Renzi, Fiavet: «Io mi ricandido»
30 maggio 2011 08:55
Il presidente di Fiavet nazionale Cinzia Renzi ha comunicato l’intenzione di ricandidarsi per le prossime elezioni, che si svolgeranno nel febbraio del 2012. «E’ necessario avere più tempo per completare quello che abbiamo fatto. Io metto in campo la mia disponibilità, sperando che anche gli altri siano collaborativi».
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Un hotel antico, ma con forme di accoglienza molto moderna. Uno degli Swiss Historic Hotels, eppure dotato di un sistema di riscaldamento sostenibile e parte del programma Swisstainable promosso da Svizzera Turismo. Una struttura dotata di 68 camere modulabili per formare appartamenti con cucina e bagno su richiesta, con un’attenzione per tutte le esigenze alimentari. Un hotel che accoglie fino a 6000 ospiti nei mesi più affollati e oggi si riempie anche a gennaio grazie al World Economic Forum della vicina Davos. «La storia del Kurhaus Hotel Bergün inizia nel 1903, con la costruzione della Ferrovia Retica. - racconta Christof Steiner, managing director dell’hotel -. Il paese di Bergün, a 1400 metri di altitudine, era un importante punto di passaggio per le carrozze che attraversavano il passo dell’Albula trasportando beni e persone. Ma quando venne costruita la ferrovia tutti i trasporti a cavallo si fermarono, perché il treno era più conveniente e rapido. Un gruppo di imprenditori locali capì, però, l’importanza del passaggio di una rete ferroviaria internazionale: bisognava dare a chi arrivava a Bergün un motivo per fermarsi».
Anno 1906
«Venne allora costruito il Kurhaus Hotel: era il 1906. Inizialmente venne aperto come Grand Hotel di lusso destinato all’alta borghesia. C’erano la luce elettrica e l’acqua calda corrente, un sistema di riscaldamento centralizzato e anche qualche camera oscura per sviluppare le fotografie. Ma le cose non andarono bene: il treno era troppo conveniente, poi esplose la Prima Guerra Mondiale, seguita dalla Depressone degli anni Venti e dalla Seconda Guerra Mondiale. Bergün non riuscì mai a decollare. Nel 1949 un incendio devastò parte dell’hotel e fu la sua fine. Allora la comunità di Bergün acquistò l’edificio, lo rimise in ordine e lo vendette a una compagnia specializzata in family-holiday. L’hotel venne suddiviso in appartamenti di diverse dimensioni. C’erano addirittura 200 letti e, per aggiungerne altri, venne eliminato anche il ristorante; il progetto ha funzionato per 50 anni, fino al 2002».
«A causa della mancanza di fondi, non è mi stata fatta manutenzione, quindi l’edificio si è ben preservato - continua Steiner –. Risale al 2002 la trasformazione successiva: i proprietari non erano più in grado di mantenere l’hotel e lo vendettero agli ospiti che lo frequentavano con le loro famiglie. Questi formarono una s.p.a. e vendettero le azioni. Ancora oggi il Kurhaus Hotel è una s.p.a. condivisa da 900 azionisti che prendono insieme ogni decisione. L’obiettivo comune è quello di preservare una forma di accoglienza fondata su tre pilastri: l’Hotel, i Family Apartments e la Location dove organizzare per eventi di ogni tipo. Le nostre 68 camere, che possiamo trasformare in appartamenti da 3,4 spazi, sono le stesse di 120 anni fa: semplici ma autentiche. Abbiamo poi 30 cucine che si possono aggiungere alle camere. Durante le vacanze scolastiche lavoriamo soprattutto con ospiti che usano l’hotel come family-apartments: possono accedere al nostro ristorante o servirsi della cucina (nelle vicinanze c’è un supermercato); è come avere un appartamento, ma all’interno di un hotel di cui si possono usare i servizi. Abbiamo per l’86% ospiti svizzeri, per il resto olandesi, italiani e britannici; per la maggior parte sono ospiti europei - conclude Steiner -. Durante l’anno chiudiamo solo ad aprile - perché il tempo non è bello - e due settimane a novembre».
(Chiara Ambrosioni)
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Lastminute ha avviato un piano di riduzione del personale per licenziare 163 dipendenti presso la sua sede di Madrid, una cifra che rappresenta il 34% del personale dell'azienda in Spagna. L'azienda giustifica questa misura con motivazioni organizzative e tecniche legate all'implementazione dell'Intelligenza Artificiale nei suoi processi.
Secondo fonti sindacali l'annuncio del licenziamento collettivo è già stato inviato ai rappresentanti dei lavoratori. A partire da questo momento, l'azienda e i sindacati hanno sette giorni di tempo per formare il comitato che negozierà i termini.
Oltre all'automazione delle attività tramite l'intelligenza artificiale, i rappresentanti dei lavoratori ipotizzano un possibile trasferimento di parte del carico di lavoro in Albania, dove il costo del lavoro è inferiore.
Piano globale
La ristrutturazione a Madrid rientra in un piano di trasformazione globale annunciato dalla società madre di Lastminute.com. L'azienda prevede di tagliare circa il 25% della sua forza lavoro a livello mondiale per accelerare la trasformazione in un'azienda di viaggi basata sull'intelligenza artificiale.
L'azienda stima che questo processo comporterà un risparmio annuo di 16 milioni di euro a partire dal 2027, una volta completata la riorganizzazione. Nella stessa dichiarazione, l'amministratore delegato Alessandro Petazzi ha difeso la decisione, affermando che "è difficile, ma crediamo sia necessaria", assicurando inoltre che l'azienda offrirà supporto ai dipendenti interessati durante la transizione.
Petazzi ha inoltre voluto trasmettere un messaggio di stabilità a clienti e partner in un contesto caratterizzato dall'incertezza nel settore turistico. "Garantire il supporto ai nostri clienti rimane la nostra massima priorità", ha concluso.
(Quindi per Petazzi sono più importanti i clienti che i lavoratori. E io mi chiedo ancora: come siamo riusciti ad arrivare a tutto questo? (ndr))
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Resistenza, flessibilità e una straordinaria capacità di riorientare l’offerta in chiave strategica. È questo il ritratto della filiera del turismo organizzato italiano che emerge dal monitoraggio d'inizio estate condotto dall'Osservatorio Fiavet Confcommercio tra le agenzie di viaggio associate (di cui il 52% specializzato in outgoing puro, il 26% con modello misto leisure/business travel e l'11% focalizzato sull'incoming). Nonostante la complessa congiuntura internazionale nell'area del Golfo, che sta temporaneamente rallentando i corridoi storici verso il lungo raggio, il comparto dimostra una stabilità complessiva, trainato dal forte appeal delle mete di prossimità, dal consolidamento del comparto crocieristico e da una solida collaborazione tra tutti gli attori della filiera.
L'estate premia la formula del "sotto data"
L'analisi dei dati di scenario evidenzia una fisiologica fase di assestamento rispetto ai record storici della scorsa stagione. Siamo di uno scenario di profonda incertezza, dominato da un calo generalizzato delle vendite. Il 59% dei rispondenti registra un forte calo delle prenotazioni (superiore al 15%), a cui si aggiunge un 22% che evidenzia una flessione leggera (tra il 5% e il 15%). Non è marginale il segmento di coloro che dichiarano volumi stabili (15%) mentre il 4% intravede fortunatamente una crescita. Tuttavia questa contrazione riflette, più che una rinuncia alla vacanza, una profonda trasformazione nelle abitudini d'acquisto dei consumatori.
Il 67% delle agenzie di viaggio rileva infatti un forte spostamento delle prenotazioni verso la formula del "sotto data" e del last minute. I clienti non rinunciano a partire, ma scelgono di pianificare a ridosso della data di sbarco, affidandosi alla consulenza e alla protezione delle agenzie di viaggio per cogliere opportunità che spesso ritengono migliori, ma possono non esserlo per flessibilità e altre caratteristiche.
Mare Italia ed Europa sono le mete regine
Le criticità nei cieli del Medio Oriente, pur condizionando i preventivi per l'Estremo Oriente (dove il 56% delle agenzie registra cambi di destinazione forzati verso altri continenti e il 22% una richiesta tassativa di voli diretti), hanno attivato una tempestiva capacità di risposta da parte degli agenti di viaggio, bravi a riorientare i budget della clientela verso mete alternative. Resta tuttavia il caro biglietti nelle rotte dirette verso Oriente: il 70% delle agenzie stima per il futuro aumenti compresi tra il 15 e il 30%.
Il Mare Italia e le isole maggiori (Sardegna e Sicilia) si confermano in assoluto la meta rifugio preferita, indicata dal 63% delle agenzie. Registrano performance eccellenti anche i Paesi del Mediterraneo Occidentale (Spagna, soprattutto Baleari, Canarie e Portogallo), segnalati dal 41% dei rispondenti, a pari merito con le Capitali europee e i Paesi del Nord Europa (41%). Ottimi riscontri anche per la Grecia e le sue isole, che attraggono il 26% delle preferenze, e per il Nord America (15%).
Anche nel segmento strategico dei viaggi di nozze, la professionalità delle agenzie ha permesso al 45% delle coppie di mantenere le destinazioni finali desiderate, semplicemente ottimizzando i piani di volo e gli scali aeroportuali. Va tuttavia detto che il 30% delle prenotazioni sono state modificate a favore di destinazioni diverse come il Nord America, il Messico, la Polinesia.
In questo quadro di rimodulazione dell'offerta, il prodotto crociera si conferma un pilastro solido, sicuro e in linea con le aspettative: ben il 59% delle agenzie riscontri vendite stabili rispetto agli ottimi livelli degli anni precedenti e l'11% segnala addirittura un forte incremento, segno che la vacanza a bordo viene vissuta come un'ottima alternativa. Gli itinerari più richiesti si concentrano sul Mediterraneo Occidentale (Italia, Spagna, Francia) e sulle rotte del Nord Europa e fiordi.
Trasparenza tariffaria
Sebbene l'adeguamento dei costi del carburante e delle tariffe aeree sia una dinamica globale che tocca i nuovi preventivi, le agenzie di viaggio stanno svolgendo un ruolo fondamentale di tutela. Il 67% degli operatori sottolinea con forza come i rincari si avvertano esclusivamente sulle nuove quotazioni, mantenendo completamente protetti e invariati i pacchetti turistici già confermati nei mesi passati, la cui situazione tariffaria è rimasta stabile o è stata assorbita dai partner commerciali nel 22% dei casi.
Inoltre, l'indagine rivela che i viaggiatori mantengono una ferma determinazione a godersi le vacanze: il 33% mostra un'accettazione passiva dei rincari globali pur di non perdere la vacanza, mentre il 19% ottimizza la spesa rimodulando il budget direttamente in agenzia (riducendo leggermente la durata del soggiorno o selezionando servizi a terra alternativi), senza mai rinunciare all'esperienza del viaggio.
Alleanza di sistema:
“La situazione migliora di giorno in giorno, tuttavia ci auguriamo una soluzione tempestiva ai conflitti in atto – dichiara Gian Mario Pileri, presidente Fiavet Confcommercio – bisogna infatti pensare che non tutte le agenzie vendono gli stessi prodotti, e non si possono cambiare mercati da un giorno all’altro: immaginate coloro che lavorano con gli Emirati Arabi, non versano sicuramente nella situazione di chi ha nella sua offerta principalmente il Mare Italia, quindi le percentuali sono realistiche ma questa situazione non è uguale per tutti”.
“Fortunatamente il ministro del turismo ha risposto immediatamente con una campagna di comunicazione per trasmettere un messaggio di serenità, arginando così la deriva di allarme, infondata, che si era creata - continua il presidente di Fiavet Confcommercio – e nella filiera del turismo abbiamo iniziato a far fronte comune, in alcuni casi, con vettori aerei e navali, alla ricerca di una flessibilità, ormai indispensabile. Abbiamo apprezzato anche, a livello di comparto, gli investimenti dei grandi player in nuove formule di promozione rassicurante che rappresentano la migliore garanzia per il mercato e la dimostrazione che il sistema turistico italiano sa muoversi unito di fronte alle grandi sfide globali”.
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[post_content] => I politici hanno l'abitudine di cambiare il nome della cosa, affinché la cosa si cambi. Naturalmente non va così, ogni cosa è quella che è, anche se le cambi il nome.
Questa premessa vale anche per il ministro Mazzi che continua a fare battaglie fonetiche per sostenere che il turismo è un'industria. No il turismo è un complesso sistema di servizi, e lo è ovunque. Non solo in Italia. E come se non bastasse ieri ha annunciato che il 27 settembre ci sarà un'iniziativa «dove tutti avranno a disposizione 3 minuti per dire perché il turismo è un’industria. E questa diventerà la mia bibbia».
Due valutazioni su questa frase. La Bibbia. Ma il ministro sa cosa è la Bibbia? Perché tirare in ballo la Bibbia quando abbiamo problemi seri che non riusciamo a risolvere.
3 minuti
Secondo. La frase: tutti avranno a disposizione 3 minuti per dire che il turismo è un'industria. 3 minuti? E chi è questo "diointerra" che riesce in 3 minuti a dire che un sistema non industriale, in effetti lo è? Demostene o Cicerone? Chi ha questa arte retorica? Mah!
Poi c'è l'altro aspetto: il relatore salirà sul palco non per dire quello che vuole, non presentare la difficoltà in cui vive il nostro turismo. No, deve dire che è un'industria. Mi piace questa libertà concessa ai relatori.
Poi. Ieri sempre durante l'Assemblea di Federturismo Confindustria, ha preso la parola il neo presidente, Massimo Caputi che si è messo in evidenza per alcune espressioni gentili e per una prospettiva allarmante. Ma andiamo per ordine.
La sensibilità di Caputi
Sentiamolo. «Noi siamo malati di nanismo». Ma vi sembra una modo adeguato di esporre un concetto? Nanismo? La frase ci sembra leggermente forte per le migliaia di persone che soffrono di quella patologia. Ma come si fa?
E inoltre: «l'80% degli alberghi è di proprietà di singoli soggetti. Non reggiamo la concorrenza internazionale». Allora delle due una: o il turismo italiano non è concorrenziale con quello estero e quindi va male, oppure (come sostiene il ministero e la Banca d'Italia ecc) va bene e allora vuol dire che questa forma capillare di alberghi di proprietà famigliare, funziona.
Mettetevi d'accordo.
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[post_content] => Mister Holiday, parte di Mrh Group e brand del network Volonline Group, ha inaugurato ufficialmente la sua nuova sede operativa. Per il network di 120 agenzie si tratta di una tappa fondamentale, un traguardo che unisce il dinamismo manageriale contemporaneo a profonde radici territoriali.
È proprio a Desenzano, sulle rive del lago di Garda, che 25 anni fa tutto ebbe inizio con l’apertura della prima agenzia di viaggi. L’evento ha rappresentato un’importante occasione di condivisione con la stampa, i partner commerciali e i fornitori strategici che hanno contribuito a consolidare il posizionamento del gruppo sul mercato nazionale.
Il ritorno alla vetrina su strada
Il trasferimento dalla storica sede di Castiglione delle Stiviere, diventata ormai “stretta” negli ultimi anni, risponde a una duplice esigenza, strategica ed emotiva. Come sottolineato dai vertici del network, la nuova sede di Desenzano non è solo il quartier generale direzionale ma il ritorno a una vera e propria agenzia di viaggi aperta al pubblico. È un ritorno alla vetrina su strada interpretato come il completamento naturale della filiera turistica, un hub fisico dove il fattore umano rimane centrale ma che funge anche da palestra formativa permanente per i nuovi agenti di viaggi e i consulenti Pta (Personal Travel Agent) attraverso percorsi di inserimento e stage mirati.
Centralità dell’agente
Mrh Group ribadisce la propria formula basata su un approccio familiare, sulla presenza costante del management a supporto delle agenzie affiliate e su condizioni economiche sostenibili come l’assenza di barriere di affiliazione penalizzanti. L’evoluzione aziendale ha visto una prima cessione di quote a Volonline nel 2016, culminata nel 2024 con il passaggio totale della proprietà al gruppo guidato da Luigi Deli. Nonostante il cambio societario, la continuità operativa è garantita dalla permanenza del management storico nei ruoli di vertice, fondamentale per mantenere intatta la fiducia della rete agenziale.
A questo proposito, Laura Sandrini, amministratore delegato e presidente di Mrh Group, ha ribadito con forza l’identità e la filosofia del network: «Noi abbiamo sempre impostato questa azienda in modo molto familiare, siamo una famiglia. Io ho iniziato come agente di viaggio, capisco le loro esigenze e noi ci siamo sempre. I nostri affiliati non sono un numero. Il mio obiettivo principale è e sarà sempre quello di tutelare le nostre agenzie e le nostre filiali, mettendole al centro della nostra attività».
Con l'arrivo di Mister Holiday a Desenzano, Mrh porta sul territorio la filosofia basata sul concetto di "human touch": in un mondo sempre più proiettato verso il digitale e l'acquisto online, torna al centro dell'attenzione il valore del contatto umano.
(Anna Morrone)
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Michele Serra, amministratore delegato di Mistral Tour e presidente di Quality Group, approfitta del suo viaggio in Perù per proporre sul suo profilo Linkedin un'analisi sul ruolo dei professionisti del turismo organizzato e sulla sua evoluzione.
La riportiamo qui di seguito perchè presenta importanti spunti di riflessione.
«Questa volta - scrive Serra - è un viaggio un po’ diverso, motivato dalla necessità del riassetto della nostra presenza in Perù. Le giornate saranno dedicate principalmente agli incontri e ai dialoghi - anche se mi sono ritagliato un po’ di tempo per andare in esplorazione nella foresta amazzonica, nel lontano nord del Paese.
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Il "cuore del mestiere"
«Il cuore di questo mestiere - prosegue Serra - è sempre stato l’organizzazione: immaginare, fare, costruire, connettere, migliorare, aggiustare, disfare, rifare da capo… coinvolgendo in questo instancabile processo tutte le persone che incontravo e le novità tecnologiche che via via si affacciano all’orizzonte. Un impegno continuo a dare ordine a un sistema che si ingrandiva progressivamente e la ricerca incessante di una perfezione irraggiungibile ma sempre ambita, che più si avvicina all’orizzonte e più si allontana, come una barriera elastica. L’aspetto più delicato di questa costruzione è quello di creare e mantenere, in efficiente armonia, una complessa rete di persone e organizzazioni, in sede, in Italia e all’estero, che si rapportino fra loro con un linguaggio e dei valori comuni. Uno sforzo notevole, che richiede una visione chiara, continui aggiustamenti e qualche rammendo qua e là: le persone cambiano, crescono, invecchiano e alla fine se ne vanno: è inevitabile. A noi tocca, fino a che è il nostro tempo, far sì che l’impresa vada avanti restando se stessa pur cambiando continuamente persone, partner e alleanze: ars longa, vita brevis. Credo che il senso e il fascino profondo di questa avventura sia capire che si sta servendo qualcosa che è più grande di noi, destinato a sopravviverci; qualcosa, però, che continuerà sempre a custodire il segno di chi ha condiviso il nostro cammino e ha contribuito a costruirlo».
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[post_content] => C'è una nuova rotta per Caracas nel futuro di Ita Airways, che porta avanti l'ampliamento del network internazionale, con un particolare focus sul Sud America. La conferma arriva dall'ad e direttore generale del vettore, Joerg Eberhart, a Rio de Janeiro per l'assemblea annuale generale della Iata.
«Stiamo concretizzando un piano per Caracas - ha dichiarato Eberhart - la settimana scorsa ho visto l’ambasciatore venezuelano a Roma, sta avendo colloqui con tutti gli stakeholder per l’apertura di questa nuova tratta, ma io sono abbastanza fiducioso sul fatto che questo sia realizzabile per ottobre-novembre».
I piani di espansione, ha aggiunto l'ad, sono legati all’arrivo di nuovi aeromobili, in particolare gli Airbus A350. «L’espansione dipende dalle capacità che abbiamo in più. Nel 2028 abbiamo individuato due macchine di lungo raggio, gli A350. Se si realizza questo piano con queste due nuove macchine, possiamo pensare a una maggiore crescita in Sud America: abbiamo dei piani per Lima e Santiago del Cile. Stiamo parallelamente guardando il Giappone e al rafforzamento sulle tratte attuali verso Rio e Buenos Aires. E poi ci sono sempre Stati Uniti».
Obiettivo pareggio operativo nel 2026
Nel frattempo, Eberhart traccia l'andamento dei prossimi mesi, che mira ad un pareggio operativo per fine anno: a sostenere i conti, si legge da Il Corriere.it, oltre all’acquisto anticipato dell’80% della quantità del carburante necessario per il 2026, c’è anche l’incremento delle tariffe, in media del 5-10%, spiega il manager. Questo aumento «dovrebbe bastare quest’anno a compensare l’effetto del costo del jet fuel. Per questo sono ancora molto positivo che anche quest’anno possiamo raggiungere il budget nonostante questa situazione» con l'obiettivo di «andare vicini al pareggio operativo».
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Dal cibo al turismo e dal turismo al cibo. È attorno a questo filo conduttore che Fiavet Piemonte ha costruito un nuovo modello di incontro tra operatori turistici e produttori locali, favorendo una relazione diretta tra chi promuove i territori e chi ne custodisce identità, tradizioni ed eccellenze.
In controtendenza rispetto a un turismo sempre più digitalizzato, l'associazione ha scelto di riportare al centro il contatto umano e la conoscenza reciproca, organizzando a Torino, a Palazzo Barolo, un appuntamento dedicato al neonato Distretto del Cibo e del Vino del Mombarone, Serra Morenica e Naviglio d'Ivrea.
Un corridoio naturale che dal confine con la Val d'Aosta scende a lambire l'hinterland torinese, ricco di storia, arte e attrattive in gran parte da scoprire. L'iniziativa riprende il percorso avviato durante il Covid per valorizzare le aree meno conosciute del Piemonte, riproponendolo oggi in una formula rinnovata.
«Per certi aspetti la situazione del turismo oggi è simile a quella del periodo post-Covid», osserva Laura Audi, presidente di Fiavet Piemonte. «Per questo il turismo di prossimità è un segmento che ci interessa particolarmente. In un momento geopolitico delicato e soggetto a continui cambiamenti, anche chi è tradizionalmente orientato all'outgoing deve saper cogliere le opportunità offerte dai territori vicini».
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Protagonisti dell'incontro, organizzato in collaborazione con Verticalife, tour operator specializzato nel turismo outdoor, sono stati i vertici del Distretto, a cominciare dal presidente Franco Cominetto e seguiti da imprenditori e aziende delle filiere agroalimentari che valorizzano le eccellenze del Canavese. Dietro ogni prodotto sono emerse storie familiari, tradizioni tramandate da generazioni, ma anche nuove intuizioni imprenditoriali che contribuiscono a costruire un'offerta turistica originale e distintiva. Un'occasione anche per comprendere meglio le esigenze del turismo organizzato e sviluppare nuove forme di collaborazione tra gli attori del territorio.
Concepito come il numero zero di un format destinato a svilupparsi in altre tappe, l'evento si è concluso con la firma del protocollo d'intesa e del disciplinare del progetto Cresco, che punta a trasformare il potenziale ancora inespresso del territorio in opportunità di crescita economica attraverso l'integrazione tra agricoltura, turismo ed enogastronomia.
Federica De Luca
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Veronica Milo è la nuova general manager di Vivosa Apulia Resort. La nomina consolida un cammino iniziato nel 2019 all’interno del resort e conferma la volontà della proprietà di rafforzarne il posizionamento come realtà di riferimento nell’ospitalità contemporanea.
Milo porta al Vivosa Apulia Resort una traiettoria professionale maturata tra comunicazione internazionale, branding e hospitality di alta gamma. Fra le esperienze più recenti, in Borgo Egnazia, come marketing manager del gruppo San Domenico Hotels, contribuisce allo sviluppo del brand in chiave internazionale e al rafforzamento dell’attrattività del territorio nel circuito del turismo di alta gamma. Successivamente collabora con l’Organizzazione delle Nazioni Unite, presso la base logistica di Brindisi, occupandosi di comunicazione e relazioni esterne in un contesto internazionale radicato nel territorio pugliese.
Dal 2019 entra nel Vivosa Apulia Resort, dove guida inizialmente l’area sales & marketing e assume poi responsabilità crescenti nella direzione della struttura. Il nuovo incarico si inserisce in un percorso di fiducia già consolidato con la proprietà, che vede Milo impegnata anche nella direzione della Masseria Le Fontanelle, eccellenza dell’ospitalità pugliese che completa e arricchisce, con una propria identità, la visione espressa da Vivosa.
All’interno del resort si occupa anche di welfare, relazione tra i reparti, customer care, supply chain e sostenibilità, contribuendo alla costruzione di un modello gestionale in cui visione commerciale, qualità del servizio e attenzione alle persone procedono insieme.
Consolidamento
La nomina si inserisce in una fase di consolidamento per Vivosa Apulia Resort e in una visione d’impresa che mette al centro sostenibilità, sviluppo delle competenze interne, cura dei collaboratori e ricadute positive sul territorio.
«Con la nomina di Veronica Milo vogliamo dare continuità a un modello di impresa che mette le persone al centro: ospiti, collaboratori, comunità locale e territorio. Per Vivosa Apulia Resort l’ospitalità non è soltanto gestione di servizi, ma una forma di umanesimo aziendale, in cui risultati, benessere, sostenibilità e valore condiviso devono procedere insieme. La nuova general manager interpreta pienamente questa visione, unendo competenze internazionali, capacità manageriale e una profonda conoscenza della nostra identità», dichiara Damiano Reale, amministratore delegato di Vivosa Apulia Resort.
«Il mio percorso mi ha portata in contesti molto diversi, ma è qui, in Puglia, che ho trovato la possibilità di unire competenze internazionali, radici e una visione dell’ospitalità profondamente legata alle persone. Vivosa Apulia Resort è una realtà con un’identità forte, costruita nel tempo attraverso il lavoro di molti: assumere questo incarico significa per me dare continuità a un progetto che conosco da vicino e che tiene insieme qualità dell’accoglienza, attenzione al team, rapporto con il territorio e cura dell’esperienza degli ospiti. È una responsabilità che accolgo con entusiasmo e spirito di squadra» aggiunge Veronica Milo.
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Un'occasione anche per comprendere meglio le esigenze del turismo organizzato e sviluppare nuove forme di collaborazione tra gli attori del territorio.\r\nConcepito come il numero zero di un format destinato a svilupparsi in altre tappe, l'evento si è concluso con la firma del protocollo d'intesa e del disciplinare del progetto Cresco, che punta a trasformare il potenziale ancora inespresso del territorio in opportunità di crescita economica attraverso l'integrazione tra agricoltura, turismo ed enogastronomia.\r\n\r\nFederica De Luca","post_title":"Fiavet Piemonte: ripensare il turismo iniziando dalla prossimità","post_date":"2026-06-09T11:03:46+00:00","category":["enti_istituzioni_e_territorio"],"category_name":["Enti, istituzioni e territorio"],"post_tag":[]},"sort":[1781003026000]},{"_index":"travelquotidiano","_type":"post","_id":"516010","_score":null,"_source":{"blog_id":1,"post_content":"[caption id=\"attachment_516011\" align=\"alignleft\" width=\"300\"] Veronica Milo[/caption]\r\nVeronica Milo è la nuova general manager di Vivosa Apulia Resort. 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Il nuovo incarico si inserisce in un percorso di fiducia già consolidato con la proprietà, che vede Milo impegnata anche nella direzione della Masseria Le Fontanelle, eccellenza dell’ospitalità pugliese che completa e arricchisce, con una propria identità, la visione espressa da Vivosa.\r\nAll’interno del resort si occupa anche di welfare, relazione tra i reparti, customer care, supply chain e sostenibilità, contribuendo alla costruzione di un modello gestionale in cui visione commerciale, qualità del servizio e attenzione alle persone procedono insieme.\r\n\r\nConsolidamento\r\nLa nomina si inserisce in una fase di consolidamento per Vivosa Apulia Resort e in una visione d’impresa che mette al centro sostenibilità, sviluppo delle competenze interne, cura dei collaboratori e ricadute positive sul territorio.\r\n«Con la nomina di Veronica Milo vogliamo dare continuità a un modello di impresa che mette le persone al centro: ospiti, collaboratori, comunità locale e territorio. 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Fiavet Piemonte: ripensare il turismo iniziando dalla prossimità

