17 March 2026

Federalberghi: bene Natale ma il governo si ricorda del turismo solo per le tasse

Cresce il numero degli italiani che si concederà una vacanza tra Natale e Capodanno, per un totale di 18 milioni e 287 mila nostri connazionali in viaggio, pari al 30,3% della popolazione totale, per un incremento del 9,82% rispetto allo scorso anno. Un trend positivo destinato a generare anche un aumento del giro d’affari complessivo, che supererà la soglia dei 13 miliardi di euro (+12,5%).

Sono i dati principali della tradizionale indagine di Federalberghi, realizzata in collaborazione con l’istituto Acs Marketing Solutions. «Si tratta di segnali positivi che fanno ben sperare in prospettiva – commenta il presidente dell’associazione legata a Confcommercio, Bernabò Bocca -. Senza tuttavia illuderci che le festività natalizie siano sufficienti a risollevare le sorti di un anno a corrente alternata. Ora tocca al governo adottare misure adeguate che facciano bene al Paese. Più di un milione di persone sarà al lavoro durante le festività, per accogliere i turisti italiani e stranieri che visiteranno le nostre destinazioni. Spiace constatare come questo grande alveare operoso, che produce ricchezza per l’Italia e offre lavoro ai nostri giovani, sia stato dimenticato dalla manovra di bilancio per il 2020, che si è occupata dell’economia del turismo solo al fine di raddoppiare l’imposta di soggiorno».

I dati su Natale

Nel dettaglio, durante la festività natalizia saranno 9,8 milioni gli italiani in movimento (+9,3% rispetto al 2018). L’89,9% resterà in particolare in Italia (87,9% nel 2018) contro un 10,1% che sceglierà l’estero. La classifica delle destinazioni tricolori preferite vede in testa le città diverse da quella di residenza (39,8% dei casi), seguite dalla montagna (22,1%), dalle città d’arte (21,3%) e dal mare (11,2%). Per la scelta dell’alloggio, si darà quindi priorità alla casa di parenti o amici (nel 43,1% dei casi), mentre il 25% opterà per il comfort dell’ospitalità alberghiera.

Sempre a Natale gli italiani in vacanza dormiranno in media sei notti fuori casa (6,2 nel 2018) per una spesa media pro-capite (comprensiva di trasporto, alloggio, cibo e divertimenti) di 771 euro (667 in Italia e 1.889 all’estero). Il turismo si conferma inoltre un driver eccezionale per l’economia del territorio: la gran parte della spesa dei viaggiatori sarà infatti destinata ai pasti (26,6%) e allo shopping (23,5%). Il viaggio assorbe il 20,8% del budget, mentre solo il 10,3% sarà destinato all’alloggio. Nel complesso, il giro d’affari generato sarà di circa 7,6 miliardi di euro, facendo registrare una crescita del 7,9% rispetto allo scorso anno.

Le cifre di Capodanno

Numeri tutto sommato simili anche per Capodanno, quando partiranno 8 milioni 451 mila (+10,5% rispetto a 12 mesi fa), andando ad aggiungersi ai 4,7 milioni che faranno una vacanza lunga, iniziata già a Natale. L’Italia sarà quindi la meta preferita: resta nel Belpaese infatti il 69,4% degli italiani (71,9% lo scorso anno), mentre il 30,6% opterà per l’estero. Coloro che rimarranno entro i confini nazionali si dirigeranno soprattutto verso località d’arte (29,0%), città diverse dalla propria (28,3%) e località di montagna (28,0%). In crescita, sia pur con quote più contenute, le preferenze rivolte al mare (6,5%), alle terme (3,2%) e ai laghi (2,5%). Chi va all’estero si sposterà invece soprattutto verso le grandi capitali europee (76,4%). Seguono, a grande distanza, le crociere (8,9%) e le località di montagna (5,7%). L’alloggio preferito sarà ancora una volta la casa di parenti/amici (per il 35,3% dei casi), seguita a ruota dagli alberghi con il 32,1%. In lieve salita, al contrario rispetto al periodo natalizio, la durata della vacanza che passerà dalle 3,8 notti medie registrate l’anno scorso a 3,9 notti.

La spesa media pro-capite (comprensiva di trasporto, alloggio, cibo e divertimenti) sarà di 648 euro (461 in Italia e 1.012 all’estero), con un conseguente giro d’affari di circa 4 miliardi e 583 milioni di euro (+19,49%). Pure a Capodanno la spesa si orienterà soprattutto verso i pasti (27,4%), seguita dalle spese per il viaggio (20,0%), per lo shopping (17,9%) e per il pernottamento (17,5%).

 

 

 

 

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