13 May 2026

Caprile, Costa: le crociere di dicembre ai Caraibi sono ancora in catalogo

Mentre le altre compagnie di crociere continuano a posticipare le date di ripartenza (si vedano gli annunci proprio di oggi di Carnival Cruise Line e P&O, ndr), Costa non molla e anzi rimane il più possibile fedele alla propria programmazione, persino sui Caraibi.

“Al momento gli itinerari in quell’area della Favolosa rimangono assolutamente a catalogo a partire dal 6 dicembre – ha infatti dichiarato il sales director Italy della compagnia, Daniel Caprile, in occasione di una conferenza stampa online di cui forniremo domani maggiori dettagli -. Non abbiamo voluto cancellare i nostri itinerari caraibici per tre motivi: perché sappiamo che ci sono opportunità di ripartire e stiamo dialogando a tal fine con le autorità locali, insieme a tutto il gruppo Carnival; perché siamo certi che il nostro protocollo di sicurezza ci garantisca di navigare ovunque, e nel caso dei Caraibi pensiamo di estendere le procedure fin dall’aeroporto di arrivo dei passeggeri per l’imbarco; perché, infine, abbiamo ancora tantissimi clienti prenotati su questi itinerari“.

Non solo: Costa conta anche sulla piena collaborazione della principale compagnia aerea partner. Quella Neos che, ci tiene a precisare sempre Caprile, “è stata il nostro principale punto di riferimento durante l’intera fase di rimpatrio di equipaggi e passeggeri all’inizio del lockdown. E stiamo parlando di 25 mila persone da riportare a casa! Siamo quindi sicuri che, nel momento in cui avremo finalmente il semaforo verde sui Caraibi, Neos implementerà con assoluta scrupolosità tutte le misure necessarie per permettere di portare in piena sicurezza i passeggeri ai porti d’imbarco”

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Siamo andati ben oltre il dovuto, investendo una cifra importante per provvedere al rientro di tutti nel più breve tempo possibile. Nel periodo seguente abbiamo lasciato sul campo qualcosa come 3,5-4 milioni di euro in cancellazioni, da sommarsi ai 5 milioni di mancate conferme persi negli ultimi due mesi lato t.o.».\r\n\r\nInoltre, l'effetto domino creato dai problemi registrati dai tre principali vettori mediorientali - Emirates, Qatar Airways ed Etihad - ha avuto ripercussioni importanti in tutte le rotte a est, «con ad esempio cali dell'80% sulle Maldive» sottolinea Curzi. In verità, uno dei nodi principali ancora da sciogliere riguarda proprio la condotta delle compagnie aeree: «sono fuori controllo. In alcuni casi il costo dei biglietti è raddoppiato.; si è arrivati a spendere 2.500 euro per un biglietto in economy per la Repubblica Dominica. Con questi prezzi, è chiaro che il mercato ha registrato una battuta d'arresto, indipendentemente dalle tensioni geopolitiche e dalle informazioni spesso allarmistiche che hanno finito per danneggiare anche destinazioni che nulla avevano a che vedere con le zone teatro del conflitto».\r\n\r\nAl momento, una lenta ripresa è cominciata. «Cina, Giappone ma anche l'America Latina con il Perù  stanno ottenendo risultati brillanti. Anche il Canada sta riscuotendo grande interesse. Gli Stati Uniti, nostra prima destinazione, già da tempo erano in calo, anche se in numeri assoluti continuano a essere un nostro prodotto di punta. Stiamo invece spingendo sui Caraibi con attività in collaborazione con enti del turismo e vettori».\r\n\r\nTutto è però proiettato a dopo l'estate. «Sarà il vero spartiacque per capire come andremo a chiudere il 2026. Per intanto, confermo un'accelerazione di preventivi e prenotazioni per il prossimo inverno, che riguarda anche destinazioni attualmente un po' ferme come Emirati o Maldive». Cresce anche la quota media pratica, attualmente pari a circa 3.800 euro a persona, che potrebbe contribuire a migliorare ulteriormente il giro d'affari totale, nel 2025 pari a 160 milioni di euro","post_title":"Curzi, Idee per Viaggiare: «Compagnie aeree fuori controllo»","post_date":"2026-05-11T15:33:36+00:00","category":["tour_operator"],"category_name":["Tour Operator"],"post_tag":[]},"sort":[1778513616000]}]}}