28 May 2026

Flixbus festeggia un’altra estate da record in Italia

L’estate 2019 segna un nuovo traguardo per FlixBus, che nei mesi di giugno, luglio e agosto ha registrato, sul territorio italiano, un incremento del 50% nel numero delle prenotazioni rispetto allo stesso periodo l’anno scorso. All’origine di tale risultato vi è il potenziamento massiccio della rete nella Penisola, dove sono attualmente collegate oltre 450 città.

È soprattutto sulle rotte nazionali che si registra la crescita maggiore rispetto all’estate 2018, con un incremento nelle prenotazioni pari al 72%. In particolare, l’arrivo in Calabria e in Sicilia, con cui FlixBus ha completato l’opera di espansione in Italia continentale e ha parzialmente esteso la propria rete anche a quella insulare, ha contribuito a un complessivo aumento della richiesta sui collegamenti verso sud. Ma anche le città già connesse hanno registrato un incremento significativo: Napoli ha assistito a un aumento degli arrivi pari al 60%, Bari del 69%, mentre il traffico passeggeri in arrivo a Matera, complice il ruolo di Capitale della cultura, è addirittura triplicato, con un afflusso in crescita dal Centro-Nord.

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Abbiamo per certi versi ribadito aspetti già noti,  fondamentali però nell’indirizzare i consumatori, con la grande novità della “Neos Protection” e della “Neos Fuel Protection”».\r\n\r\nSulla base dei risultati raccolti dalla survey in agenzia, il gruppo Alpitour è tornato poi a ribadire l’importanza di affidarsi a un operatore del turismo organizzato attraverso la campagna “Tutto bene”: «un modo per spingere sulle prenotazioni in un momento in cui si sta tornando a una fase di preventivazione che prelude a possibili conferme nel giro di qualche giorno».\r\nIl trend attuale\r\n«All’immobilismo degli scorsi due mesi sta subentrando un atteggiamento più dinamico: avvicinandosi l’estate e con l’arrivo del caldo, molti clienti vogliono comunque assicurarsi la vacanza e, complici prezzi più convenienti sui voli a medio e corto raggio, si comincia a intravedere qualche piccolo segnale di ripresa, associato a un forte advance booking per la prossima stagione invernale».\r\n\r\nNon è ancora possibile stabilire se si tratti di ritardo nella prenotazione estiva o di reale contrazione della domanda: «Lo sapremo a fine estate, anche se in verità la stagione era partita nel migliore dei modi e fino a fine febbraio ci trovavamo in forte vantaggio rispetto agli anni precedenti».\r\n\r\nAlla luce di queste considerazioni, Seghi si mantiene prudente: «Sicuramente il budget per il 2026 non sarà quello previsto in origine. Al momento il calo di fatturato su base annua potrebbe aggirarsi sul 4,5% circa, con un andamento molto ondivago, differente in base alle diverse destinazioni».\r\n\r\nFra i dati positivi, la ripresa delle richieste di quotazione per i gruppi e l’interesse per Italia, Baleari ed East Africa.\r\n\r\nSoprattutto per quanto riguarda l’Italia, i prezzi sono altalenanti, con un inizio marzo in impennata e una successiva riduzione o riallineamento a valori più stabili. Perché, spiega Seghi, le tariffe sono quelle imposte dalle leggi di mercato che regolano domanda e offerta. «Qualche preoccupazione deriva semmai dalla capacità degli algoritmi che regolano il prezzo dinamico di adattarsi tempestivamente a un mercato fortemente instabile, con repentine impennate e flessioni che in anni “normali” non si registravano».\r\n\r\nAl momento comunque, non si tratta di un tema di prezzo. 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