28 May 2026

L’Italia e il turismo del lusso secondo Flavio Briatore

«L’Italia è una sommatoria di regole fatta da gente incompetente. Tutta questa incapacità ha creato dei disastri». Attacca con i suoi consueti toni da provocatore Flavio Briatore. L’imprenditore, e celebrità televisiva, è stato invitato all’assemblea Federalberghi di Capri per parlare di turismo di lusso, settore in cui da anni si muove grazie alla sua serie di noti locali uplevel in Italia e all’estero.

E la sua presenza è come spesso accade controversa. Nel nostro Paese, a suo dire, non esisterebbe per esempio nessuna destinazione dove è possibile creare un’offerta di lusso vera. E cita le lunghe code agli aeroporti per il controllo passaporti, nonché le file per accedere ai musei. Per non parlare della burocrazia. A Montecarlo, invece, è tutto diverso: «Ho appena deciso di acquistare una spiaggia per trattenere più a lungo gli ospiti nelle nostre strutture. L’idea l’abbiamo avuta lo scorso 12 aprile. Quattro giorni dopo avevamo già ottenuto tutti i permessi necessari».

E poi c’è la questione del cuneo fiscale: «Qui da noi, se devi pagare un collaboratore mille euro al mese, ti costa 30 mila euro all’anno». Non solo: «In Italia non siamo umili, anzi siamo molto arroganti». Ma per attirare i turisti di un certo livello il mare da solo non basta, servono strutture adeguate e servizi d’intrattenimento: «In Francia, Spagna e Germania, la spesa media pro-capite dei visitatori è nettamente più alta che da noi. Nel paese iberico, per di più, i turisti internazionali stanno di solito cinque notti. Da noi non si arriva a quattro. Una differenza da 14 miliardi di euro di fatturato in meno. Praticamente una manovra del governo».

Insomma, anche per Briatore il nostro Paese non fa sistema: «Dobbiamo invece lavorare tutti insieme. A partire dalla polizia, dagli aeroporti e dalle dogane… E deve funzionare tutto. Senza snobbare i ricchi perché sono ricchi, oppure trovarsi di fronte a una frotta di giornalisti a caccia del gossip ogni volta che sulle nostre coste attracca uno yacht da 80 metri. Una volta tutti andavano a sposarsi in Puglia. Ormai non lo fa più nessuno, perché non c’è rispetto della privacy».

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