24 April 2026

Trentino: un 2016 da record. Il 2017 è iniziato bene

Trentino sugli scudi. Lo scorso anno la regione ha accolto e alloggiato  5 milioni 710 mila turisti, circa 275 mila in più rispetto all’anno precedente, con un aumento di circa 914 mila pernottamenti, facendo segnare il miglior risultato di sempre.
Nel 2016 gli arrivi hanno segnato un segno positivo sia negli alberghi (+ 6%) sia negli esercizi complementari (+ 9,3%). Gli arrivi italiani (poco piu’ di 4 milioni) sono aumentati del 6,6 % e gli stranieri (1.708.460) del 7,1 %.
Le presenze nei soli alberghi sono cresciute del 5% e negli esercizi complementari del 6,4 %, portando un aumento complessivo in provincia del 5,4 % nei pernottamenti. L’aumento delle presenze si ripartisce in modo simile tra italiani e stranieri, che crescono infatti rispettivamente del 5,4 % e del 5,3 %.

Una sostanziale stabilita’ negli arrivi (- 0,1 %) e una crescita delle presenze (+ 1,4 %), sono, invece, le prime indicazioni di massima, in attesa dei dati a consuntivo, del movimento turistico in Trentino relativo al mese di gennaio ed al settore alberghiero e complementare elaborate dall’Istituto di Statistica della Provincia di Trento. L’avvio della stagione 2017, caratterizzata per altro da assenza di neve, e’ all’insegna di una ripresa del mercato italiano, in crescita sia nelle presenze che negli arrivi, mentre per quanto riguarda gli stranieri si registra una flessione (- 5,8 %) negli arrivi, compensata dalla crescita delle presenze (+ 3,4 %). A trainare la crescita delle presenze turistiche nel settore alberghiero sono in particolare gli ambiti di Campiglio, Paganella, Sole e Fiemme, mentre un segno negativo arriva da val di Fassa e San Martino. Nel report dell’Istituto di Statistica anche i dati definitivi del 2016, l’anno migliore di sempre per il turismo trentino.
Positivo è anche il segnale che arriva dall’analisi dei flussi mensili di arrivi e presenze, con un incremento delle presenze registrato nei mesi di maggio e ottobre che fa pensare all’avvio di un processo di destagionalizzazione.
«Sono dati molto confortanti – commenta l’assessore al turismo Michele Dallapiccola – frutto di una coralità di intenti da parte di tutte le componenti del sistema, un impegno comune che si inserisce nell’attività promossa dalla Provincia attraverso i suoi organismi di governance del settore quali il board commerciale e il Tavolo azzurro, e che si accompagna al forte impegno di Trentino marketing. Abbiamo investito molto nel canale digitale, il cui target comprende anche i “millennials” e che si sta rivelando molto interessante. Stiamo agganciando nuovi mercati e stiamo valorizzando i nuovi settori attrattivi quali l’enogastronomia, aprendo il ventaglio delle offerte in un’ottica di diversificazione, un meccanismo particolarmente interessante anche alla luce della difficile stagione invernale che sta vivendo il Tirolo e che testimonia come il turismo oggi sia un turismo giovane e che ha fame di novità»

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Non si tratta necessariamente di extra spettacolari, ma di una diversa qualità della progettazione.\r\n\r\nUno dei cambiamenti più chiari riguarda la ricerca di itinerari che alleggeriscano il viaggio.\r\n\r\nIl cliente di fascia alta tende a premiare soluzioni che riducano l’attrito: meno attese, meno affollamento, più qualità nelle soste e maggiore controllo sull’esperienza.\r\n\r\nNegli Usa questa esigenza trova una risposta molto forte perché il territorio consente alternative e micro-scelte di grande impatto: visitare una zona in una fascia oraria diversa, scegliere accessi meno battuti, costruire una tappa urbana in modo più selettivo, soggiornare in lodge o hotel che migliorano davvero l’esperienza.\r\n\r\nÈ una forma di lusso più discreta, ma molto concreta, che si traduce in un viaggio percepito come più leggero, personale e intelligente.\r\nIl ruolo di Viaggiare in USA nel nuovo posizionamento del prodotto Stati Uniti\r\nIn un contesto in cui il prodotto Usa diventa più complesso e meno standardizzabile, la specializzazione torna a essere un vantaggio competitivo chiaro.\r\n\r\nÈ qui che il posizionamento di Viaggiare in USA assume rilievo: non solo come operatore dedicato a una singola destinazione, ma come player in grado di leggere l’evoluzione della domanda e tradurla in itinerari coerenti.\r\n\r\nQuando il viaggio richiede equilibrio tra città, parchi, road trip, esperienze premium e logistica, la competenza verticale non è un valore accessorio, ma parte integrante del prodotto.\r\n\r\nGli Stati Uniti richiedono infatti una conoscenza profonda del territorio, dei ritmi, delle stagionalità e delle combinazioni che funzionano davvero.\r\n\r\nLa specializzazione consente di costruire itinerari più precisi, più realistici e più vicini alle aspettative del cliente e di evitare gli errori più comuni: tappe troppo compresse, eccesso di chilometri, scelta poco efficace delle basi, costruzione di itinerari che “sulla carta” sembrano completi ma nella pratica diventano dispersivi.\r\n\r\nNel nuovo scenario del lungo raggio premium, quindi, il ruolo dell’operatore si sposta dalla distribuzione alla regia. 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