13 May 2026

Ectaa sui fallimenti dei vettori: 36 casi nell’arco di due anni

Trentasei fallimenti nell’arco di due anni: questo il triste bilancio stilato dall’Ectaa a seguito della recentissima vicenda che ha coinvolto Aigle Azur, che ha lasciato a terra oltre 13.000 passeggeri. Una volta di più spicca la mancanza di un’adeguata protezione dei passeggeri nel caso dei fallimenti di compagnie aeree.

«E si ripropone la medesima situazione dopo ogni nuovo fallimento di una compagnia aerea – ha dichiarato Pawel Niewiadomski, presidente della European travel agents’ and tour operators’ association che rappresenta oltre 80.000 aziende di 29 paesi europei -. I passeggeri si ritrovano all’estero bloccati e costretti ad acquistare nuovi biglietti senza una reale prospettiva di reclamo e conseguente recupero dei biglietti inutilizzati. Oggi non esiste un’adeguata protezione per i passeggeri che hanno acquistato il solo biglietto aereo».

Di fatto, mentre i passeggeri che hanno comprato un pacchetto viaggio rientrano nella direttiva europea sui pacchetti, che però non prende in considerazione coloro che hanno invece acquistato il solo posto a bordo. Gli agenti di viaggio e i tour operator si trovano a dover fornire costose garanzie e/o a stipulare un’assicurazione contro la propria insolvenza. Tuttavia, non esistono requisiti equivalenti per le compagnie aeree per proteggere i propri passeggeri dalla loro insolvenza. «L’Ectaa deplora il fatto che i legislatori dell’Ue e nazionali non siano maggiormente attenti nella protezione dei loro cittadini.

«Dobbiamo essere in grado di offrire condizioni di parità per tutti i passeggeri e garantire al pubblico viaggiante la certezza che esistano accordi per rimpatriare e rimborsare i passeggeri in caso di fallimento di una compagnia aerea».

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