25 August 2026

Chaabani, Tunisia: «88.000 italiani nel 2017, la ripresa è iniziata»

Tunisia

Da sinistra, Souheil Chaabani, direttore per l’Italia dell’ente nazionale tunisino per il turismo e Moez Triki, area manager North Italy di Tunisair

«Siamo al lavoro per valorizzare e promuovere tutti gli aspetti e le potenzialità del turismo in Tunisia, che oltre al balneare spaziano a 360 gradi dall’offerta culturale a quella wellness, dalla gastronomia allo sport. E con una stagionalità favorevole lungo tutto l’arco dell’anno»: Souheil Chaabani, direttore per l’Italia dell’ente nazionale tunisino per il turismo mette a fuoco le priorità del 2018, dopo un 2017 che ha visto un seppur lento «ma significativo recupero da parte degli arrivi italiani: 88.000 circa, per una crescita del 22% rispetto all’anno precedente. Non siamo ancora vicini ai numeri storici cui eravamo “abituati” sul mercato italiano, ma questo è certamente un segnale positivo». Così come il fatto che il gruppo Alpitour tornerà a programmare la destinazione dalla prossima estate «con proposte su Djerba, in collaborazione con Tunisair: siamo fiduciosi che questo ritorno sarà fruttuoso e, magari, incentiverà anche altri operatori a riconsiderare l’inserimento in programmazione della Tunisia».

Del resto gli altri Paesi europei hanno già mostrato un gran voglia di Tunisia: «Dal Regno Unito alla Russia, ovviamente la Francia, ma anche la Germania». Il rinnovato interesse sulla destinazione è tangibile anche a livello di investimenti: «Oltre a nuovi voli – da Tunisair (Tunisair rilancia dall’Italia con 36 voli a settimana) a Nouvelair -, anche da parte dei gruppi alberghieri, da Four Seasons che ha aperto la sua prima struttura nel Paese a Tunisi lo scorso dicembre, allo spettacolare Anantara Tozeur Resort, che sarà inaugurato a metà 2018». E, soprattutto, da una maggiore percezione a livello di sicurezza, «come confermato dall’ultimo report del Global Terrorism Index 2017 – la classifica rileva in quali destinazioni nel mondo sia più forte l’impatto del terrorismo – che posiziona la Tunisia al 41° posto nel mondo alle spalle quindi di tanti Paesi, tra cui Francia, Belgio, Usa, Turchia, Egitto».

L’ente, conclude Chaabani, «si impegnerà una volta di più a comunicare al trade, anche grazie a eductour dedicati a operatori e agenzie di viaggio».

 

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