23 settembre 2020 12:15
Wizz Air lancia una nuova tariffa di euro 4.99 per volare da Milano Malpensa (base Wizz) a Bari, Catania (seconda base italiana Wizz) e Palermo, e anche da Catania a Venezia e Bologna. Con un’alta frequenza di voli, Wizz Air migliora la sua offerta per garantire la facilità di spostamento ai passeggeri italiani nelle tratte interne da poco inaugurate. Con l’obiettivo di rendere l’esperienza di viaggio ancora più piacevole e sicura, Wizz ha lanciato oggi la Travel Planning Map, la nuova mappa di pianificazione viaggio, un nuovo e sempre aggiornato strumento di ricerca del sito, progettato per aiutare i passeggeri a scegliere verso quali destinazioni del network di Wizz possono volare nel preciso momento in cui stanno navigando e a conoscere le restrizioni previste in quella città o regione, legate alle disposizioni per il contrasto alla diffusione del coronavirus.
Durante questi tempi incerti, i passeggeri possono fare affidamento sulla nuova mappa di Wizz Air per verificare le rotte operative e le regole di viaggio pertinenti, utilizzando un sistema di codici colore. Per utilizzare la mappa, i passeggeri devono semplicemente fare clic sull’aeroporto di partenza desiderato e quindi scegliere tra tutte le destinazioni disponibili nella rete Wizz. I paesi e gli aeroporti sono codificati a colori a seconda delle restrizioni: verde significa che non ci sono restrizioni per entrare nel paese, giallo significa che ci sono restrizioni parziali (test / quarantena / paese di provenienza) per entrare nel paese e rosso significa che c’è un parziale o totale divieto di ingresso nel paese.
Per ulteriori informazioni sui regolamenti di viaggio, i passeggeri possono fare clic su rotte specifiche e arrivare ad una pagina di informazioni di viaggio specifica per paese che include collegamenti pertinenti a siti Web del governo locale, pagine di viaggio utili e qualsiasi modulo obbligatorio prima della partenza che deve essere compilato. La mappa della pianificazione del viaggio viene aggiornata quotidianamente alle 18:00 CET, ma Wizz Air consiglia ai passeggeri di ricontrollare i requisiti di ingresso prima della partenza poiché potrebbero essere soggetti a modifiche quotidiane e la compagnia aerea incoraggia sempre i suoi passeggeri ad acquistare Wizz Flex per la massima tranquillità.
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[post_content] => L'estate Ryanair a Bologna conta 63 rotte, tra cui un nuovo collegamento estivo per Castellón-Costa Azahar, e 11 aeromobili basati, con l'obiettivo di trasportare quest'anno oltre 6 milioni di passeggeri.
Durante la summer la low cost aggiungerà frequenze su diverse rotte già esistenti, tra cui destinazioni domestiche come Palermo, Catania, Trapani, Lamezia Terme e Cagliari, oltre a mete internazionali molto richieste come Malta, Malaga, Ibiza, Lanzarote, Manchester e Londra Stansted, tra le altre.
«Questo nuovo operativo riflette il continuo impegno di Ryanair verso la città di Bologna, per favorire il turismo inbound, migliorare la connettività e offrire ai clienti di Bologna e della regione un’ampia scelta alle tariffe più basse d’Europa - afferma Fabrizio Francioni, head of communications Italy di Ryanair -.
Voliamo da e per Bologna da 18 anni, dove abbiamo trasportato finora 57 milioni di passeggeri e investito oltre 1 miliardo di dollari con 11 aeromobili basati, supportando più di 4.800 posti di lavoro locali. Ryanair è pronta a investire ancora di più: se il Governo italiano abolisse l’addizionale municipale in tutti gli aeroporti italiani, Ryanair risponderebbe con 40 nuovi aeromobili, 250 rotte aggiuntive, 20 milioni di passeggeri in più e 15.000 nuovi posti di lavoro in tutta Italia».
«L’ampliamento dell’operativo Ryanair per la summer 2026 rappresenta un segnale positivo per lo sviluppo dello scalo e del territorio - dichiara Mauro Bolla, direttore business aviation di Aeroporto di Bologna -. La crescita delle rotte e delle frequenze consolida il ruolo di Bologna come principale gateway della regione, rafforzando le opportunità di viaggio sia per il traffico leisure sia per quello business. Continueremo a lavorare in stretta collaborazione con Ryanair e con tutti i vettori partner per sviluppare nuove opportunità».
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[post_content] => Non solo mare. La Tunisia rilancia sul mercato italiano con una strategia che unisce turismo ed eccellenze gastronomiche, raccontandosi a Roma attraverso l’evento “Tunisia: Beyond Tourism, a Land of Flavours”, promosso da Ambasciata di Tunisia insieme all’Ente nazionale tunisino per il turismo.
Ospitato nella residenza dell’ambasciatore, l’appuntamento ha riunito operatori e stakeholder del settore in un format che ha intrecciato contenuti e networking, con un focus preciso: valorizzare la destinazione attraverso esperienze autentiche, a partire dall’olio d’oliva, prodotto simbolo del Paese.
I dati confermano il momento positivo: nel 2025 la Tunisia ha superato gli 11 milioni di visitatori, per un giro d’affari di oltre 3,5 miliardi di euro. Una crescita che riflette la capacità della destinazione di adattarsi a uno scenario internazionale complesso, facendo leva su prossimità geografica e competitività dei costi.
«Questi numeri dimostrano come la Tunisia stia rafforzando la propria posizione sul mercato italiano - sottolinea Karim Jatlaoui, direttore per l’Italia dell’Ente nazionale tunisino per il turismo (nella foto) -. La combinazione di cultura, mare e gastronomia ci permette di intercettare un pubblico sempre più eterogeneo e motivato alla scoperta di esperienze autentiche».
L’Italia resta un mercato strategico. L’obiettivo dichiarato è una crescita del 10% nel breve periodo, con un target di circa 200.000 visitatori. Un traguardo che riflette l’interesse crescente degli operatori e la versatilità di una destinazione capace di combinare mare, cultura, benessere e autenticità.
A sostenere i flussi contribuisce anche l’accessibilità, grazie ai collegamenti aerei e marittimi con l’Italia, potenziati nei periodi di alta stagione. Parallelamente, il sistema ricettivo - con circa 900 strutture - evolve verso modelli più sostenibili e un’offerta capace di intercettare target diversi, dal leisure al Mice.
Oltre il balneare: cultura, benessere ed esperienze
Se il prodotto balneare resta centrale, la Tunisia amplia il proprio raggio d’azione puntando su cultura, benessere ed esperienze. Il territorio tunisino vanta oltre 3.000 anni di storia, testimoniata da siti archeologici di grande rilievo e itinerari che trasformano il territorio in un museo diffuso. Allo stesso tempo, il Paese consolida la propria posizione nella talassoterapia e guarda ai segmenti in crescita: outdoor, sport e turismo congressuale.
È però l’enogastronomia a emergere come leva sempre più strategica. La candidatura a Capitale della Gastronomia 2028 e la valorizzazione di aree come Cap Bon rafforzano un racconto identitario, dove prodotti come olio d’oliva e harissa diventano parte integrante dell’esperienza di viaggio.
In questo scenario si inserisce anche il Dahar, tra le aree emergenti: un territorio che punta su un turismo sostenibile e lontano dai circuiti di massa, tra itinerari di trekking e mountain bike (circa 194 km) ed esperienze nelle comunità locali, alla scoperta delle tradizionali abitazioni troglodite.
Un evento tra business e degustazione
L’evento romano ha rispecchiato questa visione, alternando presentazioni, testimonianze e momenti esperienziali. Dalla panoramica sulle nuove dinamiche turistiche agli interventi di professionisti italiani, fino a un approfondimento sul settore olivicolo con degustazione guidata, il programma ha messo in luce il legame tra turismo e filiera agroalimentare.
A chiudere, una cerimonia di premiazione dedicata ad aziende e personalità italiane impegnate nella promozione della Tunisia, a conferma di un dialogo sempre più stretto tra i due Paesi. Tra i tour operator, il riconoscimento è andato ad Alpitour, ritirato da Alessandro Biasi, global & strategic partnership manager.
(Quirino Falessi)
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[post_content] => L'amministratore delegato del gruppo Ryanair, Michael O'Leary, ha avvertito che una guerra prolungata in Iran potrebbe causare problemi di approvvigionamento di carburante a partire da maggio, con un impatto diretto sui prezzi dei biglietti aerei nei mesi successivi
Parlando a Sky News, il dirigente ha spiegato che la chiave sarà l'evoluzione del conflitto nelle prossime settimane. A suo avviso, la riapertura dello Stretto di Hormuz entro metà aprile consentirebbe la ripresa dei normali approvvigionamenti. "Siamo fiduciosi che la guerra finirà prima di allora e che i rischi per gli approvvigionamenti scompariranno".
Adeguare
In uno scenario meno favorevole, O'Leary ha spiegato che tra il 10% e il 25% del carburante potrebbe essere interessato a maggio e giugno se le tensioni dovessero persistere, costringendo le compagnie aeree ad adeguare le proprie operazioni. Ha infatti osservato che alcune compagnie aeree low-cost hanno già iniziato a cancellare voli e prevedono di ridurre la propria capacità di circa il 5%.
Di fronte a questa situazione, Ryanair vanta una posizione più stabile rispetto ad altri operatori. Attualmente, ha coperto circa l'80% del suo fabbisogno di carburante fino a marzo 2027 a un prezzo di 67 dollari al barile, il che le consente di mantenere il proprio programma di voli e di sostenere i propri piani di crescita nonostante l'incertezza.
Queste dichiarazioni contrastano con quelle rilasciate da Eddie Wilson, il quale, a metà marzo, aveva categoricamente escluso qualsiasi aumento di prezzo. "Abbiamo copertura fino al prossimo anno", aveva sottolineato, il che ci renderà "i più competitivi sul mercato".
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[post_content] => In linea con quanto anticipato nelle ultime settimane, Qantas ha comunicato alle agenzie di viaggio un supplemento del 5%, in vigore su tutte le classi di servizio, dal prossimo 7 aprile 2026.
Il supplemento si applica a tutti i voli operati dalla compagnia aerea australiana e dunque anche sulle rotte da e per l'Italia.
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[post_content] => La Francia conferma la sua posizione di principale destinazione turistica al mondo. Con 102 milioni di turisti internazionali accolti nel 2025, continua a dimostrare forza e attrattività di fronte alla crescente concorrenza internazionale.
È con questo slancio che si è svolto dal 31 marzo al 1 aprile a Nizza, nella regione Provenza-Alpi-Costa Azzurra, la 20° edizione del Rendez-vous en France. Per due giorni, i professionisti francesi hanno presentato destinazioni, infrastrutture e innovazioni ad acquirenti internazionali alla ricerca di prodotti differenziati e competitivi, con l’obiettivo di stringere numerosi scambi qualificati, partnership e firme di contratti.
A far da sfondo le attuali tensioni geopolitiche che stanno già avendo un impatto, almeno temporaneamente, su alcuni flussi turistici internazionali e sul dinamismo del settore.
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“Questa realtà ci impone di affrontare collettivamente i prossimi mesi con chiarezza e responsabilità, proseguendo al contempo i nostri sforzi per diversificare i mercati e adattare la nostra offerta” ha commentato Adam Oubuih, direttore Gnerale Atout France
I numeri di questa edizione del Rendez Vous en France - 704 espositori, 814 tour operator, 28 giornalisti internazionali, 52 paesi rappresentati - confermano che in un mondo in cui le pratiche si evolvono e l'intelligegeza artificiale sta ridefinendo i percorsi di informazione e di acquisto, l'interazione umana rimane più essenziale che mai.
Il Rendez-vous en France rappresenta molto più di un semplice momento di incontro: si configura come una piattaforma strategica capace di riunire, in un unico contesto, l’intera offerta turistica nazionale e una domanda internazionale sempre più diversificata e qualificata. Un’occasione concreta per facilitare il dialogo tra operatori, rafforzare partnership e generare nuove opportunità di business.
Un ruolo chiave è giocato anche dall’eredità dei Giochi Olimpici e Paralimpici di Parigi 2024, che hanno acceso i riflettori globali sulla capacità organizzativa del Paese e sull’attrattività del suo stile di vita. Come commenta il direttore Direttore Generale di Atout France “Parigi 2024 ha contribuito a consolidare il posizionamento della Francia come destinazione d’eccellenza, capace di coniugare grandi eventi, accoglienza e qualità dell’esperienza”.
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Satispay, lancia Satispay Plus, la formula di abbonamento, mensile o annuale, che moltiplica i vantaggi per gli oltre 6 milioni di utenti, consentendo di risparmiare a chi utilizza con frequenza i sempre più numerosi servizi disponibili in app.
Per i sottoscrittori di Satispay Plus, che integra coperture assicurative senza costi aggiuntivi fornite da Allianz Partners per la protezione di acquisti online e offline, spese mediche e assistenza in viaggio ed annullamento eventi. Gli abbonati beneficiano del doppio di Punti Satispay - nell’ambito del programma Punti Satispay - per ogni acquisto effettuato nei negozi fisici e online, o di Gift Card in app: un vantaggio che permette di accelerare la raccolta di punti da usare per ottenere sconti nelle oltre 400mila attività convenzionate.
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“Satispay Plus rappresenta l'evoluzione naturale del nostro percorso: premiare con vantaggi esclusivi chi utilizza i sempre più numerosi servizi della nostra super App” spiega Alberto Dalmasso, co-founder e ceo di Satispay. “La nostra missione è rendere semplice e accessibile la gestione del denaro e oggi, attraverso il servizio Plus, restituiamo ancora più valore a ogni singola interazione dell’utente. La partnership con Allianz Partners segna un altro importante passo in questa direzione, permettendoci di includere nel piano Plus anche coperture assicurative, senza costi aggiuntivi per gli utenti abbonati con la semplicità d’uso che da sempre ci contraddistingue”.
Gli abbonati Satispay Plus possono quindi automaticamente beneficiare - senza alcun costo aggiuntivo - di una protezione sugli acquisti effettuati sia online che offline, di una copertura sulla biglietteria per eventi e di una copertura per spese mediche impreviste durante i viaggi.
[caption id="attachment_510979" align="alignleft" width="450"] Marco Gioieni[/caption]
"Siamo entusiasti di affiancare Satispay in questa nuova iniziativa che rende la protezione assicurativa parte integrante dell'esperienza digitale quotidiana. Con Satispay Plus, offriamo agli utenti quella peace of mind che da sempre caratterizza i nostri servizi, il tutto con la semplicità di un'attivazione automatica, senza costi aggiuntivi. Questa partnership rappresenta perfettamente la nostra visione: soluzioni assicurative innovative, integrate perfettamente nell’esperienza del cliente, pensate per garantire tranquillità e protezione in ogni momento", commenta Marco Gioieni, amministratore delegato di Allianz Partners Italia.
Tutte le coperture sono fornite esclusivamente da Allianz Partners e includono Protezione Acquisti, Assistenza e spese mediche in viaggio e Cancellazione eventi. I dettagli su coperture, massimali e esclusioni, sono consultabili all’interno delle Condizioni di polizza dedicate all’Assicurato.
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Around the World giunge al termine della terza edizione. Il contest interno ideato da CartOrange si è concluso con la serata finale organizzata a Parma alla presenza di 60 consulenti per viaggiare.
La serata ha acceso i riflettori sui consulenti per viaggiare che si sono distinti per continuità di risultato, qualità della performance e piena adesione al modello consulenziale dell’azienda, mentre la quarta edizione del progetto è già attualmente in corso.
Around the World è il format attraverso cui CartOrange sostiene e orienta in modo continuativo la crescita della propria divisione commerciale, che oggi conta 400 consulenti per viaggiare. Il meccanismo prevede sfide individuali a cadenza bimestrale e l’assegnazione di punteggi espressi in chilometri al raggiungimento degli obiettivi di venduto, fino al traguardo simbolico di 40.074 chilometri, pari alla circonferenza terrestre. Ne deriva un impianto che supera la logica dell’incentive tradizionale e si configura come uno strumento strutturato di attivazione, riconoscimento e sviluppo della rete, capace al tempo stesso di promuovere un contesto di competizione sana, trasparente e motivante, in cui la spinta al risultato si accompagna alla valorizzazione del merito e della crescita professionale.
Il legame performance commerciale-sviluppo del prodotto
Tra gli aspetti di maggiore rilievo dell’edizione 2024/2025 emerge il legame diretto tra performance commerciale e sviluppo del prodotto. Ai vincitori di area è stata infatti riconosciuta, oltre alla targa celebrativa, la partecipazione a un esclusivo fam trip di CartOrange tour operator. Un riconoscimento che coniuga valorizzazione del risultato, esperienza sul campo e approfondimento diretto del prodotto, rafforzando la capacità consulenziale della rete su una proposta a elevato potenziale.
A conquistare il primo posto della classifica nazionale è stata Michela Magri, cui è stato assegnato anche il buono viaggio “Giro del Mondo” del valore di 5.000 euro, oltre alla partecipazione al fam trip. Un risultato che interpreta con particolare efficacia la filosofia di Around the World: premiare il merito non come traguardo fine a se stesso, ma come leva per alimentare la qualità della consulenza.
A presidiare l’evento in qualità di main sponsor è stata Aruba Tourism Authority, partner strategico dell’iniziativa. La destinazione ha proposto una presentazione interattiva, pensata per offrire ai consulenti una panoramica aggiornata e concreta sulle principali novità: nuove aperture, collegamenti aerei e sviluppi dell’offerta turistica. Un momento di approfondimento che ha arricchito i contenuti della serata, contribuendo ad accrescerne il profilo e a consolidarne il posizionamento come occasione qualificata di relazione e condivisione tra CartOrange e la sua rete.
Gianpaolo Romano, amministratore delegato di CartOrange, ha spiegato: «Il gala dinner di Around the World rappresenta un passaggio significativo per riconoscere in modo tangibile l’impegno, la competenza e la qualità del lavoro espresso dai nostri consulenti. Conferire loro un premio significa valorizzare professionisti che ogni giorno contribuiscono a rendere distintivo il modello CartOrange, grazie alla relazione con il cliente, alla personalizzazione autentica del viaggio e a un approccio che coniuga visione, ascolto e capacità di accompagnamento».
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[post_content] => A oltre un mese dallo scoppio della guerra in Medio Oriente, Danilo Curzi, ceo e co-founder di Idee per Viaggiare, torna a fa sentire la voce del t.o. In una lettera aperta il manager fa il punto sulla situazione e definisce la strategia per il futuro. La riportiamo qui sotto integralmente.
«Abbiamo scelto di osservare in silenzio per oltre un mese - comincia la lettera -. Non per mancanza di argomenti, ma per il rispetto che si deve a un mercato che stava mutando con una velocità disarmante. Abbiamo preferito attendere che la polvere si posasse, per analizzare le evoluzioni reali e non solo le reazioni emotive. Non abbiamo la presunzione di possedere verità assolute, né di parlarne da una cattedra. Tuttavia, avvertiamo la responsabilità di chi opera quotidianamente con grandi volumi e flussi complessi: una responsabilità che ci impone, ora che le criticità sono emerse con nitidezza, di non sottrarci al confronto.
Dopo aver ascoltato e analizzato le frizioni del sistema, riteniamo sia il momento di condividere il nostro pensiero. Diciamolo con realismo e senza falsa modestia: il nostro è un settore complesso e interconnesso, dove dettaglio e organizzatore collaborano per un unico obiettivo; confezionando viaggi, spesso regalano il sogno di una vita con un bel fiocco di seta e una polizza annullamento. Garantiamo organizzazione ed emozioni indelebili, muoviamo enormi capitali, contribuiamo al riempimento di aeroplani e di hotel e, soprattutto, alimentiamo il desiderio di scoperta.
Siamo, semplicemente, importanti, ma c'è un piccolo, minuscolo, fastidiosissimo dettaglio che ogni tanto ci rovina la festa: non siamo necessari. In questo nuovo – ennesimo – scenario, in una fetta specifica di mondo, ma principalmente per il “peso specifico” di tre vettori operanti nell’Area del Golfo, un altro giro di giostra ci sta nuovamente mettendo a nudo. Siamo tutti prestigiosi, certamente: siamo i primi a fiorire quando il mondo sorride e i primissimi a sparire dai radar quando il vento cambia. Non siamo l'acqua, non siamo il pane, non siamo nemmeno il wi fi.
Il turismo organizzato deve oggi percepirsi per quello che è: un ecosistema emotivo che richiede stabilità per prosperare. Siamo un desiderio dell’anima, la volontà di conoscere “l'altrove” e, proprio perché il nostro lavoro si basa sulle emozioni e non solo su processi meccanici, restiamo strutturalmente fragili di fronte alle crisi naturali importanti, figurarsi quelle geopolitiche. Siamo un meccanismo di precisione che deve gestire un inventario di imprevisti e, a essere onesti, in questo momento la situazione è estremamente complessa per tutti. Dalla coppia che conferma in agenzia, al tour operator che lavora intensamente dietro le quinte, ai vettori “ingarbugliati” nella matassa, fino ai fornitori dall'altra parte del mondo: ognuno ha le proprie ragioni, ma a volte manca la necessaria flessibilità commerciale».
Non c'è spazio per il solisti
«L’esperienza accumulata tra emergenze e criticità - prosegue Curzi - ci ha insegnato una lezione: che sia per un evento naturale o per la follia umana, o ci muoviamo in modo coeso o il sistema rischia di bloccarsi. Non c'è spazio per i solisti quando l'intero comparto è sotto pressione. Se esiste coerenza, rispetto reciproco e la volontà di trovare soluzioni invece di colpevoli, ne usciremo. Magari con qualche ruga in più, ma ne usciremo (di nuovo). Il problema sorge quando uno degli attori agisce in modo isolato. Se qualcuno tenta di scaricare le responsabilità o di ritenersi superiore agli altri, si genera il caos. In questo equilibrio precario, se un elemento tira troppo dalla sua parte, rischia di compromettere l'intera filiera.
O giochiamo di squadra, consapevoli della natura del nostro mercato, o rischiamo di subire passivamente gli eventi. Il nostro mondo vive di reputazione (e di memoria): chi oggi sceglie di dare supporto e di comprendere le difficoltà altrui sta investendo sulla propria credibilità futura. Al contrario, una visione a breve termine rischia di scontrarsi con la memoria lunga del mercato. Guardiamo i vettori, per esempio. Giganti come Emirates e Qatar hanno dimostrato cosa significhi mantenere un dialogo costante con la filiera, pur essendo coinvolti direttamente nelle criticità.
Altri, invece, hanno preferito una linea di rigore assoluto, chiudendo le porte alla flessibilità. Limitarsi a seguire la contrattualistica o le policy aziendali ignorando il contesto straordinario significa dimenticare che, in certi momenti, il buonsenso è lo strumento gestionale più efficace ed è la miglior policy da applicare. C'è poi il tema della gestione dei prezzi. È fisiologico che il mercato risponda a logiche di domanda e offerta, ma tutto ha un limite. C'è una differenza sostanziale tra l'ottimizzare i margini per la sostenibilità aziendale e l'applicare rincari sproporzionati approfittando dell'assenza di alternative per il cliente. In molti casi, vedere quotazioni che salgono vertiginosamente senza una reale giustificazione dei costi operativi lascia l'amaro in bocca e non può essere definita una strategia di lungo periodo.
Lo stesso vale per alcuni fornitori di “servizi a terra” che hanno trattenuto prepagamenti non come garanzia per il futuro, ma come penali per un “non arrivo”, ignorando la realtà dell'emergenza globale. Parliamo di destinazioni non coinvolte direttamente, ma che hanno subito anch’esse il contraccolpo del parziale blocco aeronautico commerciale. “… Ma qui funziona tutto” non può essere accettato. Abbiamo dovuto sottolineare con fermezza che non si può gestire una crisi di questa portata basandosi esclusivamente su tabelle di rendimento, dimenticando il fattore umano e professionale. Anche per le agenzie di viaggio la sfida oggi è gestire il carico emotivo. Oltre alla preparazione tecnica, serve la capacità di fare da filtro lucido per le preoccupazioni dei clienti, distinguendo tra timori legittimi e paranoie, per governare il flusso invece di farsi trascinare. Ma deve essere chiaro che non bisogna forzare una partenza».
Riflessione sulla categoria
«C’è però una riflessione, forse la più amara, che dobbiamo avere il coraggio di fare come categoria: siamo spesso i primi responsabili del nostro isolamento. Viviamo arroccati nei nostri fortini, troppo occupati a guardarci come concorrenti da superare invece che come colleghi di una filiera da proteggere. Non troviamo mai il tempo — o forse la volontà — per consolidarci davvero e darci una mano quando il mare si fa grosso, convinti che la difficoltà di un competitor possa tradursi in un nostro vantaggio. È anch’essa una miopia strategica che paghiamo cara. Se non riusciamo a "vederci" oltre la logica del preventivo, resteremo sempre singoli atomi in balia degli scenari, invece di essere quella massa critica capace di, se non proprio dettare regole, quantomeno a pretendere rispetto».
L'attività di Idee per Viaggiare
«In questo scenario, il nostro ruolo in Idee per Viaggiare è quello di mantenere i nervi saldi e garantire la logistica. Dal 28 febbraio abbiamo riorganizzato l'operatività su tre team distinti: uno per l'emergenza immediata, uno per la programmazione estiva e uno per il resto del mondo. Lo stiamo facendo con un impegno economico reale, che ha già superato cancellazioni per impossibilità al raggiungimento della destinazione per circa 2 milioni di euro in 3 settimane e siamo coscienti che sarà destinata ad aumentare. A questo dobbiamo aggiungere una cospicua cifra investita per il rimpatrio di clienti nella prima settimana senza domandarci se tali somme sarebbero rientrate.
Per cementare finanziariamente ancora di più la nostra azienda, abbiamo aumentato il capitale sociale trasferendo nello stesso importanti riserve patrimoniali. Non è un vanto, è la nostra risposta concreta a un sistema che troppo spesso si immobilizza. Tuttavia, non intendiamo limitarci alla sola gestione del maltempo. Mentre monitoriamo la crisi, restiamo concentrati su quel 60% del mondo che continua a funzionare regolarmente, impegnandoci al contempo per mettere in sicurezza il restante 40% del nostro prodotto. Questo impegno riguarda sia le destinazioni direttamente colpite, sia — e soprattutto — le criticità derivanti dal peso specifico che i tre vettori coinvolti rappresentano per noi in una vasta area dell’oceano Indiano, dell’Oriente e dell’Africa.
Siamo pronti e convinti che il futuro tornerà a essere sereno. Ma la serenità non cade dal cielo: si costruisce scegliendo con chi stare, supportando chi ha capito il valore del lavoro di squadra e affrontando l'imprevisto con la schiena dritta. In fondo, il nostro mestiere è anche quello di saper gestire l'incertezza con un sorriso professionale, consapevoli che ogni crisi è solo un'occasione per dimostrare quanto siamo solidi. E allora, guardando a tutto quello che abbiamo costruito e a come stiamo reagendo, possiamo permetterci di sorridere citando un grande maestro del paradosso: dopotutto, poteva andare peggio… poteva piovere!».
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Dalla coppia che conferma in agenzia, al tour operator che lavora intensamente dietro le quinte, ai vettori “ingarbugliati” nella matassa, fino ai fornitori dall'altra parte del mondo: ognuno ha le proprie ragioni, ma a volte manca la necessaria flessibilità commerciale».\r\nNon c'è spazio per il solisti\r\n«L’esperienza accumulata tra emergenze e criticità - prosegue Curzi - ci ha insegnato una lezione: che sia per un evento naturale o per la follia umana, o ci muoviamo in modo coeso o il sistema rischia di bloccarsi. Non c'è spazio per i solisti quando l'intero comparto è sotto pressione. Se esiste coerenza, rispetto reciproco e la volontà di trovare soluzioni invece di colpevoli, ne usciremo. Magari con qualche ruga in più, ma ne usciremo (di nuovo). Il problema sorge quando uno degli attori agisce in modo isolato. Se qualcuno tenta di scaricare le responsabilità o di ritenersi superiore agli altri, si genera il caos. In questo equilibrio precario, se un elemento tira troppo dalla sua parte, rischia di compromettere l'intera filiera.\r\n\r\nO giochiamo di squadra, consapevoli della natura del nostro mercato, o rischiamo di subire passivamente gli eventi. Il nostro mondo vive di reputazione (e di memoria): chi oggi sceglie di dare supporto e di comprendere le difficoltà altrui sta investendo sulla propria credibilità futura. Al contrario, una visione a breve termine rischia di scontrarsi con la memoria lunga del mercato. Guardiamo i vettori, per esempio. Giganti come Emirates e Qatar hanno dimostrato cosa significhi mantenere un dialogo costante con la filiera, pur essendo coinvolti direttamente nelle criticità.\r\n\r\nAltri, invece, hanno preferito una linea di rigore assoluto, chiudendo le porte alla flessibilità. Limitarsi a seguire la contrattualistica o le policy aziendali ignorando il contesto straordinario significa dimenticare che, in certi momenti, il buonsenso è lo strumento gestionale più efficace ed è la miglior policy da applicare. C'è poi il tema della gestione dei prezzi. È fisiologico che il mercato risponda a logiche di domanda e offerta, ma tutto ha un limite. C'è una differenza sostanziale tra l'ottimizzare i margini per la sostenibilità aziendale e l'applicare rincari sproporzionati approfittando dell'assenza di alternative per il cliente. In molti casi, vedere quotazioni che salgono vertiginosamente senza una reale giustificazione dei costi operativi lascia l'amaro in bocca e non può essere definita una strategia di lungo periodo.\r\n\r\nLo stesso vale per alcuni fornitori di “servizi a terra” che hanno trattenuto prepagamenti non come garanzia per il futuro, ma come penali per un “non arrivo”, ignorando la realtà dell'emergenza globale. Parliamo di destinazioni non coinvolte direttamente, ma che hanno subito anch’esse il contraccolpo del parziale blocco aeronautico commerciale. “… Ma qui funziona tutto” non può essere accettato. Abbiamo dovuto sottolineare con fermezza che non si può gestire una crisi di questa portata basandosi esclusivamente su tabelle di rendimento, dimenticando il fattore umano e professionale. Anche per le agenzie di viaggio la sfida oggi è gestire il carico emotivo. Oltre alla preparazione tecnica, serve la capacità di fare da filtro lucido per le preoccupazioni dei clienti, distinguendo tra timori legittimi e paranoie, per governare il flusso invece di farsi trascinare. Ma deve essere chiaro che non bisogna forzare una partenza».\r\nRiflessione sulla categoria\r\n«C’è però una riflessione, forse la più amara, che dobbiamo avere il coraggio di fare come categoria: siamo spesso i primi responsabili del nostro isolamento. Viviamo arroccati nei nostri fortini, troppo occupati a guardarci come concorrenti da superare invece che come colleghi di una filiera da proteggere. Non troviamo mai il tempo — o forse la volontà — per consolidarci davvero e darci una mano quando il mare si fa grosso, convinti che la difficoltà di un competitor possa tradursi in un nostro vantaggio. È anch’essa una miopia strategica che paghiamo cara. Se non riusciamo a \"vederci\" oltre la logica del preventivo, resteremo sempre singoli atomi in balia degli scenari, invece di essere quella massa critica capace di, se non proprio dettare regole, quantomeno a pretendere rispetto».\r\nL'attività di Idee per Viaggiare\r\n«In questo scenario, il nostro ruolo in Idee per Viaggiare è quello di mantenere i nervi saldi e garantire la logistica. Dal 28 febbraio abbiamo riorganizzato l'operatività su tre team distinti: uno per l'emergenza immediata, uno per la programmazione estiva e uno per il resto del mondo. Lo stiamo facendo con un impegno economico reale, che ha già superato cancellazioni per impossibilità al raggiungimento della destinazione per circa 2 milioni di euro in 3 settimane e siamo coscienti che sarà destinata ad aumentare. A questo dobbiamo aggiungere una cospicua cifra investita per il rimpatrio di clienti nella prima settimana senza domandarci se tali somme sarebbero rientrate.\r\n\r\nPer cementare finanziariamente ancora di più la nostra azienda, abbiamo aumentato il capitale sociale trasferendo nello stesso importanti riserve patrimoniali. Non è un vanto, è la nostra risposta concreta a un sistema che troppo spesso si immobilizza. Tuttavia, non intendiamo limitarci alla sola gestione del maltempo. Mentre monitoriamo la crisi, restiamo concentrati su quel 60% del mondo che continua a funzionare regolarmente, impegnandoci al contempo per mettere in sicurezza il restante 40% del nostro prodotto. Questo impegno riguarda sia le destinazioni direttamente colpite, sia — e soprattutto — le criticità derivanti dal peso specifico che i tre vettori coinvolti rappresentano per noi in una vasta area dell’oceano Indiano, dell’Oriente e dell’Africa.\r\n\r\nSiamo pronti e convinti che il futuro tornerà a essere sereno. Ma la serenità non cade dal cielo: si costruisce scegliendo con chi stare, supportando chi ha capito il valore del lavoro di squadra e affrontando l'imprevisto con la schiena dritta. In fondo, il nostro mestiere è anche quello di saper gestire l'incertezza con un sorriso professionale, consapevoli che ogni crisi è solo un'occasione per dimostrare quanto siamo solidi. E allora, guardando a tutto quello che abbiamo costruito e a come stiamo reagendo, possiamo permetterci di sorridere citando un grande maestro del paradosso: dopotutto, poteva andare peggio… poteva piovere!».","post_title":"Idee per Viaggiare: la lettera aperta di Danilo Curzi al settore","post_date":"2026-03-31T12:42:00+00:00","category":["tour_operator"],"category_name":["Tour Operator"],"post_tag":["in-evidenza"],"post_tag_name":["In evidenza"]},"sort":[1774960920000]},{"_index":"travelquotidiano","_type":"post","_id":"510845","_score":null,"_source":{"blog_id":1,"post_content":"Primo trimestre 2026 da record per l'aeroporto dell'Umbria che ha movimentato oltre 76.5o0 passeggeri tra gennaio e marzo, l'8,4% in più rispetto allo stesso periodo del 2025 quando i passeggeri furono 70.000. \r\n\r\nIntanto, è ufficialmente partita la stagione estiva, con diverse conferme e novità: Ryanair ha confermato dieci rotte con quattro collegamenti domestici verso Cagliari, Catania, Palermo e Brindisi (operativa dal 3 giugno al 30 settembre) e sei destinazioni internazionali verso Londra Stansted, Bruxelles Charleroi, Cracovia, Barcellona, Malta e Bucarest.\r\n\r\nLa summer prevede anche incrementi di frequenza su alcune rotte: Londra Stansted sarà operata con otto voli settimanali, Catania fino a sette, Bruxelles fino a cinque, Barcellona fino a tre e Brindisi con tre voli settimanali nei mesi di picco.\r\n\r\nBritish Airways conferma fino a quattro voli settimanali sulla rotta Perugia–Londra Heathrow, Wizz Air mantiene il collegamento giornaliero con Tirana mentreTransavia opera fino a tre voli settimanali per Rotterdam. 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