24 April 2026

Enit intervista 150 operatori stranieri: previsioni positive per Pasqua

01_Evelina Christillin_2Segnali positivi per il turismo straniero in Italia nel periodo di Pasqua: le prenotazioni dalla clientela europea arrivano sempre più sotto data, la permanenza media si è ridotta e c’è maggiore attenzione al rapporto qualità-prezzo ma, complice l’incremento di offerte di tariffe aeree low cost, alle vacanze in Italia non si rinuncia. A confermarlo sono i 150 tour operator, operanti in 26 mercati internazionali, che – intervistati dall’Enit – hanno evidenziato, nella maggioranza, generale soddisfazione per l’andamento delle vendite, in riferimento alle vacanze pasquali e primaverili. Le destinazioni culturali rimangono le più gettonate: non solo Roma, Firenze e Venezia, ma molte altre città sparse in tutti i territori dove i turisti cercano di appagare non solo la loro passione per l’arte, ma anche per l’enogastronomia locale, un vero volano turistico che funziona tutto l’anno, soprattutto nei weekend. Accanto al turismo culturale quello religioso costituisce una ulteriore motivazione al viaggio, grazie all’effetto Giubileo. Per la stagione primaverile i turisti stranieri privilegiano anche i laghi del Nord Italia e le località balneari dell’Adriatico. Trend in salita per Sud e buone prospettive per Sardegna, Sicilia, Campania e Puglia. In prima linea gli ospiti provenienti dal bacino europeo, in particolare da Svizzera, Paesi Bassi, Regno Unito, Francia e Repubblica Ceca. Buone performance si registrano anche da Germania, Austria, Spagna, Portogallo, Ungheria. Diversa la situazione sui mercati oltreoceano: la Russia ha vissuto due anni molto duri sul fronte dell’outgoing ma, seppur con persistenti difficoltà economiche e politiche, il mercato in parte dovrebbe ricominciare a salire nel 2016. Il Brasile invece vive un momento di profonda flessione dei flussi a causa di gravi problemi interni. La Cina, che vede contenuta la propria crescita economica, continua però a registrare buoni consumi interni e presenta previsioni ottimistiche per i prossimi mesi. L’India mostra una contenuta crescita di viaggi verso l’Italia. Sempre oltreoceano continuano a segnare buone performance gli Usa, il Canada e gli Emirati Arabi. «I nostri monitoraggi ci dicono che l’immagine turistica dell’Italia è positiva e che i mercati internazionali apprezzano la linea dei prodotti che presentiamo, spesso esprimendo una valutazione alta – commenta la presidente dell’Enit, Evelina Christillin – però il nostro Paese deve sempre più orientarsi verso la realizzazione di un sistema turisticamente maturo, evoluto, in cui l’impresa deve essere anch’essa un fattore di qualità dell’offerta globale. Dobbiamo presentare un sistema compiuto di strutture, servizi e prodotti, un sistema integrato avente come materia prima il territorio e, come punto centrale, il sistema dell’accoglienza». «Questi trend positivi ci confortano e ci stimolano sul lavoro che stiamo portando avanti in Enit – aggiunge il consigliere, Fabio Lazzerini – dove stiamo rimettendo in discussione un po’ tutto, semplificando strutture e procedure per ripartire verso i mercati con meno zavorre con l’obiettivo di consolidare il Brand Italia sui mercati turistici internazionali, promuovere l’offerta turistica nazionale all’estero, in stretta sinergia con enti locali e partner istituzionali ed affermare una strategia digitale dell’offerta turistica».

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È quanto emerge dall’aggiornamento dell’Osservatorio Aidit Federturismo Confindustria, realizzato il 21 aprile 2026 su un campione di 336 agenzie di viaggio distribuite su tutto il territorio nazionale. Ricordiamo che le agenzia in Italia sono 8000, quindi 336 sono un campione abbastanza residuale sul quale fare dichiarazioni così forti. I dati evidenziano deterioramento rapido e generalizzato rispetto alla precedente rilevazione: il 94,3% degli operatori segnala un calo del business (era l’83,5%); il 70,3% registra un calo marcato, contro l’11,5% rilevato poche settimane prima nessun operatore (0%) prevede una crescita nel 2026 Un’evoluzione che, come evidenziato nell’analisi dell’Osservatorio, segna il passaggio da una fase di incertezza a una condizione di difficoltà consolidata del mercato . Oltre alle vendite in contrazione, all’aumento di richieste di sicurezza e garanzie (26,4%), emerge il fenomeno del rallentamento delle decisioni da parte dei clienti. 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