28 April 2026

Franceschini non ci siamo: il problema ora non può essere l’overtourism!

Niente. Non ci siamo. Giusto ieri Dario Franceschini ci aveva lanciato qualche segnale di speranza includendo tour operator e agenzie tra i soggetti a cui provare ad assegnare prioritariamente gli stanziamenti legati al Recovery Fund. Invece oggi, la doccia fredda: per il nostro ministro del Turismo il problema rimane quello dell’overtourism. Anche ora che le imprese dei viaggi e dell’ospitalità agonizzano di fronte a una crisi senza precedenti.

Sembra incredibile, eppure è così. Lo ha ribadito oggi in occasione dell’incontro di presentazione del nuovo Fondo nazionale per il turismo promosso da Cdp. Dopo aver doverosamente premesso che in questi mesi “si è trattato soprattutto di aiutare le imprese ad attraversare il deserto”, Franceschini ha infatti immediatamente tenuto a sottolineare che fino allo scorso gennaio il tema vero era quello di governare una crescita impetuosa. Il ministro ha poi ricordato che il Piano strategico del turismo del 2017 era stato proprio pensato per distribuire in modo intelligente i flussi montanti di viaggiatori, anche per evitare i fenomeni di overtourism. Poi, certo, tutto è improvvisamente cambiato ma, ha aggiunto, quando l’epidemia si concluderà, il turismo nel nostro Paese tornerà più forte di prima. Ecco perché, ha sostanzialmente sostenuto, è importante valorizzare l’Italia minore: un’offerta, e qui forse abbiamo toccato il fondo, che anche oggi è in grado di andare incontro alle nuove esigenze di comportamenti individuali più attenti al distanziamento sociale e alla sicurezza, tanto è vero che il prodotto borghi e cammini, per esempio, è cresciuto esponenzialmente proprio in questi mesi difficili.

Ma non è finita qui. Citando infatti le tre principali priorità che il suo ministero intende portare avanti nell’attività di indirizzamento degli stanziamenti legati al Recovery Fund, Franceschini ha ancora una volta incluso il cosiddetto turismo minore, oltre alla riqualificazione delle strutture ricettive e agli impegni per il miglioramento delle infrastrutture, con particolare riferimento alle aree del Sud. Nessuna traccia di tour operator e agenzie questa volta. Ma il contesto forse non aiutava, così concentrato nella presentazione di un Fondo evidentemente pensato per migliorare la qualità del sistema ricettivo nazionale e quindi inevitabilmente focalizzato sull’incoming, piuttosto che sull’outgoing.

Il problema, però, è proprio questa sorta di ossessione per il cosiddetto “turismo minore“. Nessuno di noi mette in dubbio l’importanza di molte destinazioni secondarie e addirittura terziarie della nostra Penisola; il fatto che l’Italia nasconda gioielli di inestimabile valore, sconosciute spesso ai propri stessi cittadini. Il problema, semmai, è un altro: l’ostinarsi a non considerare il comparto nella sua natura di industria, che sicuramente può e deve beneficiare di un’offerta tanto valida quanto poco nota, ma che non può certo basare la propria sostenibilità su prodotti inevitabilmente destinati a una seppur importante nicchia di mercato. In fondo lo stesso Franceschini lo ha ricordato durante la conferenza odierna: occorre aiutare imprese e lavoratori di un’industria che da sola vale il 13% del pil, anche se meno identificabile delle altre perché a carattere diffuso… Forse sarebbe ora che anche il ministero cominciasse a individuare tutte le componenti di questo settore tanto importante quanto diffuso, to e agenzie incluse!

Massimiliano Sarti

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Un investimento concreto volto a stimolare il traffico interno e a supportare le esigenze di mobilità del territorio.\r\nParallelamente, l’introduzione delle nuove rotte internazionali segna un ulteriore passo avanti nel posizionamento di Palermo come porta di accesso verso l’Europa e oltre. Le nuove destinazioni di Barcellona, Praga, Marrakech e Dortmund ampliano in modo significativo il ventaglio di opportunità per i viaggiatori leisure, offrendo collegamenti diretti verso mercati ad alto potenziale turistico.\r\nSi rafforza così un investimento strategico di assoluta importanza per Wizz Air, con Palermo che si conferma uno degli scali più in rapida crescita della compagnia in Italia. Grazie alla partnership strutturata e di lungo periodo con Gesap, la nuova espansione consentirà alla low cost ungherese di offrire oltre 1,2 milioni di posti con un incremento dell’oltre 17000% rispetto al 2025 - di cui oltre 776.000 per la sola stagione estiva 2026.\r\n«Il terzo aereo della base e i sei nuovi collegamenti di Wizz Air da Palermo rappresentano un altro passo concreto nel percorso di sviluppo e di posizionamento internazionale dell’aeroporto di Palermo – dice Gianfranco Battisti, amministratore delegato di Gesap, la società di gestione dello scalo aereo palermitano Falcone Borsellino – Il rafforzamento della rotta su Roma si tradurrà progressivamente in maggiori opportunità per i passeggeri e in una riduzione delle tariffe, a beneficio della mobilità e dell’accessibilità del territorio. In parallelo – continua Battisti - le nuove destinazioni internazionali rispondono a una strategia precisa di destagionalizzazione dei flussi, in linea con le esigenze del sistema turistico siciliano. L’obiettivo è chiaro: vogliamo contribuire a trasformare Palermo in una destinazione attrattiva per dodici mesi l’anno, rafforzandone il ruolo di porta di accesso del Mediterraneo. Questo sviluppo si inserisce in una più ampia dinamica di crescita dello scalo e conferma la capacità di attrarre investimenti industriali di lungo periodo, fondamentali per sostenere competitività, connettività e sviluppo economico del territorio».","post_title":"Wizz Air baserà da settembre un terzo aeromobile a Palermo. Sei le nuove rotte","post_date":"2026-04-24T11:52:06+00:00","category":["trasporti"],"category_name":["Trasporti"],"post_tag":[]},"sort":[1777031526000]}]}}