24 luglio 2019 10:09
«Siamo convinti della correttezza del nostro operato, che tra l’altro è in linea con i migliori standard delle compagnie che operano in Italia, e pertanto faremo ricorso nelle sedi opportune confidando che la nostra interpretazione sarà confermata in giudizio»: così easyJet risponde con una nota ufficiale alla sanzione da circa 3 milioni di euro comminata per violazioni in materia previdenziale e assicurativa che riguarderebbero 500 tra i suoi piloti e assistenti di volo. La compagnia inglese infatti, secondo il Gruppo ispettivo centrale (Gic) dell’ispettorato nazionale del lavoro, ha commesso errori nei versamenti verso i lavoratori ed è emerso «il mancato assoggettamento a contribuzione – dice una nota del Gic – di somme corrisposte erroneamente a titolo di indennità di volo ai piloti ed assistenti».
«Siamo sorpresi – prosegue la nota – dal contenuto del provvedimento ispettivo relativo al trattamento previdenziale delle cosiddette “indennità di volo”, perché contraddice una norma consolidata da oltre trent’anni, le migliori prassi del settore e le indicazioni ricevute in precedenza dalle autorità fiscali italiane.
«Impieghiamo oltre 1.400 tra piloti e assistenti di volo in Italia e prendiamo molto seriamente le nostre responsabilità in qualità di datori di lavoro: tutto il nostro personale è assunto con contratti di lavoro negoziati con le principali sigle sindacali e conformi alla normativa fiscale e previdenziale Italiana».
Le verifiche a livello nazionale sono state integrate da ispettori del lavoro in servizio presso i distaccamenti territoriali del lavoro di Varese e Bergamo, assieme anche al nucleo speciale ispettori dell’Inps e al responsabile regionale Lombardia di Inail, e hanno fatto emergere le irregolarità. Gli accertamenti sono iniziati a marzo 2019 e al momento hanno riguardato il solo periodo dal primo maggio al 31 dicembre 2014 e proseguiranno per le annualità successive: sono verifiche che hanno riguardato la posizione di circa 1.000 lavoratori con la qualifica di piloti ed assistenti di volo.
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A pesare di più è la situazione economica familiare, indicata dal 52,8% degli intervistati come motivo principale della rinuncia. Seguono le difficoltà organizzative in famiglia (25,7%) e i motivi di salute (24,5%). L'11,2% ha dovuto fare i conti con l'aumento dei prezzi, mentre il 10,4% è stato condizionato da impegni lavorativi. C'è infine un 6,6% che non rinuncia alla vacanza, ma la sposterà in un altro periodo dell'anno.
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la fine della storia
La sentenza emessa il 4 agosto dalla Corte d'Appello di Londra segna la fase finale di un processo iniziato a metà degli anni 2010 e relativo al progetto della pista nord dell'aeroporto . I giudici hanno respinto i ricorsi dell'attivista Peter Barclay e del collettivo Communities against Gatwick noise emissions che miravano a ribaltare l'autorizzazione emessa dal segretario di Ssato per i trasporti nel settembre 2025.
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Preavviso
I sindacati hanno presentato congiuntamente un preavviso di sciopero che riguarda tutto il personale di cabina (assistenti di volo) di easyJet Francia, in tutte le basi, dalle 00:01 del 7 agosto alle 23:59 del 2 settembre.
Questo preavviso fa seguito a un'allerta sociale emessa il 24 luglio, temporaneamente sospesa a causa dei gravi incendi nella regione della Gironda, al fine di evitare di penalizzare le persone colpite dagli incendi durante i loro viaggi di ritorno. Ora che la situazione è considerata stabile, i sindacati hanno scelto di riprendere il " dialogo sociale " sotto forma di preavviso di sciopero che copre l'intero periodo di punta dei viaggi per le vacanze.
Motivi
Da quasi un anno, i rappresentanti del personale di cabina denunciano un continuo deterioramento delle condizioni di lavoro presso la compagnia aerea low-cost britannica che opera sul mercato francese. In particolare, lamentano la cronica instabilità degli orari, i cambiamenti dell'ultimo minuto, i trasferimenti imposti (assegnazioni temporanee) in altre basi europee, le rotazioni ritenute particolarmente gravose e la mancanza di misure di tutela in merito alla fatica e alla vita privata. Tuttavia, la direzione non avrebbe fornito alcuna risposta " concreta e vincolante " , nonostante ripetuti avvertimenti e incontri di negoziazione che non hanno portato a progressi significativi.
Date previste
il preavviso di sciopero è volutamente " a tempo indeterminato " per coprire l'intero periodo, ma i sindacati non hanno specificato date precise nel preavviso stesso. I giorni chiave di sciopero saranno annunciati con 48 ore di anticipo, in conformità con la legge francese che impone al personale di volo essenziale di notificare la propria intenzione di partecipare allo sciopero.
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Al centro della contestazione c’è l’inquadramento contrattuale: i piloti sarebbero stati assunti tramite agenzie interinali del settore aeronautico come lavoratori autonomi e non come dipendenti. Secondo i ricorrenti, questa scelta li avrebbe esclusi illegittimamente da diritti riconosciuti ai colleghi assunti direttamente, tra cui la paga per le vacanze.
Richard Phillips
L’azione è stata promossa da Richard Phillips, che ha lavorato per Ryanair per quattro anni fino al 2012, ed è sostenuta da altri 261 piloti. Oltre alla compagnia, sono state citate in giudizio anche le agenzie Storm Global e Brookfield Aviation International, nonché la società di consulenza fiscale dublinese Scanlon Associates.
La class action punta a fare leva su una sentenza della Corte d’appello dello scorso anno, che ha stabilito come un pilota della compagnia, ingaggiato tramite agenzia e basato all’aeroporto londinese di Stansted, dovesse essere considerato a tutti gli effetti un lavoratore dipendente, nonostante non fosse stato assunto direttamente.
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[post_content] => Il turismo continua a crescere ad Assisi, che pinge tutto il territorio e l'Umbria intera con numeri sempre più importanti: nel comprensorio oltre 850 mila presenze nel primo semestre del 2026 (circa 339mila nei primi tre mesi e 517mila nei secondi tre), circa il 9% in più rispetto allo stesso periodo del 2025.
I dati - forniti da Turismatica, servizio della Regione Umbria per le statistiche sul turismo - evidenziano come l'ostensione, lo scorso febbraio, delle spoglie di san Francesco abbia dato un forte input al flusso di visitatori nel periodo invernale. Un trend che poi è continuato ad aumentare in primavera, grazie anche a un'offerta sempre più ampia e qualificata e a una campagna di promozione nazionale che ha posizionato Assisi non solo come riferimento imprescindibile per vivere il grande centenario francescano, ma anche come meta turistica ideale fra arte, cultura, natura ed eventi.
A trainare il flusso sono principalmente i turisti italiani, mentre sono in calo rispetto al 2025 quelli stranieri. Una diminuzione legata al difficile contesto internazionale, che ha fatto mancare soprattutto i visitatori extra europei.
"I dati sono molto positivi - osserva Valter Stoppini, sindaco di Assisi - nonostante il calo degli stranieri e la generale crisi economica e sociale che interessa il nostro Paese, dove il carburante è sempre più caro e il costo della vita sempre più pesante. Attrattività, offerta turistica di qualità e capacità di accoglienza battono le difficoltà. Assisi spinge il turismo umbro ed è una delle mete di vacanza più amate d'Italia. La tendenza di questi giorni ci lascia intuire che nei prossimi mesi presenze turistiche e visitatori continueranno ad aumentare".
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Uno sciopero nel bel mezzo del lungo weekend
Il preavviso di sciopero di 72 ore presentato dal sindacato Cupe Local 8125, che rappresenta circa 4.400 assistenti di volo di WestJet, è scaduto domenica alle 2:01 del mattino, ora della costa orientale, nel bel mezzo di un lungo fine settimana nella maggior parte delle province canadesi. Già da venerdì, la compagnia aerea con sede a Calgary aveva iniziato a mettere a terra gli aerei e a ridurre il programma dei voli in previsione dello sciopero, continuando al contempo le trattative con il sindacato.
Secondo WestJet , circa 600 voli erano già stati cancellati entro domenica mattina, su una rete di oltre 130 destinazioni in Canada, negli Stati Uniti e a livello internazionale. Il Ministro federale del Lavoro, Patti Hajdu, ha definito la situazione uno "sviluppo deludente" riguardo a X, esortando entrambe le parti a "continuare a lavorare per raggiungere un accordo" , senza tuttavia annunciare alcun intervento da parte di Ottawa in questo momento, a differenza di quanto accaduto durante una controversia con Air Canada nel 2025.
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