13 May 2026

I4T in crescita del 16% sul volume d’affari e del 20% sugli assicurati

I4T, Garrone,

Christian Garrone

Indicatori in crescita nel 2018 di I4T, società specializzata dal 2003 nello sviluppo di soluzioni assicurative per gli operatori professionali del turismo. Giovanni Giussani, direttore commerciale, dichiara: «Abbiamo chiuso l’anno con un volume d’affari in aumento del 16% e un incremento del 20% nel numero di assicurati, per un totale di oltre 350 mila clienti e circa 2 mila pratiche di gestione sinistri. Il 2018 è stato un anno importante anche per gli investimenti, con l’apertura di una sede a Milano, che affianca quella storica di Torino, e il potenziamento della rete commerciale, oggi costituita da 12 agenti presenti su tutto il territorio nazionale».

I4T offre prodotti assicurativi differenziati per tipologie di coperture, massimali e premi, che intercettano tutte le richieste espresse dagli operatori professionali del turismo. Particolarmente significative da questo punto di vista le performance di alcune polizze strategiche, come Fondo di Garanzia e Responsabilità Civile: la prima nel 2018 ha registrato un incremento del 18% rispetto al 2017 e oggi è arrivata a detenere una quota di mercato pari al 20%, mentre la Responsabilità Civile è cresciuta del 20%, per una quota di mercato del 25%.

«Siamo soddisfatti dei numeri e del bilancio positivo – aggiunge Christian Garrone, responsabile della Intermediazione Assicurativa I4T – e abbiamo ambizioni di crescita, ma ciò che ci riempie di orgoglio è il feedback che riceviamo dal mercato. Gli agenti ci scelgono per il servizio, che si traduce da un lato nello sviluppo di prodotti assicurativi in linea con le loro reali esigenze, dall’altro nella formazione e nella capacità di offrire risposte concrete alle problematiche generate dalle nuove normative. Tra Gdpr, direttiva pacchetti e Idd, il 2018 è stato un anno ricco di sfide, ed essere premiati in un contesto come questo per noi è un doppio attestato di fiducia».

«Oggi possiamo contare su una base di 4 mila agenzie iscritte al portale – conclude Giovanni Giussani – e puntiamo a svilupparci ulteriormente: stiamo per lanciare nuovi prodotti che avranno un impatto importante e saremo molto attivi anche sul fronte della consulenza e della formazione rivolta ai nostri partner commerciali».

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Parte da qui l'analisi della situazione attuale messa a punto dal ceo di Idee per Viaggiare, Danilo Curzi, che ha recentemente annunciato l'acquisizione dello storico marchio Cts Viaggi. «Un'operazione dettata più dal cuore che dal business - ha spiegato il manager a Milano -, voluta per mettere il marchio in sicurezza». Il futuro del brand Cts è ancora da scrivere, ma potrebbe portare alla creazione di una linea di prodotto ad hoc, che vada a intercettare quella fascia di viaggiatori che ha vissuto \"l'effetto Cts\" nel periodo del suo massimo splendore, a cavallo degli anni Ottanta.\r\nL'analisi di Curzi\r\nCts Viaggi a parte, Idee per Viaggiare si trova come tutti i player del turismo organizzato a fare i conti con gli effetti di una crisi internazionale che si fatica a contenere. «Nei giorni immediatamente successivi allo scoppio del conflitto abbiamo istituito una task force per rimpatriare e fornire assistenza ai nostri clienti in giro per il mondo. 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Con questi prezzi, è chiaro che il mercato ha registrato una battuta d'arresto, indipendentemente dalle tensioni geopolitiche e dalle informazioni spesso allarmistiche che hanno finito per danneggiare anche destinazioni che nulla avevano a che vedere con le zone teatro del conflitto».\r\n\r\nAl momento, una lenta ripresa è cominciata. «Cina, Giappone ma anche l'America Latina con il Perù  stanno ottenendo risultati brillanti. Anche il Canada sta riscuotendo grande interesse. Gli Stati Uniti, nostra prima destinazione, già da tempo erano in calo, anche se in numeri assoluti continuano a essere un nostro prodotto di punta. Stiamo invece spingendo sui Caraibi con attività in collaborazione con enti del turismo e vettori».\r\n\r\nTutto è però proiettato a dopo l'estate. «Sarà il vero spartiacque per capire come andremo a chiudere il 2026. Per intanto, confermo un'accelerazione di preventivi e prenotazioni per il prossimo inverno, che riguarda anche destinazioni attualmente un po' ferme come Emirati o Maldive». 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