13 May 2026

Un’Australia in pillole di 11-13 giorni. Ecco la rivoluzione Discover

Roberto Boni

Una serie di itinerari di breve durata, 11, 12 e 13 giorni, che mantengono tutti gli highlight della destinazione, proposti nella durata media dei viaggi più venduti in altre destinazioni di lungo raggio. Il tutto a un prezzo sensibilmente più accessibile. E’ la nuova l’Australian Revolution di Discover.

«L’Australia, da sempre meta richiesta per i viaggi di nozze e per gli itinerari di alcuni fortunati viaggiatori di lungo raggio, mantiene da qualche anno, sul mercato italiano, un andamento di vendite stabile – spiega il product manager Australia di Discover, Roberto Boni -. La destinazione non riesce a conquistare nuovi target, nemmeno quello dei viaggiatori che raggiungono con entusiasmo altre mete di lungo raggio. La distanza, la durata del viaggio che viene consigliata e i conseguenti costi elevati sono da sempre tre elementi che frenano le prenotazioni verso questa meta. Un quadro chiaro che ci ha spronati perciò a pensare a un nuovo modo di proporre la destinazione. Siamo così i primi a introdurre sul mercato italiano un nuovo modo di viaggiare in Australia: una nostra piccola rivoluzione, con l’obiettivo di permettere a sempre più persone di visitare questo paese».

Il nuovo catalogo Australia-Nuova Zelanda, in uscita a ottobre, si arricchirà quindi di nuovi circuiti contenuti nella sezione Australia Revolution, che si affiancano a ulteriori novità nell’ambito dei viaggi più classici denominati Discover.

«L’Australia è sempre stata percepita come meta da assaporare con un solo lunghissimo viaggio nella vita – ribadisce il direttore commerciale Quality Group, Marco Peci -. Riteniamo invece che l’Australia, come succede comunemente già per altri paesi, quali gli Stati Uniti per esempio, possa benissimo essere visitata con più viaggi ripetuti nel tempo, scoprendone le meraviglie un pezzo alla volta. Così, se sulla distanza di viaggio le compagnie aree hanno già migliorato i collegamenti e i servizi, rendendo più facile di un tempo raggiungere il Paese, sulla durata degli itinerari proposti e sul prezzo, abbiamo lavorato noi per creare circuiti esaustivi ma più brevi dei soliti proposti generalmente in programmazione che siamo sicuri incontreranno il favore dei viaggiatori. E’ giunto il momento anche per gli agenti di viaggio di scardinare il vecchio modo di proporre l’Australia come un viaggio elitario. L’Australia è una meta facilmente accessibile così come lo sono molte altre destinazioni di lungo raggio».

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Il bollettino diffuso dall’Agenzia europea per la sicurezza aerea apre quindi al “Jet A”, normalmente impiegato negli Stati Uniti e in Canada: gli aeroporti e le compagnie europee operano storicamente con il “Jet A-1”, ma la scarsità del prodotto sta spingendo Bruxelles e le autorità del settore a valutare soluzioni alternative per evitare ulteriori problemi al trasporto aereo.\r\n\r\nC'è però da considerare gli avvertimenti dell'Easa, secondo la quale il documento non rappresenta un’autorizzazione generalizzata né un invito ad abbandonare il carburante tradizionale. Si tratta piuttosto di una misura temporanea e operativa, destinata a gestire l’emergenza almeno fino alla prossima stagione invernale, salvo eventuali modifiche in base all’evoluzione delle forniture.\r\nLe deroghe di Bruxelles\r\nParallelamente anche la Commissione europea è intervenuta con alcune indicazioni rivolte al comparto dei trasporti. 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Se equipaggi, tecnici o operatori aeroportuali dovessero pianificare un volo pensando di avere a bordo un carburante con determinate caratteristiche, mentre nei serbatoi fosse presente un prodotto diverso, potrebbero emergere problemi operativi e di sicurezza.\r\n\r\nL’Agenzia parla apertamente di possibili criticità legate all’aeronavigabilità, alla comunicazione tra operatori e ai cosiddetti “fattori umani”, cioè errori derivanti da procedure non aggiornate o da informazioni incomplete.\r\n\r\nLe compagnie aeree preparano ogni volo utilizzando dati estremamente precisi relativi alla densità del carburante, all’autonomia prevista, ai pesi e alle temperature operative. Anche piccole variazioni nelle caratteristiche del combustibile possono modificare i calcoli del raggio d’azione dell’aereo o delle prestazioni del motore. Per questo motivo l’introduzione del Jet A richiede aggiornamenti nei software di pianificazione, nelle checklist operative e nelle comunicazioni tra aeroporti, equipaggi e società di rifornimento. Il rischio evidenziato dall’Easa è quello di un disallineamento tra il carburante realmente presente nei serbatoi e quello che i sistemi di bordo credono di avere.\r\nLa maggiore disponibilità del carburante negli Stati Uniti potrebbe aiutare il continente a superare i mesi estivi, ma non rappresenta una soluzione strutturale alla crisi del cherosene. Restano infatti i limiti legati ai trasporti transatlantici, alla capacità di stoccaggio negli aeroporti e alla necessità di mantenere separati i due tipi di carburante nei depositi e nei sistemi di distribuzione. \r\n ","post_title":"Crisi carburante: l'Ue apre al jet fuel Usa, ma l'Easa avverte sui rischi","post_date":"2026-05-11T10:18:17+00:00","category":["trasporti"],"category_name":["Trasporti"],"post_tag":["in-evidenza"],"post_tag_name":["In evidenza"]},"sort":[1778494697000]},{"_index":"travelquotidiano","_type":"post","_id":"513701","_score":null,"_source":{"blog_id":1,"post_content":"Nuove Linee Guida regionali per il sistema turistico veneto: ieri, 7 maggio, la Fondazione Dmo Marca Treviso ha accolto in Camera di commercio la prima tappa degli incontri sul territorio organizzati dalla Regione Veneto per presentare il nuovo modello organizzativo legato al turismo e all'accoglienza.\r\n\r\nLe nuove Linea Guida erano state approvate dalla Giunta regionale il 4 marzo 2026 nell'ambito del Programma Regionale per il Turismo 2025-2027. 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