27 June 2026

Le Tonnare, un altro gioiello sardo in gestione a Club Esse

La catena alberghiera italiana Club Esse ha preso in gestione Le Tonnare, a Stintino (Sassari), che dalla stagione 2020 si aggiungerà agli altri 11 villaggi e resort che il gruppo offre in Sardegna – in particolare su tutta la costa nord, dal sassarese alla Gallura -, cuore pulsante dell’attività. Il Club Esse Le Tonnare è un complesso alberghiero unico e suggestivo, nato dalla ristrutturazione di un antico stabilimento di lavorazione del tonno. In posizione panoramica e direttamente sul mare, le 167 camere sono disposte in parte nel corpo centrale a due piani e in parte nelle costruzioni intorno alla grande piscina, circondate da una vegetazione rigogliosa di oleandri e cactus. Le Tonnare – che vantano anche un’ampia area sportiva con campi da tennis, calcetto, pallavolo e beach volley – si aggiungono così alle altre due strutture Club Esse a Stintino, nota per spiagge incantevoli come La Pelosa, Il Gabbiano e Le Saline: il Club Esse Sporting e il Club Esse Roccaruja, costruiti negli anni Sessanta dall’allora presidente dell’Inter Angelo Moratti e sottoposti a importanti interventi di riqualificazione.

Club Esse, con oltre 3.000 camere in 18 tra villaggi e hotel nelle più belle località di Sardegna, Sicilia, Calabria, Abruzzo, Lazio e Valle d’Aosta (erano appena 6 nel 2014), ha un fatturato in continua crescita: quest’anno sono stati superati i 30 milioni di euro, +7% rispetto ai 28 del 2018 (nel 2017 erano 25). «Non possiamo che essere soddisfatti – commenta Marco Baldisseri, CMO del Gruppo Club Esse -: anno su anno aggiungiamo strutture di grande livello al nostro portafoglio e centriamo gli obiettivi di budget e di presenze, nonostante siano sempre più ambiziosi. Molto del successo viene dalla scelta di puntare sugli ospiti stranieri, ormai non più solo coppie, ma famiglie che cercano servizi specifici e attività mirate per i bambini. Questo ci ha permesso di espandere sensibilmente i periodi di apertura, da aprile a ottobre».

 

 

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Anche laddove siano stati registrati aumenti più sensibili sul costo del carburante, i mercati americani hanno dato prova di essere meno suscettibili alle fluttuazioni economiche rispetto a una parte dei viaggiatori europei, contribuendo in tal modo a ribilanciare la propensione a visitare l’Italia. Diverso, invece, il discorso sull’anticipo di prenotazione: la riduzione delle finestre di conferma è innegabile e inizia a toccare anche il viaggiatore luxury. In continua crescita appare infatti il numero di finalizzazioni tra uno e due mesi prima della partenza, un intervallo quanto mai ravvicinato rispetto alle abitudini passate della fascia high-end.\r\n\r\n\r\nLa mappa delle più desiderate\r\nNon muta, invece, la mappa delle mete italiane più desiderate: se Roma e Venezia prevalgono sul fronte delle città d’arte, Toscana, Costiera Amalfitana, Sicilia e Sardegna conquistano la domanda internazionale, confermando il successo del lago di Como anche nel periodo estivo. Il dato più sorprendente, però, viene dall’affermazione dell’Umbria: per una buona fetta dei visitatori internazionali, in particolare statunitensi, brasiliani e messicani, è oggi uno dei gioielli nascosti dell’Italia, grazie a un’offerta giudicata autentica sia sotto il profilo delle destinazioni territoriali che delle risorse enogastronomiche, in virtù dei suoi borghi storici, ma soprattutto per riuscire a garantire esperienze di viaggio più esclusive e rilassate. 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