24 April 2026

Italcamel.com offre 200 mila hotel, crescono Usa e Thailandia

Italcamel GagliazzoItalcamel incrementa il prodotto accomodation e sale a 200 mila hotel e strutture ricettive. La piattaforma online b2b di prenotazioni ha potenziato Mediterraneo e Medio Oriente per il medio raggio, Thailandia e Stati Uniti per il lungo raggio, seguendo le richieste delle agenzie di viaggio. «New York resta perennemente in testa per le città, mentre tra le destinazioni mare emerge la Spagna ancora di più degli altri anni, indubbiamente è la metà più richiesta e più prenotata – spiega Simona Gagliazzo (nella foto), e-business sales manager di Italcamel -. Sulle lunghe distanze, nelle nostre top seller estive entra il combinato Bangkok più l’isola di Koh Samui, che sta letteralmente spopolando tra gli italiani, ottimamente servita dal suo aeroporto internazionale. Il mare Italia è tra i Top Seller, anche se ci aspettiamo molto di più perché le prenotazioni non sono ancora decollate. Inoltre si registra molto più last minute rispetto all’estate 2015, probabilmente per via del meteo che non invoglia a programmare le vacanze». Secondo Italcamel.com, utilizzata da 4 mila agenzie di viaggio attive, la Grecia mantiene il grado di apprezzamento delle estati precedenti, mentre gli Emirati Arabi, Dubai e Abu Dhabi in testa, è un’altra opzione che sta accogliendo le richieste dei viaggiatori in cerca di mete alternative. Italcamel.com offre a tariffe nette confidenziali, circa 44 mila hotel in Usa&Canada, 67 mila in Europa e 8 mila 500 in Italia e offre alle agenzie di viaggio assistenza in ogni processo/consiglio nella composizione del pacchetto soggiorno più servizi.

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E lo fa con il consueto equilibrio ma con rammarico nei confronti di una situazione internazionale che resta complessa.\r\nUn prezzo ingiusto\r\n«Durante il viaggio  - spiega infatti il manager - ho potuto toccare con mano gli effetti assurdi del conflitto in Medio Oriente; la nave su cui navigavo, la “Gemma di Turisanda” piena già da febbraio, ha viaggiato con 10 cabine vuote su 28, complici le cancellazioni post 27 febbraio.\r\nEppure i siti archeologici erano pieni; pieni di spagnoli, pieni di francesi, pieni di inglesi, pieni di americani e anche pieni di cinesi ma vuoti di italiani. Ogni volta che accade qualcosa in Medio Oriente l’Egitto paga un prezzo ingiusto. Le persone, ma qui mi spingerei a dire gli italiani, lo associano a qualsiasi disastro accada nel mondo arabo anche se non ha preso parte al conflitto, non ha preso posizione in favore di uno o dell’altro, non ha basi americane e, come ben noto, non ha subito attacchi dall’Iran. Eppure gli italiani non ci vanno e questa cosa mi appare incomprensibile».\r\nEzhaya precisa poi che «non lo sto dicendo “pro domo mea”, visto che è una destinazione importantissima nel nostro portafoglio, ma più per la popolazione locale che vive di turismo con oltre il 12% del Pil legato a questo comparto. Non si può fare nulla verso le cose che non possiamo cambiare; ad esempio, non abbiamo il potere di fermare questa guerra assurda in Medio Oriente. Possiamo però evitare che le nostre azioni abbiano ricadute anche su chi non c’entra nulla e non merita una punizione severa, che sta ingiustamente subendo perché se è pericoloso l’Egitto allora è pericolosa anche l’Italia o altri paesi europei».\r\nUna meta speciale\r\nL’Egitto «ci dona sempre qualcosa di speciale, dalla sua calorosa ospitalità ai suoi tesori consegnati alla storia da una civiltà straordinaria; per questo mi sento frustrato quando vedo che la nostra di civiltà non sa nemmeno ricambiare con un piccolo gesto, come quello di non escludere l’Egitto dalle mete possibili per una vacanza. Sarebbe più intelligente non far prevalere l’emotività evitando di associare l’Egitto a paesi che nulla c’entrano con il suo glorioso passato ma nemmeno con il suo neutrale e distaccato presente. Magari sarebbe auspicabile prendere in mano una cartina geografica e provare a scegliere le mete con cognizione di causa, ed allora forse non ci priveremo di viaggi indimenticabili e, cosa più importante, non priveremo la popolazione di quel paese dell’effetto benefico, pacifico, sociale, economico e nobile che può avere il turismo, la miglior connessione tra i popoli che possa esistere».","post_title":"Pier Ezhaya : «L'Egitto paga un prezzo ingiusto per il conflitto in atto»","post_date":"2026-04-22T11:02:43+00:00","category":["tour_operator"],"category_name":["Tour Operator"],"post_tag":["in-evidenza"],"post_tag_name":["In evidenza"]},"sort":[1776855763000]}]}}