17 March 2026

Cata, l’ecoturismo è il punto di forza del Centroamerica

La biodiversità della regione ha fatto dell’ecoturismo il punto di forza del Centroamerica, che va oltre la classica definizione di questa modalità, sposando un concetto più ampio, che prevede di stabilire un legame con la natura, prendere coscienza dell’ambiente e sostenere la conservazione di questi luoghi. Sono tante le destinazioni legate all’ecoturismo nella regione centroamericana, eccone di seguito soltanto alcune, ognuna delle quali unica nel proprio genere. L’isola di Útila è l’isola più piccola delle isola della Bahía; ha bellissime spiagge sabbiose e si trova lungo la seconda barriera corallina più lunga del mondo, dopo quella australiana. Útila è stata dichiarata nel 2017 dall’Organizzazione delle Nazioni Unite il miglior posto al mondo per le immersioni. Tortuguero è un posto sorprendente e unico nel suo genere perché si sviluppa su differenti ambienti, dalla vegetazione tropicale delle intricate foreste a una fitta rete di canali, alcuni dei quali navigabili, alla costa caraibica con le sue spiagge, dove le tartarughe depongono le uova (da qui il suo nome). Questo parco nazionale è uno dei più belli della Costa Rica, paese che, come nessun altro al mondo, si è impegnato per proteggere e preservare questa – e tante altre – meraviglie naturali. A circa 50 chilometri al largo della costa caraibica del Nicaragua, c’è un gruppo di circa 70 di isolette rocciose di diverse dimensioni,  conosciute come Cayo Miskitos, circondate da capanne di legno costruite su palafitte sull’acqua (alcune addirittura sulla barriera corallina) abitate dai pescatori miskito. Ciò che rende queste isole speciali, a parte la loro bellezza, è che i visitatori possono stare nelle case dei pescatori – qui si pescano soprattutto aragoste – osservare la loro abilità nella pesca, condividere il cibo e imparare un po’ delle loro usanze e tradizioni. Il lago Atitlán è già molto suggestivo per il colore decisamente blu delle sue acque, ma ciò che lo rende unico dal punto di vista ecologico e naturalistico è di essere circondato da tre diversi vulcani, San Pedro, Atitlán e Tolimán, mentre sulle sue rive si trovano dodici villaggi. Bocas del Toro offre tutto ciò che ci si aspetta da una destinazione caraibica. Il sole, le spiagge incantevoli lambite da un mare con acque cristalline e la sua atmosfera festosa fanno di Bocas del Toro un posto dove non c’è posto per la noia. Tra i luoghi che possono essere visitati, Cayos Zapatilla è assolutamente da non perdere: sono due isole disabitate e circondate da una barriera corallina, che offrono spettacolari luoghi per fare snorkeling o per immergersi.

 

 

 

 

 

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Il giorno successivo si lascia Marrakech in van e si sale tra tornanti e villaggi fino al passo del Tizi n’Tichka, dove inizia la pedalata: strade isolate e una lunga discesa verso Telouet, nella valle del Grande Atlante. Qui sono previste la visita della kasbah, residenza del pascià El Glaoui, e delle miniere di sale nei dintorni; si prosegue poi fino ad Aït Ben Haddou per la visita della kasbah, resa nota anche da famosi set cinematografici. La giornata alterna van e bici (60 km in bicicletta, difficoltà bassa), mantenendo continuità senza forzare il ritmo.\r\nLa rotta continua verso Ouarzazate, tra la valle del Drâa e quella del Dadès, avvicinando il viaggio a scenari più aridi e al margine del Sahara. Si entra nella valle del Dadès passando da El-Kelaà M’Gounai; poi si risale la valle di M’Goun, “valle delle rose”, fino a Bou Thrarar. 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La parte finale porta verso il Jbel Saghro nell’Anti Atlante, attraversa Alnif e Tazarine e rientra in direzione della valle del Drâa; ad Alnif è prevista la possibilità di visitare un’antica kasbah con sotterranei e palme, prima della notte a N’kob in riad. Il rientro a Marrakech avviene in van attraversando la “montagna rossa” del Saghro fino alla valle del Drâa, con visita ad Agdez e alla kasbah di Tamnougalt.\r\n\r\nTrekking a Capraia\r\nL’arcipelago toscano si trova tra Mar Tirreno e Mar Ligure e riunisce isole dai paesaggi diversi; Capraia viene descritta come la più selvaggia, anche perché le strade asfaltate si limitano a poche centinaia di metri.  Dopo l’arrivo in traghetto da Livorno, si percorre il “sentiero perduto dello Zenobito”, indicato come una delle vie più antiche e già riportata in una cartina del 1843, fino alla Torre dello Zenobito. Da qui si sale alla vetta del monte Arpagna, dove si trova il semaforo marittimo dismesso e si apre la vista sul canale di Corsica. Il rientro attraversa la macchia mediterranea sul versante sud-ovest fino al paese, con possibilità di bagno a Cala del Ceppo. La cena è prevista in un ristorante di pesce, in continuità con l’idea di soggiorno legato al luogo. Il programma si completa con un secondo trekking sul monte Penne e sul monte Castello, includendo il passaggio all’ex carcere, pranzo al sacco allo Stagnone e rientro in traghetto nel secondo pomeriggio. In questo itinerario la componente gastronomica fa parte del racconto del territorio.\r\n","post_title":"Kel 12: le proposte \"Active\" da Capraia al Marocco","post_date":"2026-03-09T11:12:57+00:00","category":["tour_operator"],"category_name":["Tour Operator"],"post_tag":[]},"sort":[1773054777000]}]}}