e questa nuova recrudescenza della pandemia allontana ulteriormente il ritorno alla normalità. Per questo è importante che nel decreto Indennizzi sia riconosciuta nell’immediato anche la drammatica situazione degli operatori del settore, che peraltro si trovano pure a fronteggiare cancellazioni improvvise delle poche iniziative contrattualizzate e delle prenotazioni per i prossimi mesi invernali che appaiono ora fortemente a rischio”.
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Determinante, infatti, il contributo del traffico neve, composto sia da voli di linea sia charter che trasportano sciatori diretti verso le montagne del Nord Ovest: la stagione invernale 2025/2026 si è chiusa con 404.512 passeggeri, in crescita del +21,9% rispetto alla stagione precedente. Il segmento è stato trainato come sempre da Regno Unito e Irlanda, con altri mercati in forte crescita come Danimarca (+36,9%), Belgio (+51,4%) e Svezia (+3,8%).
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Sul fronte incoming, i flussi in arrivo a Torino seguiranno i trend dei primi mesi dell’anno, con una forte presenza da Spagna, Danimarca e Irlanda.
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Allora ci siamo. Gianmarco Mazzi è il nuovo ministro del turismo. Come spesso accade, di turismo non sa nulla. A meno di non considerare i viaggi che sicuramente in questi annoi ha fatto. Dalla scheda Wikipedia si legge che ha lavorato nel campo della produzione televisiva, lavorando con Adriano Celentano, i Pooh, Gianni Morandi, Tony Renis, Riccardo Cocciante e altri.
Un'altra bella scelta per un sistema complesso come il turismo. Naturalmente qui non vogliamo mettere il carro davanti ai buoi, però le prerogative e le attività svolte non hanno niente a che fare con il turismo.
Di solito i politici rispondono: ma mica uno deve fare il medico per essere ministro della sanità, o il poliziotto se deve ricoprire il ministero dell'interno. Possiamo dire che è una posizione di comodo. Perché poi al ministero dell'economia mettono sempre uno specializzato nella materia? Potrei fare un lungo elenco di ministri dell'economia che erano economisti, tecnici, presidenti della Banca d'Italia, ecc. ecc. Solo negli altri ministeri la conoscenza non vale.
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Giuseppe Aloe
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[post_content] => Weekend lungo Pasqua oltre i 252 milioni di euro di consumi per Milano e Città metropolitana, Monza Brianza e Lodi con un aumento, al lordo dell’inflazione, del 17,8% sulla Pasqua 2025. E’ la stima del Centro Studi di Confcommercio Milano Lodi Monza Brianza. Un incremento dovuto, in particolare, ai consumi generati dai visitatori stranieri, con una stima di indotto superiore ai 188 milioni e 300mila euro.
Complessivamente, nei giorni di Pasqua, si prevedono arrivi per oltre 363mila e 600 visitatori con una crescita dell’8,8% (analogo incremento lo si prevede per l’intero mese di aprile con più di 909mila 100 visitatori). Crescono più gli arrivi di italiani in questo weekend lungo di Pasqua (+12.1%) che gli arrivi di stranieri (+7,2%) la cui capacità di spesa è però maggiore.
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“Nonostante la difficile situazione internazionale che certamente impatta sulle provenienze da aree importanti per il nostro incoming, si conferma l’attrattività di Milano e del nostro territorio anche per questo ponte di Pasqua con un significativo apporto nei consumi da parte dei visitatori stranieri. E’ un dato che ci fa guardare con fiducia a tutto il mese di aprile con il Salone del Mobile e le iniziative del design”: lo rileva Marco Barbieri, segretario generale di Confcommercio Milano Lodi Monza Brianza.
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La situazione sul fronte outoing sta vivendo un momento di fermo, in attesa della fine di un conflitto che ogni giorno si fa più pesante. Lo conferma anche Luca Manchi, titolare di Karisma TravelNet, che programma diverse destinazioni in tutto il mondo: «Al momento la situazione è ancora in una fase di stallo. Non registriamo trend che facciano presagire un netto spostamento dei flussi verso le Americhe. Questo anche perché, soprattutto per quanto riguarda gli Stati Uniti, non c'è mai stata una vera e propria ripresa, complice il lungo periodo di flessione legato ai Mondiali di calcio. Detto questo, va da sé che le nuove dinamiche della domanda stiano naturalmente spostando l'ago della bilancia verso ovest».
Intanto, Karisma TravelNet è impegnato nella gestione delle pratiche e delle cancellazioni. «Il nostro sforzo principale è attualmente concentrato sul contenimento delle numerose richieste di cancellazione. Queste riguardano spesso destinazioni di per sé sicure, ma che geograficamente richiedono il sorvolo di aree di conflitto».
Il nodo voli
Anche sul fronte dei collegamenti aerei la situazione è complessa. «Non ritengo che il caro voli sia l'elemento determinante che in questo momento condiziona il booking. Al contrario, gli adeguamenti tariffari applicati sulle pratiche già confermate stanno generando un diffuso malumore tra i clienti. Come spesso accade, adv e t.o. si ritrovano in trincea a gestire queste criticità in prima persona, una dinamica che purtroppo dobbiamo accettare».
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Da Roma e Venezia è possibile raggiungere Lima, porta d’accesso al patrimonio Inca; da Roma si può raggiungere Cancun, il paradiso caraibico tra spiagge e cultura Maya, da maggio ad ottobre 2026.
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[post_content] => In linea con quanto anticipato nelle ultime settimane, Qantas ha comunicato alle agenzie di viaggio un supplemento del 5%, in vigore su tutte le classi di servizio, dal prossimo 7 aprile 2026.
Il supplemento si applica a tutti i voli operati dalla compagnia aerea australiana e dunque anche sulle rotte da e per l'Italia.
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[post_content] => Alla fine l'ha spuntata Gian Mario Pileri che è il nuovo presidente nazionale di Fiavet Confcommercio per il quinquennio 2026-2031. L’Assemblea Nazionale, riunita oggi a Roma, ha scelto l’imprenditore sardo, già presidente di Fiavet Sardegna, per guidare la Federazione in una fase di profondo rinnovamento sindacale. Pileri, figura storica dell’associazionismo e portavoce delle agenzie di viaggio sul territorio, vince con un programma che mette al centro la tutela delle piccole e medie imprese turistiche e il recupero di un’identità professionale forte nei confronti delle Istituzioni e dei grandi player globali.
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