28 May 2026

Bocca: le vacanze di Pasqua vanno a gonfie vele ma il turismo merita di più

Federalberghi, Bocca,

Il presidente di Federalberghi, Bernabo' Bocca

Saranno 21 milioni e 335 mila gli italiani in viaggio durante le festività pasquali e i ponti di primavera, per un giro di affari complessivo di circa 8,2 miliardi di euro. «Malgrado le difficoltà congiunturali, il nostro turismo continua insomma a produrre risultati con il segno più. Mi chiedo tuttavia quanto tempo ancora ci vorrà perché si comprenda una volta per tutte che, per il bene del nostro Paese, è su questo settore che vanno giocate le partite di serie A». Usa una metafora calcistica il presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca, nel commentare i risultati dell’indagine congiunturale realizzata da Acs Marketing Solutions.

«Siamo sempre pronti a usare cautela anche di fronte a segnali confortanti, perché nel nostro comparto non c’è nulla di scontato – aggiunge Bocca –. Ma ci rassicura comunque constatare che sin dalla ricorrenza pasquale, in cui si registra una crescita di quasi il 13% rispetto allo scorso anno, fino all’intera sequenza dei ponti, il trend punta tutto in avanti. Va però specificato che su questi numeri gioca un ruolo importante la vicinanza tra la ricorrenza domenicale del 21 aprile e la festa della Liberazione del 25. In aggiunta a ciò, va considerata la festa dei Lavoratori: nel calendario di questo 2019, il Primo maggio cade di mercoledì. Si tratta di un salto triplo che rappresenta un ottimo gancio per la rosa di giorni da poter destinare alla vacanza».

Partiranno in particolare per primi i 6,2 milioni di italiani che concentreranno le vacanze sulla Pasqua, insieme ai 3,6 milioni che faranno una pausa più lunga, includendo anche il ponte del 25 aprile, e al milione e 600 mila che potrà rilassarsi per tutto il super ponte, con un salto triplo da Pasqua al 1° maggio; 3,4 milioni andranno invece in vacanza per il ponte del 25 aprile, mentre altri 500 mila combineranno la festa della Liberazione con quella dei Lavoratori. Sei milioni di italiani si muoveranno infine solo per il ponte del 1° Maggio.

«Con questo exploit di Pasqua, potenziato dai ponti che il calendario ci ha regalato, direi che il 2019 sembra sia partito bene; stando così le cose, tutto lascia pensare che per la prossima estate si possa registrare un’ottima performance – riprende Bocca -. Siamo in un momento cruciale perché si possa profilare all’orizzonte lo scenario giusto per il nostro settore.  A ridosso delle elezioni europee e di fronte a un contesto estremamente competitivo in cui i paesi del Mediterraneo si stanno prepotentemente risvegliando, sarà essenziale in vista delle prossime sfide destinare risorse al comparto, combattere abusivismo ed evasione, incentivare gli investimenti, tutelando al contempo gli operatori del settore da eccessivi oneri fiscali».

Nel dettaglio, tra Pasqua e Pasquetta, saranno circa 11 milioni e 450 mila gli italiani in viaggio, facendo registrare un +12,7% rispetto allo scorso anno. Di questi, l87% resterà in Italia (vs il 91% del 2018), mentre il 13% sceglierà una località estera (vs l’8%). Le mete preferite per i viaggiatori che non oltrepasseranno il confine saranno le località d’arte (31,1%), il mare (27,6%), la montagna (14,9%) e, a seguire, i laghi (6,0%), le località termali (3,3%) e le crociere (2,3%). Per coloro che invece si recheranno all’estero, vincono le grandi capitali europee (72,9%), seguite a stretto giro dalle località marine in generale (10,2%), dalle grandi capitali extraeuropee (6,4%) e dal viaggio in crociera (5%).

La spesa media pro capite sostenuta per la vacanza (comprensiva di trasporto, alloggio, cibo e divertimenti), sarà pari a 394 euro, contro i 353 euro del 2018, con una crescita dell’11,6%. Chi resterà in Italia spenderà mediamente 344 euro, mentre la spesa raddoppia per chi trascorrerà un periodo di vacanza oltre confine (694 euro).

La struttura ricettiva preferita sarà infine la casa di parenti e amici (28,6% vs il 33% del 2018); segue da presso l’albergo con un 26,1%, i bed & breakfast (15,2%) e le case di proprietà (13%). La vacanza avrà una durata media di 4,5 notti, in crescita rispetto alle 3,5 notti del 2018.

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A luglio inaugura una mostra storica: un argomento in più per itinerari con valenza culturale.\r\nLa ferrovia aderisce all’iniziativa “causewecare” - impegno concreto nella riduzione dell’impatto ambientale - e al “percentuale culturale” del gruppo Migros, con cui è collegata: le aziende del gruppo destinano l’1% del fatturato a iniziative culturali e territoriali locali.\r\n\r\nMendrisiotto: bike, vino e filiera corta\r\nNel Mendrisiotto, la zona con più vigneti del Ticino, il cicloturismo enogastronomico si è strutturato attorno a un’offerta che valorizza produttori locali, cantine di territorio e una filiera cortissima. Il Bike’n’Wine di Mendrisiotto Terroir è l’esempio più riuscito: un tour guidato tra vigneti e realtà produttive che racconta il territorio attraverso chi lo abita. 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A completare il quadro, una rete crescente di bike hotel attrezzati che segnala quanto il Ticino abbia compreso il proprio turista tipo e lavori attivamente per facilitarne l’esperienza.\r\n\r\n[gallery ids=\"515215,515217,515216\"]","post_title":"Ticino: il cicloturismo enogastronomico è un prodotto maturo e vendibile","post_date":"2026-05-27T10:26:54+00:00","category":["estero"],"category_name":["Estero"],"post_tag":[]},"sort":[1779877614000]},{"_index":"travelquotidiano","_type":"post","_id":"515019","_score":null,"_source":{"blog_id":1,"post_content":"Anche in uno scenario instabile come quello attuale, l’analisi del direttore commerciale di Alpitour, Alessandro Seghi, è improntata al pragmatismo. «Stiamo vivendo un momento di confusione totale, che ha portato a una parziale paralisi del mercato, anche se le premesse per la ripartenza non mancano».\r\n\r\nDopo un marzo molto difficile, trascorso a gestire rientri, riprotezioni e cancellazioni, le informazioni allarmistiche diffuse dai media hanno contribuito a creare una condizione di stand by sul fronte delle prenotazioni. «Per dare slancio al mercato in una fase particolarmente importante per il booking estivo, abbiamo lanciato la campagna “Keep calm” e realizzato una survey in adv per capire come intervenire per rassicurare i clienti su rimborsi, riprotezioni e scarsità di carburante in alcuni aeroporti. Abbiamo per certi versi ribadito aspetti già noti,  fondamentali però nell’indirizzare i consumatori, con la grande novità della “Neos Protection” e della “Neos Fuel Protection”».\r\n\r\nSulla base dei risultati raccolti dalla survey in agenzia, il gruppo Alpitour è tornato poi a ribadire l’importanza di affidarsi a un operatore del turismo organizzato attraverso la campagna “Tutto bene”: «un modo per spingere sulle prenotazioni in un momento in cui si sta tornando a una fase di preventivazione che prelude a possibili conferme nel giro di qualche giorno».\r\nIl trend attuale\r\n«All’immobilismo degli scorsi due mesi sta subentrando un atteggiamento più dinamico: avvicinandosi l’estate e con l’arrivo del caldo, molti clienti vogliono comunque assicurarsi la vacanza e, complici prezzi più convenienti sui voli a medio e corto raggio, si comincia a intravedere qualche piccolo segnale di ripresa, associato a un forte advance booking per la prossima stagione invernale».\r\n\r\nNon è ancora possibile stabilire se si tratti di ritardo nella prenotazione estiva o di reale contrazione della domanda: «Lo sapremo a fine estate, anche se in verità la stagione era partita nel migliore dei modi e fino a fine febbraio ci trovavamo in forte vantaggio rispetto agli anni precedenti».\r\n\r\nAlla luce di queste considerazioni, Seghi si mantiene prudente: «Sicuramente il budget per il 2026 non sarà quello previsto in origine. Al momento il calo di fatturato su base annua potrebbe aggirarsi sul 4,5% circa, con un andamento molto ondivago, differente in base alle diverse destinazioni».\r\n\r\nFra i dati positivi, la ripresa delle richieste di quotazione per i gruppi e l’interesse per Italia, Baleari ed East Africa.\r\n\r\nSoprattutto per quanto riguarda l’Italia, i prezzi sono altalenanti, con un inizio marzo in impennata e una successiva riduzione o riallineamento a valori più stabili. Perché, spiega Seghi, le tariffe sono quelle imposte dalle leggi di mercato che regolano domanda e offerta. «Qualche preoccupazione deriva semmai dalla capacità degli algoritmi che regolano il prezzo dinamico di adattarsi tempestivamente a un mercato fortemente instabile, con repentine impennate e flessioni che in anni “normali” non si registravano».\r\n\r\nAl momento comunque, non si tratta di un tema di prezzo. 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