24 June 2026

Olimpiadi Isole Cook, prima edizione all’insegna della collaborazione e dell’ottimismo

Si è conclusa la prima edizione delle Olimpiadi organizzate nell’arcipelago Covid-free: un evento straordinario, creato in tempi record ed elogiato dal Comitato olimpico internazionale, un’opportunità per la nazione di lavorare insieme e mantenere l’ottimismo per superare questo difficile momento
per il comparto turistico.

Le Isole Cook, a metà strada tra la Nuova Zelanda e le Hawaii, sono rimaste una delle poche mete long-haul internazionali Covid-19 free. La popolazione dell’arcipelago si è temporaneamente isolata dal resto del mondo per tutelarsi ma non ha certo perso il suo spirito di partecipazione culturale e il desiderio di sorridere alla vita. Lo scorso sabato 17 ottobre si è conclusa, infatti, la prima edizione dei Giochi Olimpici delle Cooks, un evento epocale che ha coinvolto attivamente o da spettatori l’80 % della nazione. L’organizzazione dei Giochi, promossa in soli 3 mesi dal CISNOC – Cook Islands Sports and National Olympic Committee – in un’azione congiunta fra i Ministeri di Cultura, Sport e Salute, è un tributo spettacolare alla convivenza con gli effetti socio-economici del Covid. «Le Isole Cook – commenta  Thomas Bach Presidente del Cio-Comitato olimpico internazionale – stanno inviando un messaggio importante di ottimismo e speranza al resto del mondo, dimostrando che si possono organizzare dei giochi in piena sicurezza nel rispetto delle norme e restrizioni dettate dalla pandemia. È un segnale forte, che da fiducia in previsione delle posticipate Olimpiadi di Tokyo. Avete dimostrato al mondo che non serve essere un paese grande per essere un grande paese sportivo».

La partecipazione nel corso delle due settimane di gara è stata da record, con oltre 3.000 partecipanti tra i 10 e i 70 anni che hanno portato il loro grande spirito di fraternità ed orgoglio in una sfida amichevole fra 11 delle sue 15 isole che poteva essere seguita gratuitamente sia nelle strutture che in live-streaming mondiale. Ai tradizionali sport come l’Atletica, il calcio, la ginnastica e l’immancabile Rugby, sport nazionale, si sono aggiunti quelli locali come il Cricket, la regata con le Vakas (antiche imbarcazioni a vela), il Ko Akari (gara di sguscio delle noci da cocco) e la Rore (lotta maori)

«Mentre il mondo continua a fare i conti con i blocchi Covid-19 e le rigide restrizioni sui viaggi, in questo piccolo paradiso, che fortunatamente non ha ancora registrato un singolo caso, gli abitanti delle Isole Cook stanno celebrando le loro isole attraverso la competizione e lo sport– afferma Nick Costantini, gm Southern Europe per Cook Islands Tourism Corporation – il tema dell’evento è “Insieme come uno, muoviamo la nostra nazione” e, durante questi tempi difficili, ciò significa andare avanti insieme. I Giochi delle Isole Cook sono un’opportunità per la nazione di lavorare insieme, giocare insieme e mantenere l’ottimismo che con speranza e perseveranza tutti gli ostacoli possono essere superati».

 

 

 

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Dal 15 ottobre 2026 a febbraio 2027 torna infatti Ar(t)Chipel, il festival nato dalla collaborazione con il Centre Pompidou che, alla sua quarta edizione, coinvolgerà 16 sedi espositive e oltre 90 atelier di artisti distribuiti sull'intero territorio regionale.\r\n\r\n«Ar(t)Chipel rappresenta molto più di un festival: è un progetto culturale eccezionale che valorizza l'identità contemporanea della Valle della Loira e invita i visitatori a scoprire il territorio attraverso l'arte, prolungando la durata dei soggiorni e creando nuove occasioni di incontro con le comunità locali», ha dichiarato Pierre-Alain Roiron, senatore di Indre-et-Loire e presidente del Comitato Regionale per il Turismo Centro-Valle della Loira.\r\n\r\nL'iniziativa si inserisce nella strategia di diversificazione dell'offerta turistica della regione, che punta a valorizzare sempre più la propria scena artistica contemporanea.\r\n\r\n«La Valle della Loira e i suoi castelli sono conosciuti nel mondo per il paesaggio culturale patrimonio Unesco, il Rinascimento francese, l'arte di vivere e i giardini storici», ha aggiunto Isabelle Scipion, responsabile stampa del Comitato Regionale per il Turismo della Valle della Loira. «Con Ar(t)Chipel proponiamo una nuova visione contemporanea della destinazione attraverso un itinerario che collega castelli, musei, centri d'arte e luoghi di creazione artistica».\r\n\r\nSul fronte incoming, l'Italia si conferma un mercato consolidato: dopo i circa 97 mila pernottamenti del 2019, nel 2025 ne sono stati registrati circa 95 mila. Il Bel Paese occupa oggi l'ottavo posto tra i mercati internazionali della destinazione. \r\nA favorire la crescita contribuisce anche la facilità di accesso. La Valle della Loira è raggiungibile attraverso gli aeroporti di Parigi Charles de Gaulle, Orly e Nantes; dal sud della capitale francese bastano circa due ore d'auto. Disponibili inoltre collegamenti Tgv da Charles de Gaulle a Tours e treni regionali verso Orléans, Chartres, Bourges, Tours, Châteauroux e Blois.\r\n\r\nL'edizione 2026\r\n\r\nProtagonisti dell'edizione 2026 saranno Alexander Calder e Max Ernst, due artisti profondamente legati alla Valle della Loira. 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Ar(t)Chipel guarda infine a Bourges Capitale Europea della Cultura 2028 e rafforza la dimensione internazionale della destinazione grazie anche al partenariato con la Regione Toscana, volto a sviluppare itinerari congiunti nel segno del Rinascimento.\r\nUn'iniziativa che aggiunge una nuova motivazione di viaggio alla Valle della Loira, utilizzando l'arte contemporanea come leva di attrazione e valorizzazione territoriale.","post_title":"Valle della Loira: Ar(t)Chipel 2026 leva strategica per la destagionalizzazione tra arte contemporanea e turismo culturale","post_date":"2026-06-23T09:15:36+00:00","category":["estero"],"category_name":["Estero"],"post_tag":["francia","valle-della-loira"],"post_tag_name":["francia","Valle della Loira"]},"sort":[1782206136000]}]}}