27 March 2026

Badrutt’s Palace: ecco l’inverno che verrà

Badrutt's PalaceTutto pronto per l’apertura invernale del Badrutt’s Palace di St. Moritz, il prossimo 1° dicembre, «a cominciare dall’abbondante manto nevoso che già in questi giorni ha imbiancato la località», afferma Olivier Gerber, da un paio di mesi alla direzione sales & marketing di uno delle strutture simbolo non solo dell’Engadina ma dell’intera Svizzera. Una struttura la cui apertura risale al lontano 1896 e che da allora «ha saputo da una parte mantenere inalterato il fascino legato alla tradizione ormai secolare e dall’altra adeguarsi e rinnovarsi al passo con l’evolvere dei tempi e della domanda degli ospiti». Gerber, la cui lunga esperienza in campo alberghiero conta anche 15 anni al Four Seasons di Milano (di cui gli ultimi sette alla direzione sales & marketing), ha illustrato ieri a Milano presso lo spazio “On House” di via Passione, tutte le novità della stagione in arrivo, insieme al general manager Richard Leuenberger.

Una volta di più le novità si concentrano sull’offerta gastronomica, che rappresenta indubbiamente una delle eccellenze del Badrutt’s (157 camere, di cui 37 suite e junior suite): «A cominciare dalla stella Michelin ottenuta dal ristorante Igniv di Andres Caminada a neppure un anno dall’apertura, per arrivare a La Coupole/Matsuhisa, dell’omonimo e famoso chef giapponese, ricavato in quello che era originariamente l’area dedicata al primo campo da tennis in Europa. E poi la Chesa Veglia, uno dei più antichi edifici di tutta St. Moritz (1658), in cui si trovano tre ristoranti e due bar, molto apprezzati dalla clientela italiana: qui si può assaggiare la cucina tipica svizzera al Swiss Patrizier Stuben, o al Grll Chadafö, ma anche una gustosa pizza, nella pizzeria Heuboden». Infine, anche quest’anno in occasione della festa dell’Immacolata, riaprirà lo storico night club King’s Club.

Le attese per l’inverno 2017-18 (l’albergo sarà operativo fino ad aprile, dopo le festività pasquali) sono buone: «Ad oggi il volume delle prenotazioni già confermate è superiore del 5% rispetto alla stagione invernale del 2016 e il trend in generale è positivo». Gli ospiti provengono in larga parte dall’Italia «che si conferma il primo mercato europeo – escludendo quello domestico -, seguito da Germania e Regno Unito» mentre fuori dai confini europei i bacini più significativi di clientela «provengono da Stati Uniti, Russia – che si sta riprendendo dopo un periodo di calo – e Medio Oriente. Oltre che dal Giappone, specie nel periodo estivo». Se la maggior parte della clientela è leisure, c’è spazio anche per il segmento incentive, «soprattutto a inizio o fine stagione: attualmente rappresenta solo un 15% del totale, ma è sicuramente un settore dalle potenzialità interessanti, e quindi da sviluppare».

Uno sguardo alla distribuzione che inevitabilmente passa da tutti i canali: «Il 60% è ancora ascrivibile alle prenotazioni dirette – conclude Gerber -; la restante parte si suddivide tra gli altri canali, agenzie di viaggio, tour operator (abbiamo collaborazioni anche in Italia), il nostro sito web e le ota».

 

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