25 August 2026

Arkus: «Al penale con I viaggi di Atlantide e chiediamo riscontri a Enac e Neos»

arkus i iviaggi di atlantide neos«Abbiamo subito un tentativo di frode e chiederemo conto a I Viaggi di Atlantide in sede penale. Esigeremo riscontri urgenti anche da Neos e da Alpi».  Salvatore Tuttolomondo, chief financial officer di Arkus Network, è agguerrito e, in occasione della conferenza stampa indetta per fornire la propria versione sulle ultime vicende legate alla bagarre Arkus-I Viaggi di Atlantide, promette di dare battaglia a chi non abbia rispettato la buona fede contrattuale – ossia, nella sua esposizione, i Viaggi di Atlantide – ma anche a chi provasse a ledere la reputazione della holding sul mercato.

Il riferimento, tutt’altro che sotteso, in questo secondo caso, è a Neos e al Gruppo Alpitour, colpevoli, secondo Tuttolomondo, di aver provocato la diramazione del comunicato stampa di Enac circa la sospensione da parte del vettore dei servizi charter per il t.o Partours (la società che gestisce Best Tours, Metamondo e Viaggi di Atlantide per conto di Arkus Network) e di averlo fatto in un momento molto particolare: «È quantomeno sospetto, come tempistica – spiega Tuttolomondo – che il c.s. sia stato diramato all’alba di un’altra operazione importante per noi, quella dell’acquisizione del Palermo Calcio: rischiavamo di perdere un’operazione di circa 50 mln di euro».

Una contingenza ambigua, secondo Tuttolomondo, oltre che basata su una richiesta infondata. «Non abbiamo nessuna responsabilità oggettiva nella vicenda segnalata da Neos, non avendo mai rilasciato qualsivoglia titolo di viaggio. Non ci sono impegni da parte di Partours verso Neos: esiste un contratto, questo sì, ma sarà l’autorità a decidere se è valido». La segnalazione di Neos all’Enac per mancati pagamenti da parte di Partours, secondo il cfo, riguarda «attività pregresse che I Viaggi di Atlantide avevano commissionato al vettore – precisa -. Noi siamo stati tirati in ballo e chiederemo un confronto con l’Authority per chiarire la nostra posizione».

La palla passa ora a Umberto Solimeno, vicepresidente di Partours, incaricato di «correggere la distorsione che si è creata attraverso rapporti diplomatici in Enac – spiega Solimeno -, cercando di risolvere in via extragiudiziale“. E se la richiesta di confronto con Enac e con Alpi dovesse fallire? «Portiamo rispetto a Neos e Alpi – interviene Tuttolomondo -, a Giovanni Tamburi e partner, e speriamo di risolvere attraverso questa mediazione. Ma se si promettono scenate di guerra, conosciamo le regole di ingaggio e non ci facciamo indietro: capiremo come procedere in ragione delle nostre acclarate e documentate ragioni».

Le documentate ragioni si riferiscono soprattutto alla situazione debitoria illustrata da I Viaggi di Atlantide al momento del preliminare. A raccontare la versione, dal principio, è  Federico Lombardi, gm di Arkus Network. «Ho incontrato Pierre Radici, titolare de I Viaggi di Atlantide, poco prima di BMT – spiega Lombardi -. Si è lamentato con me di una trattativa naufragata con un t.o. romano. L’operazione poteva interessarci e, in un incontro corale, abbiamo evinto un prospetto e una situazione debitoria poi allegata al contratto». La holding avrebbe poi verificato la discordanza tra la dichiarazione di determinate quote debitorie e l’esistenza di disavanzi con i fornitori molto più elevati.

Secondo i documenti (stampe di email e prospetti forniti dai commercialisti di Arkus) mostrati durante la conferenza stampa, i debiti dichiarati da I Viaggi di Atlantide raggiungevano la quota di 2 milioni e 900 mila euro. «Abbiamo scoperto, invece, che la quota totale era di 5 mil e 100 mila euro – sottolinea Tuttolomondo -, di cui solo la metà era dovuta a Neos”. Inoltre, le partite creditizie inserite nel contratto per 1 milione e 900 mila euro “erano per oltre 3 quarti intercompany – aggiunge Lombardi – con un piano di rientro lunghissimo e non sostenibile».

Sia la situazione creditizia che debitoria prospettata da I Viaggi di Atlantide, quindi, sarebbe stata molto diversa rispetto a quella illustrata ad Arkus in fase di preliminare. «Chiederemo danni e crediti – ribadisce Tuttolomondo – e non ci tireremo indietro». Anche perché l’intenzione è quella di continuare a crescere e ad investire nel settore. «Abbiamo come obiettivo 200 milioni di fatturato nel travel entro il 2020 – avvisa Tuttolomondo -. Ci sono trattative in essere e novità in casa, con operazioni tra Partours e Marco Polo, rilancio del brand Best Tours. Faremo anche nuove acquisizioni, gli addetti ai lavori se ne facciano una ragione».

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