13 May 2026

Disney licenzia in massa ma paga bonus ai manager e dividendi agli azionisti

Dopo aver lasciato a casa oltre 100 mila lavoratori, a seguito della crisi innescata dall’emergenza Covid-19 che ha colpito duramente l’industria dei parchi di divertimento, la Walt Disney ha deciso di distribuire comunque bonus e dividendi per oltre 1,5 miliardi di dollari. “Una somma che sarebbe potuta essere impiegata per pagare tre mesi di stipendi ai lavoratori della compagnia”, ha dichiarato in un Tweet ripreso dal The Guardian, Abigail Disney, nipote del co-fondatore della compagnia Roy Disney.

“Non solo – ha aggiunto la regista cinematografica già vincitrice di un Emmy award -. La stragrande maggioranza di quei soldi andrà a persone che hanno già raccolto bonus egregi in tutti questi anni. I dividendi, di per sé, non sono una cosa negativa, considerato il numero di persone a reddito fisso che fanno affidamento sui rendimenti delle proprie azioni. Tuttavia circa l’80% delle quote Disney è oggi di proprietà di individui che appartengono al 10% più ricco della popolazione. Pagate allora piuttosto chi rende possibile la magia dei parchi, con tutto il rispetto e la dignità che hanno saputo conquistarsi nel tempo. Questa compagnia potrebbe fare molto di più”.

Per la verità, il top management Disney si era già tagliato nei giorni scorsi parte dei propri emolumenti, “per permettere al gruppo di fronteggiare al meglio la crisi”. L’ex ceo, Bob Iger, ha per esempio rinunciato ai 3 milioni di dollari che gli sarebbero ancora spettati quest’anno, mentre il nuovo amministratore delegato, Bob Chapek, si è auto-tagliato 2,5 milioni del salario base. Ma “lo stipendio, per questi manager, rappresenta solo una goccia nell’oceano dei loro guadagni”, ha ribadito Abigail Disney. In effetti, l’attuale ceo Chapek potrebbe potenzialmente incassare, per il solo 2020, un bonus non inferiore al 300% del proprio stipendio base, in aggiunta a un incentivo di lungo periodo pari a non meno di 15 milioni di dollari. Nel 2018, il precedente a.d. Iger ha portato a casa un totale di 65,6 milioni di dollari, mentre l’anno scorso si era aggiudicato 47 milioni.

Sospendere la paga a circa la metà della propria forza lavoro permetterà al gruppo Disney di risparmiare fino a 500 milioni di dollari al mese nei propri hotel e parchi a tema sparsi per l’Europa, gli Stati Uniti e l’Asia. Mentre i dipendenti lasciati a casa dovranno fare affidamento sugli ammortizzatori sociali dei Paesi in cui risiedono.

 

 

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Iniziamo dai bonus.\r\n\r\nBonus donne 2026: esonero contributivo al 100% fino a 650 euro mensili (800 euro nelle regioni ZES (regioni del sud ndr)) per assunzioni a tempo indeterminato di lavoratrici svantaggiate.\r\nBonus giovani 2026: esonero al 100% fino a 500 euro mensili (650 euro nelle aree ZES) per under 35 senza impiego stabile;\r\nBonus ZES: incentivo specifico per le imprese del Mezzogiorno, con particolare attenzione alle aziende fino a 10 dipendenti. \r\n\r\nSono quindi questi i salari che il governo prende in considerazione: 650 euro per le donne e 500 per i giovani (quindi per la stragrande maggioranza per il lavoro estivo). In questi casi il datore di lavoro non paga contributi. Bene.\r\n\r\nMa vi sembra degno pagare qualcuno anche che abbia 35 anni 500 euro? Ma sapete quanto sono aumentati i prezzi in questi anni. Con 500 euro, se sei fortunato, a Milano, affitti una camera, e i soldi sono già finiti.\r\nL'inganno del TEC\r\nSecondo. E qui, siccome la materia diventa complicata,  chiedi aiuto all'Unione sindacale di base che scrive: «Ma una novità di un certo rilievo nel decreto Primo maggio c’è e non è positiva. All’articolo 7 il decreto stabilisce il criterio di “salario giusto” al quale dovrebbero attenersi i datori di lavoro che intendano accedere alle decontribuzioni previste dal decreto stesso.\r\n\r\nE qui si nasconde l’imbroglio: il contratto adottato deve prevedere un trattamento economico complessivo, il cosiddetto TEC, non inferiore al trattamento economico complessivo previsto dal CCNL stipulato dalle organizzazioni più rappresentative. Ma il TEC è una misura estremamente diversificata da contratto a contratto, poiché comprende i minimi tabellari (il cosiddetto trattamento economico minimo, TEM) più tutte le figure accessorie della retribuzione, dalla 13esima alla 14esima, alle più diverse indennità, al welfare aziendale, ai premi di produttività, ecc. Confrontare i TEC di due diversi contratti è un’operazione molto complessa che apre la strada a infiniti contenziosi».\r\n\r\nQuindi tribunali strapieni di cause. Ottimo lavoro Giorgia.\r\n\r\nInfine la sintesi di Landini, che mi sembra quella più efficace: «In questo decreto, i 960 milioni che hanno stanziato vanno alle imprese. I lavoratori non prendono un euro».\r\n\r\nIl ministro Mazzi dovrebbe abbassare i toni davanti ai problemi reali dei lavoratori, anche quelli del turismo. Altro che: «valorizzare le peculiarità proprie di alcuni settori economici, come il turismo». Non avete nessuna idea di cosa sia la valorizzazione dei lavoratori.","post_title":"Decreto primo maggio: i salari bassi (indecenti) diventano regola","post_date":"2026-04-30T12:47:05+00:00","category":["enti_istituzioni_e_territorio"],"category_name":["Enti, istituzioni e territorio"],"post_tag":["topnews"],"post_tag_name":["Top News"]},"sort":[1777553225000]}]}}