13 May 2026

Human Company – istituto Piepoli: l’open air è la risposta giusta alle esigenze di questa strana estate

Luca Belenghi

Tra gli italiani c’è ancora voglia di vacanza, tanto che il 69% dei nostri concittadini pensa di concedersi almeno un viaggio nei prossimi 12 mesi. Una percentuale che aumenta sensibilmente, arrivando all’80%, tra coloro l’anno scorso che hanno sperimentato un soggiorno open air. Segno che la vacanza outdoor è considerata una risposta privilegiata alle esigenze di sicurezza e distanziamento sociale di questa strana estate in arrivo.

E’ il risultato più significativo dell’ormai tradizionale Osservatorio del turismo outdoor, realizzato da Human Company in collaborazione con l’istituto Piepoli e giunto quest’anno alla sua terza edizione. La ricerca restituisce in particolare una descrizione del turismo open air come un settore che ha avuto una forte crescita negli ultimi dieci anni e che per certi versi ha guidato una sorta di rivoluzione culturale nella percezione collettiva del turismo stesso in generale. Così come l’innovazione del concetto di vacanza outdoor sta infatti vincendo pregiudizi e resistenze frutto di un retaggio tutto italiano di soggiorno low cost e spartano, allo stesso modo negli ultimi anni si è modificato il profilo del turista open air: a praticarlo sono oggi soprattutto uomini (il 45% del totale degli intervistati contro il 40% del totale tra le donne), compresi nella fascia d’età tra i 35 e i 64 anni (53%) e in misura abbastanza uniforme tra i residenti delle diverse regioni italiane.

“Fin dalla sua prima edizione nel 2018, il nostro Osservatorio si è rivelato uno strumento utile per monitorare un comparto che negli ultimi anni in Italia ha registrato costanti trend di crescita, intercettando prevalentemente un pubblico estero  – spiega il direttore generale di Human Company, Luca Belenghi -. Questa nuova edizione arriva però in un momento di grande difficoltà e incertezza per l’industria dei viaggi e pone il settore dell’outdoor come la modalità di vacanza più adeguata al rilancio del turismo domestico. Noi di Human Company siamo pronti a vivere questa strana stagione estiva con ottimismo ma con i piedi piantati per terra: le nostre strutture – dai camping in town ai village – stanno aprendo progressivamente, pronte a offrire soggiorni in tutta sicurezza, grazie anche a un importante processo di digitalizzazione“.

“In questa prima metà del 2020 siamo atterrati in un nuovo pianeta – aggiunge il vicepresidente dell’istituto Piepoli, Livio Gigliuto -: cambia il modo in cui mangiamo, ci teniamo in contatto, viaggiamo. Non cambia però il nostro bisogno di alimentarci, di socializzare, di andare in vacanza. Il turismo open air, da quanto emerge dalle nostre indagini, è la risposta che già c’era a un bisogno che ora sappiamo di avere: il bisogno di uscire a riveder le stelle, dopo mesi di chiusura forzata; di vivere esperienze di turismo sicuro e sostenibile”.

L’anno scorso, il fatturato del turismo all’aria aperta in Italia si è attestato intorno agli 8,5 miliardi di euro (di cui 5,2 miliardi per servizi ricettivi e 3,3 miliardi per quelli di ristorazione), con una quota di arrivi tricolore nella Penisola pari al 25% del totale: dei quasi 80 milioni di viaggi degli italiani in patria e all’estero nel 2019 (dati Istat), 20 milioni si sono infatti tradotti in soggiorni outdoor, per un totale di 92 milioni di pernottamenti, pari al 23% del totale.

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