3 April 2026

Filcams Cgil: il decreto dell’11 marzo non tiene conto dei lavoratori del turismo

Dura presa di posizione del sindacato Filcams Cgil che denuncia come le misure di restrizione contenute nel decreto del presidente del Consiglio dei ministri dello scorso 11 marzo non tenga in dovuto conto dei contesti professionali di alcuni lavoratori, tra cui quelli del turismo e della ristorazione. “Non possiamo far finta di condurre gli stessi stili di vita – afferma la segretaria generale della Filcams Cgil, Maria Grazia Gabrielli – perché la situazione ci impone dei cambiamenti necessari, come sintetizzato nel messaggio #iorestoacasa. Mentre il dpcm dell’11 marzo va nella direzione opposta: continuare sempre aperti 365 giorni l’anno e h24”.

Gli addetti del commercio, nonché i lavoratori dei servizi in appalto e del turismo – prosegue la nota -, continuano a prestare il loro servizio spesso, come è evidente dall’azione di denuncia del sindacato e degli stessi lavoratori, lamentando il mancato rispetto delle norme di sicurezza, delle previsioni sulle distanze, dei dispositivi di protezione, del divieto di assembramento. Denunce e scene che hanno fatto il giro di televisioni e social e che dimostrano la vulnerabilità di questi luoghi di lavoro. Il governo però non solo non è intervenuto, ma nell’inasprire le restrizioni a tutto il Paese non ne ha tenuto conto, giudicando le loro attività di prima necessità”.

“Se gli addetti di questi settori devono essere in prima linea, come lo sono dal 23 di febbraio, la loro tutela è una precondizione fondamentale e va rispettata e praticata con altrettanto straordinarietà – prosegue la segretaria generale -. In assenza di correttivi che contemperino servizi di utilità, servizi essenziali e sicurezza, l’alternativa è il fermo e la chiusura per tutelare le lavoratrici e i lavoratori. E di questa situazione devono farsi carico certo le aziende, le stazioni appaltanti, i committenti pubblici e privati, ma anche le istituzioni nazionali e locali, dai prefetti ai governatori delle regioni ai sindaci, che hanno la responsabilità della salute dei cittadini”.

“Siamo consapevoli che dalla paura del contagio si passa alla paura di restare senza stipendio o domani senza lavoro – sottolinea sempre Maria Grazia Gabrielli -. L’emergenza legata al coronavirus segnerà profondamente il tessuto economico del Paese con un’esposizione rilevante dei settori del turismo, del commercio e dei servizi. Bar, ristoranti, alberghi, l’intera filiera del turismo è già stata impattata profondamente e migliaia sono già le richieste di interventi agli ammortizzatori sociali per sostenere il reddito dei lavoratori e non disperdere professionalità. Abbiamo condiviso le dichiarazioni di esponenti del governo, che hanno detto che in questa crisi nessuno perderà il lavoro, Per questo auspichiamo un intervento sugli ammortizzatori in cui nessuno venga lasciato indietro. A partire dalle figure più fragili del mercato del lavoro spesso invisibili, come i lavoratori stagionali, i contratti a termine, i portieri degli stabili, le colf e le badanti, gli addetti degli studi professionali. Abbiamo bisogno di rallentare oggi per ripartire domani, ma c’è bisogno di un progetto comune che guardi già a investire sul futuro. Un futuro dove il terziario, i servizi, possono continuare a svolgere un ruolo rilevante e l’intera filiera del turismo può essere valorizzata e rilanciata come una filiera speciale e strategica per il nostro paese“.

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