27 June 2026

Un anno di Centinaio: «Avremmo potuto fare di più, ma ora siamo pronti»

«Avremmo potuto fare di più in questo anno, ma c’è tanta carne sul fuoco. Se ci vogliono 6 mesi solo per nominare il presidente dell’Enit, non è difficile immaginare quanto sia stato complicato far ripartire la macchina».
Gian Marco Centinaio ripercorre il suo primo anno da ministro delle Politiche agricole, forestali e del turismo e, in una conferenza stampa organizzata questa mattina a Roma, racconta alla stampa non solo gli obiettivi raggiunti, ma anche le sconfitte, le difficoltà e le valutazioni ancora in corso, come il possibile aumento del canone per i balneari.
«Abbiamo fatto dell’ascolto e della decisione la nostra azione di governo, lavorando bene su diversi fronti, come  nel caso del percorso per la proroga Bolkestein, chiedendo un periodo di estensione temporale di 15 anni per le attuali concessioni». Contemporaneamente, però, Centinaio sta valutando con il suo team l’opportunità di alzare i canoni di affitto «che sono onestamente fuori mercato», commenta.

La firma del decreto enoturismo è una delle vittorie del suo ministero, «indispensabile per promuovere il rapporto tra territorio, prodotti agroalimentari e turismo – spiega Centinaio – e che permette la costruzione di percorsi esperienziali e turistici». Il ministro si permette, quindi, una piccola digressione, ricordando che quando lavorava per un tour operator è stato «costretto a mandare i cittadini italiani in destinazioni come California, Sudafrica, Australia a Francia per viaggi enoturistici». Un compito che definisce «inaccettabile», aggiungendo che è al lavoro per far diventare «l’Italia una super potenza mondiale nel settore del vino e del turismo legato al vino».

Dopo il racconto di una vittoria, arriva il momento di ammettere «una grande sconfitta»: il tax credit escluso dalla legge di bilancio. «Forse non sono stato bravo a comunicare l’importanza di questa iniziativa ai miei colleghi – riflette -, forse sono stato troppo timido, ci riproverò. L’obiettivo finale è quello di lavorare con le associazioni di categoria e con il Governo per permettere ai nostri operatori di ristrutturare, anche per poter intercettare un turista altospendente». Ottenere l’attenzione di turisti di ‘fascia alta’ è considerata una delle mission delle politiche turistiche attivate. «Al momento questi viaggiatori sfiorano l’Italia, che invece deve diventare una destinazione top per questa tipologia di turismo».

Centinaio conclude la conferenza stampa con un’ultima veloce panoramica sulle iniziative ancora in sospeso e sugli appuntamenti dei prossimi mesi. «La priorità è la lotta all’abusivismo con il codice identificativo – inizia -, per dare al mondo della ricettività risposte nel più breve tempo possibile. Poi lavoreremo sulle guide turistiche, apriremo un tavolo di confronto a settembre per delineare le strategie dei prossimi mesi e anni, parleremo di turismo accessibile, cammini, del rilancio del Comitato permanente sul turismo, dell’accordo con la Cina per il 2020-anno del turismo Italia-Cina, di un protocollo d’intesa con la Russia, di investimenti sul turismo di ritorno e, finalmente, capiremo come migliorare la promozione del nostro paese all’estero, dato che Enit ha finalmente un nuovo consiglio di amministrazione».

È a questo punto che il ministro inizia a mordersi le labbra, malcelando il desiderio di lanciare qualche frecciatina.  «Meglio chiudere qui – chiosa dopo un attimo di riflessione -. Mi dispiace, credo che in questo primo anno si potesse fare di più, ma non avevo né i mezzi né gli strumenti. Il passaggio dal MIBACT ha richiesto mesi, ma siamo riusciti a ricostruire un dipartimento.  L’obiettivo, ora, è lavorare il più velocemente possibile. Ci aspetta un 2019 di sfide, ma non ci spaventano».

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