27 March 2026

Ciccarelli, Swadeshi Club: utilizzare le risorse del recovery fund per sostenere il comparto alberghiero

“Non è possibile assistere inermi a tutto questo. Occorre una scossa e ci aspettiamo che la politica faccia la sua parte a sostegno degli albergatori, che ancora attendono una soluzione ai loro problemi”. Non usa giri di parole il presidente di Swadeshi Club Hotels e consigliere nazionali di Confindustria Alberghi, Nicola Ciccarelli, nel descrivere il contesto in cui si trova a operare oggi l’industria dell’ospitalità: “La stagione estiva 2020 sta andando ben oltre le peggiori aspettative. I freddi numeri raccontano una realtà terribile, come evidenziato anche da Federturismo e Cna, con perdite per il settore alberghiero per 50 miliardi di euro e ingressi dimezzati, a fronte di un aumento dei costi per le spese di sanificazione. Avremo di fatto una stagione limitata alle due settimane centrali di agosto, per il resto il 90% dei 3 milioni di lavoratori italiani che ogni estate operano nel turismo (il 15% degli occupati totali nel Paese) resteranno inattivi“.

“Con dignità e caparbietà il settore sta reagendo per salvarsi, senza misure di aiuto e sostegno adeguate – prosegue Ciccarelli -. Eppure molti provvedimenti di medio periodo si potrebbero attuare per agevolarci, considerando che diamo lavoro a centinaia di migliaia di persone. Ci aspettiamo per esempio di essere tra i beneficiari di una parte delle risorse del recovery fund, magari estendendo il contributo a fondo perduto alle imprese turistiche senza limite di fatturato, per tutto il 2020 e per almeno il 30% del fatturato perso. E poi si potrebbe incentivare le imprese a riaprire dando loro le somme destinate alla cassa integrazione. Purtroppo il governo continua a non comprendere che noi albergatori non vogliamo la cassa integrazione per lasciare i dipendenti a casa, ma abbiamo bisogno di un aiuto per tenere le strutture aperte, con i lavoratori operativi. A questo si aggiunge la necessità di varare un decreto semplificazione per un settore da sempre affogato nella burocrazia. Misure che potrebbero ridare uno slancio al turismo su tutto il territorio nazionale”.

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Tale dinamica è riconducibile in via principale al timing dell’acquisizione del gruppo Italica Turismo — completata a fine ottobre 2025 — e, più in generale, a una fase di crescita per linee esterne particolarmente intensa e accelerata.\r\n\r\nNel corso dell’esercizio, la società ha sostenuto costi di integrazione, preparazione operativa e sviluppo commerciale che troveranno piena espressione economica a partire dall’esercizio 2026, primo anno di contribuzione completa delle attività acquisite.\r\n\r\nI dati\r\nIl 2025 è stato per Xenia un anno di accelerazione strategica rilevante: i ricavi consolidati hanno raggiunto circa  72 milioni di euro, segnando una crescita del 26% rispetto ai 57 milioni del 2024. Il portafoglio alberghiero Phi Hotels è passato da 10 a 17 strutture nel corso dell’esercizio, con il completamento dell’acquisizione del gruppo Italica Turismo che ha introdotto nel perimetro di consolidamento quattro alberghi e un tour operator incoming internazionale, con ricavi annui storici di circa 24 milioni.\r\nSi segnala, inoltre, che la linea di business distribuzione è stata inclusa, per affinità, nella linea di business accommodation, di cui rappresenta circa il 2% dei ricavi al 31 dicembre 2025.\r\nQuesto percorso di crescita accelerata pone la società in anticipo sui tempi di esecuzione del piano industriale 2025–2028 presentato al mercato a gennaio 2025 e riconfermato nell’investor & industry forum del 30 gennaio 2026 presso il Phi Hotel Piajo di Nembro.\r\nIl progetto di bilancio 2025 registra una perdita netta di 2,6 milioni e un Ebitda di 0,8 milioni. Tali risultati sono riconducibili alla più rapida esecuzione del piano e al disallineamento temporale tra costi e ricavi connesso alle acquisizioni, che vedono Xenia oggi forte di 19 strutture alberghiere rispetto alle 10 presenti al 31 dicembre 2024. Ha inciso in particolare - ancorché transitoriamente - sulla marginalità e sul risultato netto 2025 della società il disallineamento temporale tra il closing dell’acquisizione del gruppo Italica Turismo e la stagionalità intrinseca del business acquisito.\r\nIl gruppo Italica Turismo — con ricavi ed Ebitda al 31 dicembre 2023 rispettivamente, di circa 21 milioni e circa 530 mila euro e che, nel 2025 sono stimati dalla società in circa 24 milioni e circa  1,8 milioni — genera infatti la quasi totalità del proprio fatturato nel periodo aprile-ottobre. 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