3 April 2026

Federterme lancia il primo contratto di sviluppo di filiera

Sono state in questi giorni finalmente presentate, sulla piattaforma telematica del Mise, le domande per il primo contratto di sviluppo promosso da Federterme-Confindustria. L’iniziativa interessa un primo nucleo di aziende termali del Centro-Nord, suddivise tra Emilia-Romagna, Toscana, Piemonte e Veneto. Si tratta di quasi 60 milioni di investimenti per i prossimi tre anni, che riguardano interventi cantierabili nell’immediato e che interessano alcune delle principali realtà termali del Paese.

Particolarmente soddisfatto si è detto Costanzo Jannotti Pecci, presidente di Federterme, «anche perché è la prima volta che questo strumento, relativamente recente, viene utilizzato a livello di filiera e non in attuazione di una idea progettuale facente capo a una singola azienda, per quanto grande. L’idea di fondo è quella di favorire il rilancio dell’industria termale attraverso un insieme di iniziative, di cui una, per di più replicabile, è senz’altro il contratto di sviluppo. Confidiamo quindi che le Regioni interessate siano pronte ad affiancare l’iniziativa così come previsto dalla legge».

Particolarmente variegato il panorama degli interventi, che spaziano dalla creazione di nuove unità produttive all’ampliamento della capacità di una realtà già esistente, alle ristrutturazioni e alle riqualificazioni. «In termini più generali – ha concluso Jannotti Pecci – dobbiamo progressivamente porre l’industria termale italiana in condizione di aumentare il livello di efficienza, di flessibilità e di contenimento dei costi, per consentirle di competere ad armi pari con la concorrenza straniera. E anzi di proporre in misura massiccia l’offerta termale nazionale sui mercati esteri. Per questo stiamo già pensando di lavorare a breve a un nuovo contratto».

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