17 March 2026

Coronavirus e lock down: anche la California nella tenaglia della crisi

Caroline Beteta (al centro in blu) con lo staff di Visit California

Qualche settimana fa, Visit California, ha dato vita ad un sondaggio, per capire in che modo il coronavirus e il lock down abbiano influenzato gli affari e quali percorsi potrebbero aiutare la ripresa quando la crisi sanitaria si dovesse attenuare. Caroline Beteta, ceo e presidente dell’ente del turismo californiano ha diffuso le risultanze: anche il Golden State soffre.

Quasi tre quinti delle imprese che hanno risposto sono state chiuse completamente o parzialmente. Il 96% ha dichiarato che la pandemia ha avuto un impatto negativo significativo sui profitti. Le entrate di marzo sono diminuite di oltre il 50% rispetto a marzo 2019 per i due terzi delle aziende. Il 43% ha dovuto licenziare in modo permanente i dipendenti, mentre l’85% aveva ricorso a congedi volontari. L’80% ha dichiarato che il programma di marketing di Visit California è (molto) importante per aiutare la propria attività a riprendersi, mentre il 77% ritiene che il marketing di Visit California “a ombrello”, per il settore, è importante perché supporta le operazioni molto limitate per ragioni di budget dell’azienda.

«Visit California non è immune dalla crisi che attanaglia l’industria del turismo – ha dichiarato Beteta – Venerdì è stata una giornata eccezionalmente difficile poiché abbiamo completato la riduzione del personale attraverso l’interruzione dei rapporti di lavoro, cosa che ha ridotto il nostro organico a meno della metà di quello che era prima della pandemia. Ciò è avvenuto dopo altre riduzioni significative dei nostri contratti con i fornitori e la sospensione delle attività degli uffici di rappresentanza internazionale, nonché riduzioni salariali volontarie per i dirigenti. Sebbene dolorose, queste riduzioni sono necessarie per garantire che Visit California sopravviva per aiutare e gestire la ripresa. Attendo con impazienza il giorno, si spera in un futuro non troppo lontano, quando tutti noi potremo invitare nuovamente i nostri colleghi a riprendere i loro ruoli e andare avanti ispirando il viaggio verso una delle più grandi destinazioni del mondo. Continuiamo a “sognare in grande”».

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«Continuiamo a registrare un buon trend di advance booking. Siamo molto soddisfatti e proseguiamo nel lavoro insieme ai nostri partner, tra cui Alpitour. Durante l’inverno abbiamo registrato prenotazioni con un anticipo fino a 60 giorni, mentre per la primavera e l’estate la media si attesta intorno ai 45 giorni. La formula all inclusive h24 rappresenta uno dei nostri principali punti di forza e continua a essere una scelta strategica per il posizionamento del brand. 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