1 May 2026

“Buy Wedding in Italy” cifre, proiezioni e idee di un settore in rapida ascesa

Palazzo Isolani, Bologna, un momento del workshop “Buy wedding in Italy”

Il “wedding”, in Italia, ha preso forma in maniera organica nel 2011 da un’intuizione di Bianca Trusiani, attuale presidente del comitato tecnico scientifico di Buy Wedding e anima della manifestazione che si chiude oggi a Bologna.
I dati che sono emersi, grazie all’osservatorio del Centro Studi Turistici di Firenze danno il settore in crescita del 5% circa, secondo le proiezioni per questo 2018. Gli ultimi dati delle rilevazioni 2016 davano numeri, già importanti.
«Il concetto da assimilare è che il mondo del turismo cambia, come cambiano abitudini, aspettative, idee, scenari, persone – commenta nel suo intervento Alessandro Tortelli del Cst – e per governare e sfruttare al meglio questo scenario mutevole, che fa da sfondo all’offerta del nostro paese, invidiato e desiderato da tutti, si deve organizzare una filiera che abbia un senso. Esistono al momento, ma ve ne sono di certo molte di più, oltre 52.900 operatori del wedding coinvolti.
Alcuni esempi? 7.350 fotografi, 2.200 floral designer, 8.300 location, 3.200 wedding planner, 6.500 musicisti, 450 cake designer, 1.200 film maker, 800 hair dressers e così via».
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«Si capisce che questo mercato necessita di una sorta di coordinamento, di una razionalizzazione – aggiunge Bianca Trusiani – per rendere il wedding in Italia, come già accade per paesi che hanno iniziato ad organizzarsi prima come Francia e Spagna, un mercato organico e appetibile. E’ per questo che dal 2011 lavoriamo per dare una filiera al settore. Buy Wedding in Italy è la conferma di questa nostra intenzione, in questo rinnovato format ancora più interessante, a detta dei partecipanti sia buyers che sellers».

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Dal punto di vista operativo Cti presidia il core business travel adattandolo alla logica welfare, mentre Jakala opera come provider tecnologico e gestionale, ampliando la piattaforma con servizi non turistici.\r\n\r\nLa piattaforma è personalizzabile in base alle esigenze del dipendente di ogni azienda-cliente; garantisce una vasta offerta di servizi grazie alla partnership con società specializzate in salute, assistenza familiare, formazione e sviluppo personale; cerca sempre nuove soluzioni per rispondere alle esigenze mutevoli delle realtà aziendali e offre un accesso opzionale a contenuti aggiuntivi, soggetti a conferma da parte del cliente. Jakala, in quanto partner strategico, mette al centro dati e intelligenza artificiale per costruire esperienze significative e durature, progettando iniziative di data transformation e data activation volte a migliorare le performance di business dei propri clienti.\r\n\r\nI contenuti welfare della piattaforma sono navigabili per sei aree tematiche: i nuovi servizi inseriti a catalogo e quelli con durata limitata alla voce In evidenza, quindi i Fringe Benefit divisi per tipologia - dai buoni carburante ai beni in natura, ai rimborsi spese.\r\n\r\n«L’Articolo 51 com.2 del Tuir definisce i fringe benefit come un’erogazione di soldi non in denaro, ad oggi la legge del 2025 prevede 1000 euro se non ci sono figli, 2000 con figli. - sottolinea Lorenzo Mazzucchelli, responsabile del progetto di Welfare del gruppo Bluvacanze - Con questa erogazione si possono pagare le bollette, fare la spesa, fare carburante...». 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