"Scatta il Lazio" e vinci una vacanza
5 marzo 2007 16:12
La Regione Lazio punta sul litorale laziale e lancia il concorso “Scatta il Lazio”. Dal 15 maggio al 15 settembre i turisti che soggiornano nel Lazio potranno inviare le loro foto più belle al sito www.scattaillazio.it o tramite mms a un’utenza mobile e vincere una vacanza nelle località più suggestive della regione.
«L’idea è di promuovere la partecipazione attiva dei turisti alla vita del territorio – ha spiegato Ranucci – e poi prenderne spunto per la promozione della regione. Nel 2008 la campagna proseguirà con “Racconta il Lazio” e nel 2009 sarà la volta di “Filma il Lazio”, con la realizzazione di piccoli filmati, da cui uscirà un cortometraggio che sarà portato alla Festa del Cinema di Roma».
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"Con questo decreto - sottolinea Lollobrigida - compiamo un altro passo in avanti per rafforzare la reputazione del vino italiano e la crescita dei nostri territori. Sostenere la promozione del turismo enologico vuol dire valorizzare le produzioni di qualità, il paesaggio, la cultura, l'ospitalità e le tradizioni che caratterizzano l'Italia da Nord a Sud, creando importanti occasioni di sviluppo. Lo facciamo potenziando l'azione fondamentale realizzata dai Consorzi, dalle organizzazioni dei produttori e da quelle interprofessionali per raccontare e far conoscere direttamente nei luoghi dove nascono le eccellenze l'unicità del nostro patrimonio vitivinicolo".
Il provvedimento, che attua a livello nazionale la riforma dell'intervento per il vino della Politica Agricola Comune, il cosiddetto "Pacchetto vino", ha l'obiettivo di sostenere le iniziative finalizzate ad accrescere la conoscenza e la reputazione dei vigneti promuovendo il turismo enologico e associando alla qualità dei vini l'eccellenza dei territori italiani.
I beneficiari dell'intervento sono i Consorzi di tutela, le organizzazioni di produttori e quelle interprofessionali, per azioni di valorizzazione sul territorio come manifestazioni, incontri, visite e altre attività di promozione. La domanda di aiuto si potrà presentare entro il 30 ottobre di ogni anno, secondo modalità stabilite da Agea d'intesa con le Regioni. Per l'annualità 2026/2027, la scadenza è fissata al 15 dicembre 2026. Gli strumenti dell'intervento settoriale della Pac per il vino vengono così ulteriormente potenziati.
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[post_content] => Royal Caribbean Group e Sandals Resorts hanno annunciato oggi la firma di un accordo per una partnership nel settore dei resort "all-inclusive", che prevede un investimento del 50% da parte di Royal Caribbean Group. In pratica Royal acquisisce il 50% di Sandals. L'investimento è di 3 miliardi di dollari.
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Forte dell'esperienza ultra-quarantennale di Sandals e Beaches Resorts nell'ospitalità caraibica, la joint venture creerà nuove opportunità per la crescita dei resort, ampliando al contempo la gamma di esperienze offerte dalla piattaforma di vacanze di Royal Caribbean Group.
Partnership
La partnership unisce due delle realtà più impoirtanti del settore turistico, coniugando la competenza di Sandals e Beaches nei resort all-inclusive con la piattaforma di vacanze di Royal Caribbean Group, che comprende marchi leader del settore – Royal Caribbean, Celebrity Cruises e Silversea – oltre a un portafoglio di destinazioni private, una nuova offerta di crociere fluviali e un programma fedeltà all'avanguardia.
Unite da una storia comune nei Caraibi e dall'amore per le rispettive comunità, le due aziende offriranno ai viaggiatori una proposta senza pari che spazia tra crociere, destinazioni private ed esperienze nei resort, rispondendo alle esigenze degli ospiti in molteplici occasioni di vacanza e consolidando la propria leadership indiscussa nel turismo caraibico.
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La Premium economy piace ai passeggeri italiani: parola di Marco D'Ilario, country manager di Emirates per il nostro Paese, che illustra in esclusiva a Travel Quotidiano la performance di questa tipologia di cabina sulle rotte italiane.
«Abbiamo introdotto la Premium Economy in Italia nel giugno 2025, con l’arrivo del nostro primo Airbus A350 a Bologna. È stato un debutto particolarmente significativo: Bologna è stata scelta tra le prime dieci destinazioni al mondo servite da questo aeromobile di ultima generazione, a conferma dell’importanza strategica che il mercato italiano riveste per Emirates. Da Bologna, l’offerta della Premium economy si è rapidamente estesa anche a Milano. Con la nuova configurazione sull’Airbus A380 introdotta a luglio, mettiamo oggi a disposizione quasi 200 posti al giorno».
D'Ilario spiega come l'ingresso di Emirates in questo segmento non si sia limitato a «seguire il mercato. Volvevamo - e abbiamo - ridefinito la categoria. Per noi, la Premium economy non è un posto in Economy con più spazio per le gambe: è una cabina con una propria identità, pensata in ogni dettaglio per offrire quella che definiamo un’esperienza di lusso accessibile».
Sedili in pelle color crema, ispirati al design Mercedes-Benz, maggiore reclinazione, ampio spazio per le gambe, poggiatesta regolabili e poggia polpacci integrati. Ancora, un’esperienza gastronomica dedicata, con menu d’ispirazione regionale e una selezione curata di vini e bevande premium. In altre parole, l'attenzione maniacale a «comfort, servizio e attenzione ai dettagli». Un'impostazione di offerta che ha decisamente fatto presa sui viaggiatori di casa nostra, alla ricerca «di un’esperienza più confortevole e ricercata rispetto all’Economy, senza necessariamente scegliere la Business Class.
«In poco più di un anno, quasi 50.000 passeggeri hanno viaggiato nella nostra Premium economy sui voli da e per l’Italia e, tra luglio 2025 e luglio 2026, abbiamo più che triplicato la capacità disponibile, passando da circa 3.400 a oltre 9.000 posti».
Dal suo debutto in Italia, la Premium economy Emirates «ha superato le nostre aspettative, sia in termini di domanda sia di risultati commerciali. Dal punto di vista economico, i risultati sono molto incoraggianti e il mercato italiano è in linea con le performance registrate nel resto del network Emirates. Un segnale interessante è rappresentato anche dalla crescita degli upgrade effettuati a ridosso della partenza: molti passeggeri, dopo aver verificato la disponibilità e la differenza di prezzo, scelgono di migliorare la propria esperienza passando alla Premium economy».
Da notare come tra i segmenti di traffico, «la componente premium leisure è particolarmente rilevante» conclude il manager: famiglie, coppie, viaggiatori senior e persone che desiderano concedersi qualcosa in più in occasione di una vacanza o di un viaggio speciale. A questi si affianca «una quota significativa di professionisti, imprenditori e dipendenti di piccole e medie imprese, che scelgono questa cabina per trasferte regionali e di lungo raggio».
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[post_content] => “Tenerife Experience: un viaggio sensoriale tra territorio e alta cucina”: in altre parole un invito a scoprire l’isola attraverso la sua gastronomia, la sua cultura e la ricchezza del suo patrimonio naturale.
Questo il tema al centro dell'incontro che si è recentemente svolto a Milano, con la partecipazione di Blanca Pérez-Sauquillo, direttrice dell’Ente del Turismo Spagnolo a Milano e Console aggiunta dell’Ambasciata di Spagna in Italia, che ha sottolineato la ricchezza e la diversità di Tenerife e l’importanza di offrire al pubblico italiano una visione più ampia dell’isola, dove natura, cultura, gastronomia e lifestyle si fondono in un’identità unica e contemporanea.
All'evento ha partecipato Dimple Melwani, ceo di Turismo de Tenerife, che ha illustrato le principali linee di evoluzione della destinazione e il suo impegno verso un modello turistico sempre più orientato a un rapporto autentico e profondo con l’isola. Una strategia che valorizza il patrimonio naturale e culturale di Tenerife, insieme a una gastronomia sempre più riconosciuta e a un’offerta capace di rispondere ai nuovi modi di viaggiare e di vivere una destinazione.
Tenerife si racconta oggi attraverso un modo nuovo di vivere il viaggio, dove natura, cultura, gastronomia e lifestyle si incontrano in un’esperienza autentica e contemporanea.
L’isola offre un patrimonio straordinariamente vario: dai paesaggi vulcanici del Teide, Patrimonio Mondiale Unesco, alla costa atlantica, fino al Parco Rurale di Anaga, Riserva della Biosfera, e al Parco Rurale di Teno, due territori di straordinaria bellezza, caratterizzati da paesaggi spettacolari, sentieri immersi nella natura, profonde gole e piccoli villaggi che conservano intatta l’identità dell’isola. A questo patrimonio naturale si aggiunge la Cueva del Viento, uno dei più importanti sistemi di grotte vulcaniche d’Europa, testimonianza della forza e della storia geologica di Tenerife.
È un’isola da vivere attraverso esperienze che mettono in relazione il territorio con i suoi protagonisti: chef, vignaioli, artigiani, produttori e professionisti dell’ospitalità contribuiscono a costruire un racconto sempre più contemporaneo, senza perdere il legame con le proprie radici.
A questa ricchezza si affianca un’offerta di ospitalità sempre più orientata al turismo esperienziale, tra boutique hotel, dimore storiche, resort di alta gamma e strutture dedicate al benessere. Anche la gastronomia occupa un ruolo sempre più centrale in questo percorso. Prodotti locali, tradizioni canarie e creatività contemporanea si incontrano nelle cucine di una nuova generazione di chef, dando vita a una proposta gastronomica che valorizza il territorio e ne interpreta l’evoluzione.
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Al centro dell’esperienza, un pranzo sensoriale esclusivo firmato dallo chef Diego Schattenhofer, stella Michelin e alla guida di Taste 1973, presso l’Hotel Europe Villa Cortés.
Non poteva mancare, in abbinamento, una selezione di vini di Tenerife, tra cui il Suertes del Marqués Trenzado, espressione della tecnica del “cordón trenzado” un antico sistema di coltivazione della vite in cui i lunghi tralci vengono intrecciati manualmente, creando vere e proprie “trecce” che disegnano il paesaggio della Valle de La Orotava.
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Massimiliano Ceriani è il nuovo business development director per l’Italia di Radisson Hotel Group. La sua nomina ha lo scopo di rafforzare ulteriormente il team dedicato allo sviluppo e sostenere i piani di crescita a lungo termine del gruppo in uno dei mercati dell’ospitalità più dinamici d’Europa.
Nel suo nuovo incarico, Ceriani sarà responsabile del supporto alle attività di sviluppo sul mercato italiano e lavorerà a stretto contatto con proprietari, investitori e partner per contribuire all’espansione del portafoglio di brand di Radisson Hotel Group. Il suo perimetro di attività comprenderà i principali centri economici del Paese, le città regionali a maggiore potenziale e le destinazioni leisure più richieste, con un focus particolare sulle opportunità di conversione e sul segmento dei resort nelle destinazioni balneari, in costante crescita. Ceriani riporterà a Mauro Vinci, vice president development & managing director Italy di Radisson Hotel Group.
Con una consolidata esperienza nel settore alberghiero, Ceriani ha sviluppato competenze nell’espansione di portafogli, nel riposizionamento di asset e nella strutturazione di operazioni attraverso formule di locazione, gestione e franchising. Prima di entrare in Radisson Hotel Group, ha ricoperto il ruolo di head of development per Italia e Malta presso Meliá Hotels International. Nel corso della sua precedente esperienza professionale, ha inoltre trascorso oltre 16 anni nel gruppo Alpitour, ricoprendo diversi incarichi nell’ambito del contracting, del prodotto e delle destinazioni.
La strategia di sviluppo
«L’Italia rappresenta un mercato prioritario per la crescita di Radisson Hotel Group, con importanti opportunità nelle principali destinazioni urbane, nei nuovi hub regionali e nel segmento leisure. Massimiliano Ceriani porta con sé una solida esperienza nelle operazioni di sviluppo, una profonda conoscenza del mercato italiano e una comprovata capacità di costruire relazioni di fiducia con proprietari e investitori. Il suo ingresso rafforza ulteriormente le nostre competenze sul territorio e contribuirà a sostenere la nostra strategia di crescita, attraverso formule contrattuali flessibili, conversioni strategiche e l’individuazione del brand più adatto a ciascuna opportunità» ha commentato Valerie Schuermans, chief development officer, Western Europe, Radisson Hotel Group.
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Se vuoi organizzare un viaggio devi tutelarti al massimo prima di partire, soprattutto in questo periodo di forte incertezza politica ed economica. Tra voli cancellati, viaggi annullati, strutture che chiudono o problematiche di salute bisogna partire preparati perché se una partenza non è realmente organizzata si rischiano difficoltà da gestire. Ecco, quindi, un vademecum che ogni viaggiatore dovrebbe tenere a mente prima di imbarcarsi.
Scegliere l’assicurazione viaggi completa
Il primo elemento importantissimo da valutare è la copertura con una polizza, specialmente se si esce dai confini europei. Spese derivanti da ricoveri, interventi o rimpatrio sanitario possono essere davvero gravose e senza una giusta tutela potrebbero essere persino inavvicinabili. Soluzioni come quella di Redion possono offrire l’aiuto concreto necessario; l’azienda prima conosciuta come Europ Assistance opera in 190 Paesi e combina assicurazione viaggi, assistenza medica e servizi di emergenza con supporto attivo 24 ore su 24 e 7 giorni su 7.
Consultare Viaggiare Sicuri
Un’altra precauzione indispensabile? Scegliere una meta consigliata; attraverso il portale Viaggiare Sicuri del Ministero Italiano si possono avere dettagli su ogni Paese e destinazione così da individuare quelle migliori per sicurezza e gestione sanitaria avendo accesso a informazioni preziose come documenti necessari e condizioni locali per l’ingresso. Un consiglio in più: quando si parte bisognerebbe registrarsi attraverso DoveSiamoNelMondo perché in situazioni di particolare criticità aiuterà l’Unità di Crisi a disporre di tutte le info necessarie per comunicare con i cittadini italiani nelle zone interessate.
Verificare documenti e requisiti sanitari
Finché si viaggia in Europa la carta d’identità elettronica valida per l’espatrio è più che sufficiente ma quando si esce serve un passaporto valido per almeno alcuni mesi dalla partenza e possono servire visto o ESTA a seconda di dove ci si reca. Conservare anche una copia digitale dei propri documenti è fondamentale, specialmente in caso di furti o smarrimenti.
E sul piano sanitario? Meglio controllare se ci sono vaccinazioni obbligatorie o consigliate e certificazioni richieste. La Farnesina suggerisce di verificare tutto e di stipulare sempre una copertura sanitaria.
Prepararsi agli imprevisti
Quando si viaggia può capitare di tutto: perdere il portafoglio, un furto sui mezzi o magari un bagaglio smarrito o in ritardo. Portare con sé due carte e conservarle separatamente può essere una buona accortezza così come verificare con la propria filiale bancaria se ci sono delle regole o delle richieste di attivazione per poter far funzionare prelievi e pagamenti nel paese di destinazione.
Conservare contatti e informazioni essenziali
L’ultimo dettaglio a cui teniamo molto è quello di non affidare tutto a internet perché in alcune parti del mondo la connessione può essere ballerina; avere sempre con sé il numero della compagnia assicurativa, quello dell’ambasciata e del consolato così come quelli di emergenza è imprescindibile.
Insomma, la preparazione più efficace è quella che combina l’assicurazione adeguata, le informazioni aggiornate e i documenti in regola oltre ad avere un buon piano di problem solving per poter gestire gli imprevisti. Prova a mettere in atto questi consigli per la tua prossima vacanza e vedrai netti miglioramenti evitando situazioni di stress.
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La digitalizzazione delle strutture ricettive non riguarda più soltanto la possibilità di ricevere prenotazioni online. Negli ultimi anni il vero cambiamento si è spostato all’interno dell’organizzazione: disponibilità, tariffe, prenotazioni, soggiorni, servizi e attività operative devono essere gestiti in modo sempre più coordinato.
Per molti hotel e soprattutto B&B e strutture indipendenti il punto di partenza è ancora composto da strumenti diversi: fogli di calcolo, calendari condivisi, posta elettronica, portali OTA e applicazioni verticali che comunicano poco tra loro. È una configurazione che può funzionare con volumi ridotti, ma diventa rapidamente difficile da controllare quando aumentano camere, canali di vendita o complessità delle tariffe.
È proprio in questo passaggio che il PMS assume un ruolo diverso rispetto al semplice software di prenotazione.
Dal calendario al centro operativo della struttura
Un moderno gestionale per hotel non dovrebbe limitarsi a registrare chi arriva e chi parte. Il suo valore deriva soprattutto dalla capacità di mantenere coerenti informazioni che appartengono a momenti differenti del ciclo di soggiorno.
Una prenotazione, per esempio, nasce come accordo commerciale: date, tariffa, condizioni, eventuali promozioni e servizi inclusi. Successivamente diventa un problema operativo: disponibilità reale, assegnazione della camera, check-in, presenze effettive, cambi di unità, servizi consumati e check-out.
Quando queste informazioni vengono gestite da sistemi separati aumenta inevitabilmente il numero di verifiche manuali. Il personale deve controllare più fonti e diventa più difficile capire quale rappresenti il dato realmente aggiornato.
Il principio alla base dei PMS più recenti è invece quello di costruire una continuità tra la parte commerciale e quella operativa, mantenendo allo stesso tempo separate le rispettive responsabilità.
Cloud non significa soltanto “accessibile da Internet”
La diffusione delle soluzioni cloud ha ulteriormente accelerato questo cambiamento. Il vantaggio più evidente è l’accesso da dispositivi e postazioni differenti, ma la trasformazione più interessante riguarda l’architettura del lavoro.
Un sistema centralizzato consente infatti di aggiornare disponibilità, prenotazioni e informazioni operative in un unico ambiente, riducendo il rischio di versioni differenti dello stesso dato.
Questo diventa particolarmente importante quando più persone lavorano contemporaneamente sulla struttura o quando entrano in gioco canali esterni, preventivi, promozioni e modifiche alle prenotazioni.
Il cloud permette inoltre di spostare parte della complessità tecnica fuori dalla struttura ricettiva: aggiornamenti, backup e manutenzione dell’infrastruttura possono essere gestiti centralmente, evitando che ogni hotel debba mantenere autonomamente server e software locali.
Le piccole strutture hanno esigenze diverse, ma non necessariamente più semplici
Un errore abbastanza comune è pensare che B&B, affittacamere e piccoli residence abbiano bisogno soltanto di un calendario.
In realtà la scala è inferiore, ma molti problemi restano gli stessi: prenotazioni provenienti da canali differenti, periodi tariffari, servizi aggiuntivi, ospiti con esigenze diverse, cancellazioni, disponibilità e comunicazioni.
Un gestionale B&B deve quindi riuscire a mantenere la semplicità d’uso senza rinunciare alle funzioni che diventano necessarie quando l’attività cresce.
La differenza rispetto a strutture più grandi riguarda soprattutto il modo in cui queste funzioni vengono presentate. Un piccolo gestore difficilmente vuole affrontare decine di configurazioni prima di poter creare una tariffa o registrare una prenotazione. Il software dovrebbe proporre una configurazione adatta alla maggior parte dei casi, lasciando comunque la possibilità di intervenire quando servono regole più specifiche.
Automazione sì, ma con controllo umano
L’evoluzione più recente riguarda l’introduzione dell’intelligenza artificiale e di sistemi capaci di proporre automaticamente azioni o interpretare grandi quantità di dati.
Nel settore alberghiero questa evoluzione può essere utile soprattutto nelle attività ripetitive: analisi dei dati, suggerimenti operativi, supporto alla configurazione, individuazione di anomalie o preparazione delle comunicazioni.
Il punto centrale, però, rimane il controllo dell’operatore.
Una struttura ricettiva gestisce continuamente eccezioni: una camera indisponibile per un guasto, un cambio richiesto dall’ospite, una promozione particolare, un preventivo modificato o una situazione di overbooking.
L’automazione può proporre una soluzione, ma la decisione commerciale o operativa dovrebbe rimanere comprensibile e controllabile da chi gestisce la struttura.
Dati più granulari per capire realmente l’attività
La centralizzazione delle informazioni apre anche possibilità che vanno oltre la normale gestione quotidiana.
Registrare in modo strutturato eventi, servizi e consumi permette infatti di costruire indicatori molto più precisi rispetto ai tradizionali dati di occupazione e fatturato.
Diventa possibile, per esempio, analizzare il costo operativo di un soggiorno, comprendere quali servizi incidono maggiormente o confrontare categorie di ospiti e periodi differenti.
Questa evoluzione trasforma progressivamente il PMS da semplice strumento amministrativo a piattaforma capace di supportare anche le decisioni gestionali.
Il PMS come infrastruttura, non come semplice programma
Il cambiamento più importante è probabilmente culturale.
Il software gestionale non è più soltanto il programma utilizzato dalla reception per registrare le prenotazioni. Sta diventando l’infrastruttura attraverso cui passano gran parte dei processi della struttura ricettiva.
Da questa idea nasce anche Hotellerie, piattaforma cloud pensata per hotel, B&B e altre strutture ricettive con l’obiettivo di integrare progressivamente gestione commerciale, disponibilità e attività operative in un unico ambiente.
La direzione del settore sembra quindi abbastanza chiara: meno strumenti isolati, maggiore continuità tra i processi e automazione utilizzata per ridurre il lavoro ripetitivo senza togliere all’operatore il controllo delle decisioni.
[post_title] => Dalla gestione frammentata al PMS cloud: come cambia il lavoro nelle strutture ricettive
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[post_content] => Dalla pianificazione dell’itinerario all’arrivo in aeroporto, dalla mobilità alla scoperta della destinazione: in occasione della Giornata Mondiale del Turismo 2026 il 27 settembre, Visit Qatar racconta come la tecnologia stia trasformando il modo di viaggiare.
In Qatar, il digitale accompagna passo passo il visitatore già prima della partenza e anche durante tutto il soggiorno. E per Visit Qatar si tratta di un percorso avviato già nel 2024, quando l’ente è stato tra i primi del settore turistico nella regione a introdurre l'intelligenza artificiale generativa sulle proprie piattaforme.
Le nuove tecnologie di intelligenza artificiale permettono infatti di passare da una ricerca frammentata “cosa vedere?”, “dove mangiare?”, “cosa posso fare in tre giorni?” ad un approccio più personalizzato, in cui il viaggiatore può esprimere preferenze e interessi e ricevere suggerimenti coerenti con il proprio modo di viaggiare. È soprattutto nella fase che precede la partenza che l’intelligenza artificiale può trovare una delle applicazioni più immediate. Il GenAI Trip Concierge di Visit Qatar, introdotto nel 2024, rappresenta l’evoluzione di questo approccio: disponibile in oltre 50 lingue, è uno strumento pensato per aiutare il visitatore non soltanto a trovare informazioni, ma a costruire, modificare e adattare il proprio itinerario a seconda delle proprie esigenze e necessità.
La digitalizzazione accompagna il visitatore anche nel momento in cui il viaggio entra nel vivo. Un primo punto d’accesso è Hayya, la piattaforma del Qatar che riunisce servizi legati all’ingresso del Paese e permette, per i viaggiatori che ne hanno bisogno, di richiedere online alcune categorie di visto elettronico. Accessibile via web e app, consente di gestire queste procedure già prima della partenza.
L’innovazione entra infine nel modo in cui si scopre il Paese. La moderna rete di trasporti, le piattaforme digitali e gli strumenti di navigazione consentono di spostarsi e pianificare la vacanza con maggiore semplicità. La mobilità nel Paese è un’esperienza accessibile a tutti attraverso auto, taxi, trasporto pubblico e la moderna metropolitana di Doha.
Ma è soprattutto nella scoperta della destinazione che tecnologia e turismo possono incontrarsi. I musei del Qatar rappresentano in questo senso uno degli ambiti in cui il digitale sta trasformando maggiormente l’esperienza del visitatore. Accanto alle collezioni e all’architettura, sempre più spazi culturali integrano installazioni interattive, contenuti multimediali, esperienze immersive e strumenti digitali capaci di rendere la visita più coinvolgente e accessibile. La tecnologia non sostituisce quindi l’esperienza fisica, ma la arricchisce, offrendo nuovi livelli di approfondimento e permettendo al visitatore di costruire percorsi di scoperta più personali.
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Il progetto nasce dall’esperienza maturata sul territorio attraverso i 30 roadshow Connect, che hanno portato Glamour a incontrare direttamente le agenzie di viaggio. Da questo confronto prende forma una proposta pensata per rendere più semplice e sicura la vendita dei viaggi, soprattutto in una stagione, quella invernale, caratterizzata da una forte domanda verso le grandi destinazioni internazionali. La formula è semplice: pacchetti già costruiti, prezzi controllati e servizi opzionabili.
A questa forza contrattuale si aggiunge un ulteriore elemento di valore per il mercato agenziale: il blocca prezzo sempre incluso e senza supplemento. Il prezzo del pacchetto resta così protetto da eventuali aumenti di costo dei servizi e da qualsiasi adeguamento fino alla scadenza dell’opzione, offrendo all’agenzia maggiore certezza nella fase di proposta e di vendita al cliente.
Fast Track amplia inoltre l’offerta tradizionalmente concentrata sulle date pregiate di Natale e Capodanno, estendendo la programmazione a tutta la stagione invernale, con partenze a date fisse da dicembre 2026 fino alla fine di marzo 2027.
La programmazione
La programmazione guarda alle destinazioni più richieste dal pubblico italiano, riproponendo grandi classici come New York, Maldive, Mauritius, Kenya, Zanzibar, Sudafrica e Thailandia, e affiancandoli a nuove proposte nei Caraibi, con Antigua, Barbados e Giamaica, oltre al rilancio di Dubai e Abu Dhabi, destinazioni sulle quali Glamour torna a investire con una proposta dedicata. La nuova programmazione amplia anche la tipologia dei soggiorni. Accanto ai tradizionali pacchetti di 7 notti, Fast Track introduce proposte da 9 e 10 notti, pensate per rispondere a esigenze di viaggio differenti e valorizzare maggiormente l’esperienza della vacanza. Particolare attenzione è dedicata inoltre alle combinazioni tra esperienze diverse, con itinerari già confezionati che permettono di unire, ad esempio, safari e soggiorno balneare, come nel caso delle proposte che abbinano Kenya e Zanzibar.
I pacchetti Fast Track sono opzionabili per tre giorni attraverso il sistema Viaggia Glamour e i booking dedicati. Per tutta la durata dell’opzione il prezzo rimane quello proposto al momento della prenotazione, grazie al blocca prezzo incluso nella formula.
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