17 March 2026

Lavorare in Australia: crescono le opportunità nel settore turistico

Sono sempre di più i nostri connazionali che decidono di spostarsi all’estero per fare carriera o per trovare un lavoro a condizioni migliori rispetto a quelle offerte dal nostro Paese. L’Australia rientra fra le destinazioni preferite dagli italiani, per via della crescita registrata dal settore turistico, ma anche per molti altri motivi. Vediamo insieme quali sono.

Perché andare a lavorare in Australia?

Le ragioni per andare a lavorare in Australia sono davvero tante, a cominciare dagli stipendi molto più generosi di quelli italiani, soprattutto per gli specialisti delle nuove professioni, come gli sviluppatori di piattaforme web o i consulenti di marketing, ma sono molto richieste anche le figure legate al settore della sanità e dell’ingegneria. Tutto ciò grazie all’eccezionale stabilità economica di questa nazione (che dal 1991 non è mai andata in recessione, neanche durante la grande crisi del 2008) e alla sua vicinanza con la Cina che acquista le sue risorse (principalmente ferro e gas). I floridi rapporti commerciali con questo Paese hanno anche incrementato il flusso turistico, che è diventato un settore particolarmente remunerativo, e verso il quale ultimamente puntano molti nostri connazionali che hanno maturato un’esperienza nel campo. D’altronde l’Australia è una meta appetibile anche per altri motivi, al di là del salario: una di queste è la vivibilità, che in città come Melbourne è davvero unica. Poi c’è un’assistenza sanitaria pubblica e gratuita, sovvenzionata da una tassa fissa del 2% sui redditi superiori ai 21.000 dollari australiani. Infine, grazie a un mercato del lavoro molto vivace e a un tasso di disoccupazione pressoché inesistente, le possibilità di trovare un impiego non mancano affatto.

La crescita del settore turistico

Secondo i dati comunicati dall’International and National Visitor Survey, nel periodo compreso tra l’autunno del 2017 e quello del 2018 In Australia sono arrivati ben 8,4 milioni di visitatori. Tra questi ci sono ben 1,3 milioni di cinesi, in aumento dell’8% rispetto all’anno precedente, e il giro di incassi ha superato i 43 miliardi di dollari, di cui 11,5 miliardi escono dalle tasche degli affezionati vicini del Sol levante. Le mete predilette sono state le coste, insieme alle zone del Bush, oltre alla città di Sydney e all’entroterra, tra le riserve naturali e il deserto. In Australia, dunque, il turismo sta crescendo in maniera esponenziale, diventando una risorsa sempre più interessante soprattutto sul piano dell’indotto occupazionale.

Visto: come richiederlo?

In Australia, però, le regole per lavorare sono piuttosto rigide e per svolgere un’attività lavorativa è necessario prima di tutto ottenere un visto adeguato. Per cogliere questa opportunità la prima cosa da fare è chiedere un visto del tipo “working holiday visa”, che permette di visitare il territorio e di fare anche piccoli lavori, al solo scopo di mantenersi durante il periodo di permanenza. Per fortuna questo può essere richiesto tramite intermediari come Auvisa, ad esempio, che permette di ottenere un visto per l’Australia direttamente online e in poco tempo. Il visto da solo, però, non è sufficiente per lavorare se non si apre anche un conto corrente in una banca australiana; inoltre è necessario richiedere il TFN, ossia il Tax File Number, sul quale il datore di lavoro verserà i contributi. Naturalmente per pensare di lavorare in questa splendida terra è indispensabile conoscere bene almeno la lingua inglese, ma per chi padroneggia anche altre lingue le opportunità non mancano di certo. Di grande aiuto è la buona conoscenza del territorio e delle sue attrattive turistiche, oltre che dei vari servizi di alloggio, ristoro e mezzi di trasporto.

i.p. 

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