13 May 2026

Botta e risposta Airbnb – Federalberghi sulla tassa di soggiorno

Alessandro Nucara

Non ha mancato di suscitare la reazione stizzita di Airbnb il recente affondo di Federalberghi sugli accordi forfettari tra il noto portale di affitti brevi e alcuni comuni italiani per la riscossione della tassa di soggiorno. «Le amministrazioni – aveva in particolare attaccato il presidente Bernabò Bocca -, allettate dalla prospettiva di nuovi introiti, si sono rese disponibili a sottoscrivere un accordo capestro, accettando un sistema di rendicontazione sostanzialmente forfettario, che non consente un controllo analitico e induce a domandarsi se non si configurino gli estremi di un danno erariale».

«Difendendo d’ufficio i suoi numerosi associati accusati di peculato», è stata quindi la durissima risposta ufficiale del noto portale di affitti brevi, «il presidente Bocca si scaglia contro tutto e tutti, riuscendo a mancare di rispetto in un colpo solo sia al legislatore sia agli amministratori delle 23 città che hanno automatizzato l’imposta di soggiorno tramite Airbnb». Il riferimento, neanche troppo velato, è a una serie di episodi recenti che hanno coinvolto alcuni hotel capitolini, accusati di aver trattenuto indebitamente l’imposta. Ma anche a un altro passaggio dell’intervento di Bocca, nel quale il presidente di Federalberghi ha parlato di «un apparato sanzionatorio paradossale, che tratta allo stesso modo chi si appropria indebitamente delle risorse e chi sbaglia i conti per pochi euro».

Pronta è stata peraltro la controreplica dello stesso Bocca che, a margine dell’assemblea generale Federalberghi di Capri, ha definito la reazione di Airbnb «totalmente scomposta. Il che dimostra che quando si tocca un nervo scoperto poi le persone reagiscono in maniera non strutturata. Mi scuso se la mia dichiarazione è stata interpretata come un insulto alle amministrazioni locali. Non era nostra intenzione. Noi volevamo solo dire che, se ci sono dei soggetti abilitati a firmare un accordo forfettario prima dell’inizio della stagione, la stessa possibilità dovrebbe essere data anche agli albergatori».

Una posizione, quella di Bocca, ulteriormente rafforzata dal direttore generale di Federalberghi, Alessandro Nucara: «Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire (e fa finta di non capire). Novecento novantasette comuni applicano in Italia l’imposta di soggiorno, ma Airbnb ritiene di riscuoterla solo in quelli con cui realizza un accordo. E anche rispetto ai numeri ci sarebbe da ridire: lo scorso 29 aprile il portale ha dichiarato al Consiglio di Stato di aver sottoscritto 18 convenzioni con le principali città italiane. Oggi sostiene che sono 23. La fantasia al potere».

 

 

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E, nelle\r\nnotti limpide, il cielo stellato che accompagna il riposo.\r\nUn progetto da quattro stagioni\r\nLe Wine Suites sono pensate per un soggiorno quattro stagioni: grazie all’isolamento naturale e alla climatizzazione moderna, ogni momento dell’anno diventa ideale per\r\nscoprire il vigneto in una veste diversa — la quiete invernale, i germogli primaverili, la piena estate, la magia della vendemmia.\r\n\r\nA differenza dei format outdoor collocati in contesti isolati, le Wine Suites trovano casa nel cuore delle tenute vinicole: luoghi vivi, abitati, ricchi di storie e di persone che custodiscono i ritmi antichi della terra.\r\nLa presenza delle Wine Suites porta nuova energia alle comunità rurali, valorizza la cultura del vino attraverso esperienze autentiche e crea relazioni virtuose con il tessuto del\r\nterritorio. Ogni tenuta partner racconta un mondo diverso, con il suo ritmo, la sua luce, i suoi saperi.\r\nL'espansione\r\nDal 2026 Vinova inizierà a espandersi nelle principali regioni vitivinicole italiane, creando una costellazione di luoghi del vino dove vivere la natura da vicino e riscoprire il ritmo dei territori. L’obiettivo: 300 Wine Suites entro il 2030, per dare vita alla più ampia rete di ospitalità immersiva dedicata al vino in Europa. Un progetto di turismo sostenibile che nasce in Italia e guarda al mondo.\r\n«Vinova nasce dal desiderio di dare una nuova voce ai paesaggi del vino italiano - spiega Elena Bisio, founder & ceo -: luoghi di una bellezza straordinaria, che meritano di essere vissuti dall’interno. Vogliamo offrire un’esperienza autentica, sostenibile e profondamente legata ai territori».\r\n«Le Wine Suites - fa eco Filippo Boschero, co-founder & coo - rappresentano un nuovo modo di fare hospitality: design, natura e modularità si uniscono in un formato che valorizza le cantine e permette ai viaggiatori di scoprire il vino dove nasce, in ogni stagione dell’anno».","post_title":"Vinova, l'espansione continua: obiettivo 300 Wine Suites entro il 2030","post_date":"2026-05-12T09:11:00+00:00","category":["alberghi"],"category_name":["Alberghi"],"post_tag":[]},"sort":[1778577060000]}]}}