25 August 2026

Sea, Brunini: “Il Covid ha bruciato 180 milioni di euro. Rischio occupazione”

Centottanta milioni di euro: è particolarmente salato il conto che gli aeroporti di Milano si troveranno a pagare a fine anno a causa del Covid-19. Lo ha spiegato Armando Brunini, ceo di Sea, in occasione dell’incontro “Italia 2021 – Competenze per riavviare il futuro, le infrastrutture”, organizzato da PwC Italia, sottolineando come gli aeroporti di Malpensa e Linate restano aperti e danno lavoro a 30.000 persone.

La pandemia ha provocato una flessione del “70% del traffico cumulato nell’anno a settembre mentre a ottobre stiamo viaggiando a -75%. Ora non siamo più in condizione di autofinanziarci e di continuare a investire come prima – ha dichiarato Brunini -. Siamo in una situazione di grave crisi, il sistema aeroportuale dà lavoro da lavoro a circa 30mila persone, cioè 100mila famiglie. Un 10% sono nostri dipendenti il resto è legato all’indotto. Oggi stimiamo che circa il 50% di questi o ha perso il lavoro o è in cassa integrazione e con i tempi lunghissimi che che si prevedono per il ritorno alla normalità pre Covid del settore, la Iata stima fra il 2023 e il 2025, e c’è il forte rischio per l’occupazione”.

L’appello forte è una volta di più rivolto al governo, che ad oggi ha soltanto prolungato di due anni le concessioni, senza interventi concreti. Sea ha ammesso di “non condividere la posizione del ministro dei trasporti Paola De Micheli, la quale sostiene che “i concessionari sono società private e quindi non possono accedere al Recovery Fund” poiché l’asset, l’infrastruttura, è dello Stato e sarebbe un’occasione persa non includere gli aeroporti nei progetti del fondo, mentre in anni passati sono stati finanziati investimenti con i fondi strutturali europei.

 

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