28 March 2026

Airbnb al centro di un caso di razzismo negli Stati Uniti

ImmagineAncora problemi legali per Airbnb. Non bastano le accuse in tema di tasse e rispetto delle normative di igiene e sicurezza. Ora il portale di affitti brevi è anche al centro di un caso per presunti comportamenti razzisti. Almeno questa è l’accusa contenuta in una vera e propria class action impetrata alle autorità competenti da un cittadino della Virginia: il venticinquenne Gregory Selden ha infatti accusato il portale di aver ignorato le proprie rimostranze, dopo che un host gli aveva negato l’affitto di una stanza perché nero. «Noi crediamo fermamente che le discriminazione razziali siano comportamenti inaccettabili e contrari alla nostra missione di far incontrare le persone – è stata la dichiarazione rilasciata a Bloomberg del portavoce di Airbnb, Nick Papas -. Molte sono le nostre iniziative volte a combattere ogni forma di discriminazione e a eliminare qualsiasi pregiudizio, anche inconsapevole, all’interno della nostra comunità». Fatto sta che Paul, questo il nome dell’host incriminato, non solo avrebbe negato la stanza a Selden pur essendo lo spazio chiaramente disponibile, ma avrebbe anche accettato la richiesta fatta da un finto profilo bianco creato ad hoc dal venticinquenne della Virginia. E ciò senza che, a detta dello stesso Selden, Airbnb intervenisse in alcun modo per ovviare alla situazione. La questione ha quindi assunto connotati virali, dopo che ancora Selden ha cominciato a lamentarsi su Twitter con l’hashtag #airbnbwhileblack, che è stato ripreso da «migliaia di individui, incappati nella mia medesima esperienza».

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