1 July 2026

Alla fine Marrwood è: l’Antitrust cinese approva il merger tra Marriott e Starwood

È finalmente arrivato il via libera dell’Autorità garante della concorrenza dell’ex Celeste impero alla fusione tra Marriott e Starwood. La decisione rimuove l’ultimo pesante ostacolo alla conclusione definitiva della transazione. Anche perché l’ok è giunto dopo una serie di rinvii, che avevano gettato più di un’ombra sulla fattibilità finale dell’operazione. Da una parte si pensava che il governo cinese potesse alzare la posta in cambio del proprio via libera; da un altro canto il ritardo nel procedimento di autorizzazione aveva sollevato più di un malumore tra gli stessi azionisti Marriott. Pare infatti che alcuni di loro, secondo la voce di vari rumors, si fossero già pentiti dell’acquisto, giudicando il valore della transazione troppo elevato, a seguito del lungo braccio di ferro con il conglomerato cinese Anbang. I medesimi insiders suggerivano quindi che un eventuale diniego dell’Antitrust orientale, anche solo parziale, sarebbe potuto essere sfruttato come comoda exit strategy, per uscire da un accordo non più così gradito. Ora però pare proprio che il merger del secolo si farà, tanto che una nota ufficiale rilasciata dalla compagnia di Bethesa già prevede la chiusura della transazione entro il prossimo venerdì 23 settembre. Prenderà infine vita un nuovo colosso dell’ospitalità del valore complessivo di 36 miliardi di dollari e con un’offerta pari a circa 1,1 milioni di camere.

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