17 March 2026

Valencia, un’offerta che si trasforma tra nuovi spazi verdi e la cultura

A Valencia si può godere della natura e realizzare tante attività all’aperta anche rimanendo in città, che è davvero ricca di parchi e spazi verdi. I Giardini del Turia rappresentano il più grande parco di Valencia. Infatti, grazie ai suoi 9 km di lunghezza, il parco attraversa la città ed è ricco di zone sia ludiche che sportive, zone dedicate ai bambini e romantici angoli dove perdersi. Grazie alla pista ciclabile si possono attraversare i giardini anche in bici e visitare allo stesso tempo le diverse attrazioni della città, come la città delle Arti e delle Scienze, il complesso divenuto il simbolo di Valencia, progettato dal famoso architetto Santiago Calatrava che è un esempio impressionante di architettura moderna concepito come una città nella città, per una zona di svago basata sull’idea di divertimento culturale. Per chi ama passeggiare immerso nel verde, la grande novità di quest’anno è sicuramente il grande Parco centrale, un nuovo spazio verde 110.826 m2 di, con circa 90.000 esemplari di arbusti e di alberi, aree di socializzazione per cani, aree gioco per bambini, una fontana di 1.000 m2 con un ampio specchio d’acqua e pareti per arrampicata. Anche il centro storico, chiamato dai valenciani Ciutat Vella, si può apprezzare al meglio se visitato a piedi o in bici, ammirando il fascino di oltre 2.000 anni di storia nei principali monumenti. Ogni strada, ogni angolo e ogni edificio lasceranno i visitatori incantanti, dalla magia del Santo Graal all’interno della Cattedrale, passando per la caratteristica Piazza Virgen de los Desamparados e per la maestosa Cattedrale di San Nicola, fino ad arrivare all’affollato mercato centrale, dove si possono acquistare prodotti tipici o sorseggiare bevande fresche per rigenerarsi, come l’Agua de Valencia o la tipica Horchata. Un’altra zona da scoprire in questa stagione, sempre nella periferia di Valencia, è sicuramente la Huerta. Grazie a tour guidati si avrà la possibilità di trascorrere qualche ora in uno dei tradizionali orti valenciani, godendo di tante attività da realizzare e prelibatezze da gustare.

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Il 2026 sarà infatti caratterizzato da navi di minori dimensioni, turismo di qualità che si ferma per più giorni e un’offerta turistica sempre più destagionalizzata.\r\n\r\nLa stagione ha preso l'avvio con l'arrivo di Viking Star a Fusina e i dati previsionali del 2026 riflettono il cambio di pelle del settore crocieristico a Venezia e Chioggia.  Nel 2026 saranno, infatti, movimentati 543.000 passeggeri (tra crociere oceaniche e fluviali), un calo del 12% rispetto al 2025 ma a parità di scali (366) e a fronte di un incremento di compagnie (30 rispetto alle 27 del 2025) e navi posizionate (55 rispetto alle 52 del 2025, di cui 8 nuove navi che scaleranno Venezia per la prima volta). In totale, calcolando tutti i traffici accolti negli scali lagunari (crociere sia oceaniche che fluviali e aliscafi) i passeggeri movimentati nel 2026 saranno complessivamente 592.000 (664.000 nel 2025).\r\n\r\nOltre il 90% delle compagnie appartengono al segmento premium e luxury, composto da navi medio-piccole di lunghezza inferiore ai 250 metri, con il rispettivo numero degli scali in aumento del 10% rispetto al 2025, grazie anche al debutto dei nuovi operatori Orient Express Sailing Yachts e Four Season Yachts, che portano il loro modello di hotellerie di lusso su yacht da crociera di nuova costruzione.\r\n\r\nDati rilevanti che confermano la vocazione di Venezia come polo per le crociere di alta gamma nell’Adriatico. Da registrare infatti una nuova tendenza: nel 2026 il 40% degli scali delle navi di alta gamma previsti prevedono soste per due o più giorni e in modalità “home port” che, anche quest’anno, supererà il 95% del totale. La sosta plurigiornaliera, infatti, offre ai passeggeri l’opportunità di esplorare meglio la destinazione e il suo hinterland favorendo l’accesso a un turismo lento e di qualità che consente ai visitatori di immergersi non solo nella destinazione Venezia e nelle sue diverse sfaccettature, ma anche in tutte le bellezze del territorio che dal centro storico si possono raggiungere moltiplicando positivamente gli effetti economici della sosta lunga.\r\nVerso la destagionalizzazione\r\nUn altro elemento da registrare con favore è la tendenza alla destagionalizzazione anche dei flussi crocieristici. Gli approdi infatti si stanno via via distribuendo nel corso di tutto l’arco dell’anno, con oltre 50.000 passeggeri e 33 toccate previste nei periodi di bassa stagione, corrispondenti ad una crescita della movimentazione pari a circa l’80% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.\r\n\r\nSul fronte infrastrutturale, le navi continueranno a scalare nell’area di Fusina, Porto Marghera (banchine Liguria e Lombardia), San Basilio e Marittima (per le navi fino alle 25mila tonnellate di stazza come previsto dalla legge) e presso gli accosti a Chioggia. Si confermano così per il 2026 gli spazi previsti dal sistema di approdi diffusi, in attesa della disponibilità di nuove strutture appositamente dedicate al traffico crocieristico. 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Siamo ora di fronte ad un momento decisivo. Pur continuando a lavorare per attrarre turismo di lusso e puntando sul turismo di qualità dobbiamo decidere e scrivere assieme il futuro delle crociere a Venezia. Ad oggi, infatti, abbiamo raggiunto il limite di offerta possibile alle attuali capacità, ma l’attrattività di Venezia e la richiesta di accosti registrano tassi di crescita interessanti che potremmo soddisfare nel rispetto del contesto in cui ci inseriamo. Come Venezia terminal passeggeri siamo dunque pronti a collaborare con tutti per trovare una soluzione che garantisca il miglior servizio compatibilmente con le necessità di un territorio che ha bisogno di un’offerta infrastrutturale di livello. 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