25 August 2026

Aon presenta la Risk Map 2018, ecco le destinazioni da evitare

Arriva l’edizione 2018 della Risk Map di Aon, che analizza i rischi politici, il terrorismo e gli episodi di violenza politica in oltre 160 paesi. «Si tratta di uno strumento di analisi importante per le aziende italiane con interessi in mercati emergenti o che si affacciano per la prima volta verso questi mercati – spiega Andrea Parisi (nella foto), amministratore delegato e direttore generale di Aon -.  Nell’attuale contesto internazionale, è imprescindibile una gestione del rischio che integri l’analisi dei rischi di natura commerciale con quella dei rischi politici. Aon è in prima linea nell’implementazione di processi di risk management a tutela dei business delle imprese che si sviluppano al di fuori dei confini nazionali».

La Terrorism & Political Violence Map di Aon mette in evidenza come, per il terzo anno consecutivo, i livelli di rischio legati ad episodi di violenza politica siano in continuo aumento in tutto il mondo. Sono 17 gli Stati che hanno ricevuto una valutazione dei rischi legati al terrorismo e alla political violence maggiori, mentre solo sei hanno visto assegnarsi un livello di rischio minore rispetto all’edizione 2017. In particolare, dallo studio emerge che: il 40% dei Paesi sono esposti al rischio terroristico e di sabotaggio; il 60% al rischio di disordini civili; il 33% al rischio di insurrezioni, colpi di stato o guerre tra Stati. Inoltre, sono 46 i Paesi o territori che vengono classificati come ad alto rischio o altissimo, rappresentando il 22% del totale.

La probabilità di guerre tra Stati, anche con il coinvolgimento delle grandi potenze, ha raggiunto il livello più alto dalla fine della Guerra Fredda. Considerato che il numero di attacchi terroristici nei Paesi occidentali nel 2017 (204) è pressoché raddoppiato rispetto al 2016 (96) e che il numero totale di vittime è invece rimasto più o meno lo stesso (1.092 nel 2017), la mortalità legata ad attacchi terroristici è diminuita. In particolare, il settore del turismo si trova a dover gestire i rischi derivanti dall’incremento del terrorismo. Nel 2017 ci sono stati almeno 35 attacchi a livello globale indirizzati direttamente contro attività commerciali considerate parte del settore turistico, come hotel, resort, nightclub, aeroporti, stazioni ferroviarie e attrazioni turistiche. Inoltre, i rischi politici in America Latina si sono intensificati a causa dei processi elettorali in molti paesi della regione, che hanno causato ritardi nell’implementazione di riforme fondamentali in Brasile e un maggiore timore di una possibile inversione delle riforme attuate in Messico negli ultimi anni. Più in generale, la regione che ha subito il maggior numero di downgrade (di declassamenti del rating) è l’Africa. I continui conflitti interni ai Paesi, il deterioramento della governance democratica e gli scandali legati alla corruzione sempre più frequenti hanno portato all’aumento di episodi di political violence. Infine, l’instabilità e la violenza in Medio Oriente, che comprende alcuni dei Paesi a più alto rischio al mondo, come Iraq, Siria e Yemen, si sono trasmesse anche ai Paesi confinanti, danneggiando commercio e turismo.

 

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