11 febbraio 2016 15:54
Il 2016 sarà un anno ricco di celebrazioni nei sette Paesi del Centroamerica che mescolano la tradizione dei costumi nazionali legati alla cultura Garífuna e Maya con le novità culturali, musicali, della moda e dello sport degli ultimi anni. A Bluefields, Nicaragua, ha luogo la migliore festa di strada del Paese, ma le feste più importanti tra tutte sono senz’altro il Carnevale che ha luogo l’ultimo sabato di maggio e la marcia del canto del Tulululu il 31 maggio. A Masaya, a fine settembre, si tiene il Festival de San Jerónimo. Durante il fine settimana di San Valentino a Placencia, penisola del Belize, si celebra il Sidewalk Art & Music Festival. Un’altra celebre manifestazione in Belize è La Ruta Maya Belice River Challenge un macro evento di quattro giorni in cui i partecipanti remano per 175 miglia (281,5 km) a valle, dal ponte di Hawksworth, a San Ignacio, fino al ponte Belcan, in Belize City. Il Festival del chocolate che si terrà a Punta Gorda, nel distretto di Toledo, dal 20 al 22 maggio, è poi un’occasione unica per imparare ad assaporare un prodotto tra i più apprezzati al mondo. Giugno invece è il mese dedicato al Festival de San Pedro, in Belize, in cui si festeggia l’aragosta con bancarelle e ristoranti dedicati a questo piatto. Ad agosto è la volta del Festival Internacional de la Costa Maya, che celebra la riunificazione dell’Impero, a cui partecipano anche Messico, Guatemala, Honduras e El Salvador. A Panama, durante il mese di febbraio si sprigiona tutta l’energia del Carnevale, la più importante festa nazionale del Paese, mentre in ottobre si celebra la settimana della moda con una nuova edizione della Mercedes Benz Fashion Week. A Barva, Costa Rica, si celebra ogni anno a marzo la famosa Feria de la Mascarada, una tradizione coloniale dove i partecipanti si vestono con enormi maschere e costumi e sfilano o ballano nella piazza della città e la Fiesta de la Virgen del Mar che si tiene a Puntarenas il sabato più vicino al 16 luglio. A La Ceiba in Honduras da non perdere i festeggiamenti del Carnevale , a Suchitoto El Salvador si celebra invece il Festival de Maíz, con processioni e feste di strada; a Perquín c’è il Festival de Invierno, a Nejapa viene ricordata l’eruzione del Volcán San Salvador. La Feria de la Virgen del Rosario, a Quetzaltenango, è la festa più importante del Guatemala.
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Il turismo conferma il suo ruolo cruciale nel tessuto socioeconomico italiano. Come evidenzia Enit, in occasione della BIT 2026 (appuntamento internazionale di riferimento per l’industria turistica che sarà inaugurata domani), il turismo nel 2025 ha avuto un impatto del 13,2% sull’occupazione e di 237,4 miliardi di euro sul Pil: numeri che le stime per i prossimi dieci anni danno ulteriormente in crescita, con previsioni per il 2035 a 282,6 miliardi di Pil e una ricaduta del 15,7% sull’occupazione (da sottolineare come il nostro Paese nel comparto turistico abbia statistiche migliori per lavoro giovanile e femminile rispetto al resto d’Europa).
Su questi dati è significativo il contributo del turismo internazionale: i viaggiatori in arrivo dall’estero, infatti, l’anno passato hanno investito per turismo ben 60,4 miliardi di euro in Italia e, da qui ai prossimi 10 anni, questa spesa potrebbe sfiorare gli 80 miliardi.
“Abbiamo chiuso il 2025 oltre le aspettative, frutto di un lavoro di squadra tra tutti gli attori coinvolti. Crescono spesa turistica e presenze, segnale dell’attrattività italiana verso i turisti esteri. Una tendenza positiva che sta trovando riscontri anche in questa prima parte dell’anno, con trend in crescita nel primo trimestre del 2026, che già registra un più 7% di arrivi negli scali aeroportuali italiani. Abbiamo un patrimonio che non è secondo a nessuno, siamo in grado di offrire esperienze per tutte le esigenze, dobbiamo solo continuare sulla strada tracciata per migliorarci costantemente, garantendo sviluppo ai territori, contribuendo attivamente alla crescita economica ed occupazionale delle nostre comunità” commenta Ivana Jelinic, ad Enit.
Incremento di vendite
Numeri che mostrano come le unicità italiane siano apprezzate in tutto il mondo, posizionando il nostro Paese davanti a competitor quali Francia e Grecia (seconda solo alla Spagna) per presenze sia internazionali, 255 milioni nei primi 11 mesi 2025, che totali, 456 milioni (sempre tra gennaio – novembre ‘25).
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“Confermiamo ancora una volta che il turismo è in costante crescita e rappresenta un contributo fondamentale all’economia e all’occupazione della nostra Nazione. Oggi, la sfida che abbiamo lanciato al Forum di Milano qualche settimana fa è chiara: dobbiamo trattare il settore turistico come un'industria vera e propria, non solo come un insieme di servizi. È essenziale sviluppare una visione per i prossimi 10 anni che valorizzi tutto il territorio nazionale, a partire dalle aree meno conosciute, per garantire una migliore distribuzione dei flussi turistici sia nello spazio che nel tempo. È al tempo stesso cruciale lavorare a un nuovo patto sociale tra imprese e lavoratori del settore, poiché il capitale umano è il fattore determinante per il successo del comparto” sostiene il ministro del turismo, Daniela Santanchè.
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Tra i partecipanti al forum sul turismo sostenibile anche Enit, che ha illustrato l’importanza del comparto turistico per la crescita socioeconomica del Paese. In Italia, infatti, il turismo genererà un contributo al Pil pari a 237,4 miliardi di euro entro la fine del 2025, candidandosi ad avere un ruolo sempre più strategico nei prossimi anni, con una crescita stimata che porterà il valore del turismo fino a 282,6 miliardi di euro entro il prossimo decennio.
«L’intera filiera turistica genera valore sul territorio, rappresentando una leva di crescita fondamentale. I turisti scelgono l’Italia per le proprie peculiarità, per quanto abbiamo da offrire. I risultati ottenuti in questi anni mostrano come siamo in grado, come sistema Paese, di conciliare i successi economici con quelli sociali e sostenibili. Siamo orgogliosi di quanto stiamo facendo e da simili occasioni di confronto nascono i successi del futuro» ha commentato Elena Nembrini, direttore generale Enit.
I dati
Nei primi 7 mesi del 2025 l’Italia è seconda in Europa per presenze internazionali (151,8 milioni) e per il totale dei soggiorni (268,4 milioni), ma anche terza per afflusso domestico con 116,6 milioni di pernottamenti da gennaio a luglio.
L’Italia del turismo nel 2025 ad oggi fa segnare +5,7% di presenze totali nelle strutture ricettive tra gennaio e luglio 2025; +10,4% se guardiamo a quelle internazionali; quasi 25 miliardi di euro dal turismo internazionale nel solo primo semestre (+5,9%) con un saldo della bilancia turistica dei primi sei mesi di 9,2 miliardi (in crescita del +6,5%).
Nel complesso, si conta per il 2024 una spesa turistica di 122,6 miliardi di euro da parte dei turisti italiani e di 55,2 miliardi da parte di quelli stranieri mentre per il 2025 si prevede un totale di consumi stranieri pari a 60,4 miliardi di euro e di 124,6 miliardi di euro per i consumi domestici (la crescita per i consumi italiani si stima pari al +1,6% mentre arriva al +9,4% per i consumi dei turisti stranieri).
Tra le top 3 motivazioni dei viaggiatori stranieri che scelgono l’Italia, in testa la vacanza, poi i viaggi di lavoro occasionali e la visita a parenti e familiari (turismo delle radici). Ad accompagnare questi risultati, c’è un lavoro costante per conciliare i successi economici con gli aspetti di turismo sostenibile. Il turismo italiano è volano anche di questi valori, come testimoniato dai numeri: dal 2019 al 2023 è diminuita l’intensità delle emissioni di gas serra di viaggi e turismo.
Impatto poi sul mondo del lavoro e dell’occupazione in Italia: 1,34 milioni di posti di lavoro di occupazione femminile nel turismo (filiera diretta e indiretta) in crescita sul 2019 quando erano 1,28 milioni; 48,6% di occupazione femminile diretta (707 mila) sul totale contro la media Europa del 47,8%; 17,1% di occupazione ad alta retribuzione nel turismo sul totale dell'occupazione nel 2023 contro il 15,4% di media europea e riduzione della disoccupazione giovanile con 134.000 giovani impiegati direttamente in viaggi e turismo.
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[post_content] => Il contributo del settore al Pil è previsto in crescita con un valore di 237,4 miliardi di euro nel 2025, rispetto ai 228,5 miliardi dello scorso anno, mantenendo l'Italia saldamente nella top 10 globale. L'occupazione dovrebbe salire a 3,2 milioni di posti di lavoro, mentre la spesa dei visitatori internazionali dovrebbe superare i 60 miliardi di euro nell'anno corrente, consolidando la posizione dell'Italia tra le prime sei destinazioni al mondo per spesa dei visitatori internazionali.
Emerge dal report del World Travel&Tourism Council (Wttc) presentato al Global Summit che si svolge per la prima volta in Italia all'Auditorium Parco della Musica a Roma. Anche la fiducia negli investimenti è in forte aumento: nel 2024 sono stati registrati 11,4 miliardi di euro di investimenti di capitale, previsti in crescita a 12 miliardi nel 2025, alimentando la prossima fase di sviluppo a lungo termine del settore.
Italia fra le prime 10 destinazioni
Secondo il rapporto Wttc's Economic Impact 2025: Global Trends, l'Italia continuerà a rimanere tra i dieci mercati del turismo più potenti al mondo. La spesa per i viaggi d'affari ha raggiunto i 28,4 miliardi di euro nel 2024, classificando l'Italia al 7/o posto a livello globale, con un incremento del 18% rispetto ai livelli pre-pandemici.
Il settore dei Viaggi & Turismo sta inoltre creando opportunità concrete per i giovani: il 9,2 per cento dei posti di lavoro diretti in Italia è occupato da lavoratori sotto i 25 anni, quasi il doppio rispetto alla loro quota nell'economia in generale, a conferma del ruolo fondamentale del settore nel creare opportunità di lavoro concrete per le nuove generazioni.
Trasformazione
Con livelli record di visitatori internazionali, un settore degli eventi e dei congressi in forte crescita e investimenti di capitale in aumento, l'Italia - spiega il Wttc - sta bilanciando il suo patrimonio culturale senza pari con l'innovazione moderna per alimentare un futuro sostenibile e competitivo.
Secondo il presidente del Wttc Lefebvre d'Ovidio "il settore dei viaggi e del turismo sta vivendo un periodo di straordinaria trasformazione. Dobbiamo concentrarci su strategie innovative che affrontino le sfide più urgenti, tra cui sostenibilità, adattamento tecnologico e esigenze dei consumatori".
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[post_content] => Nel 2025 la spesa dei visitatori internazionali in Italia supererà i 60 miliardi di euro, segnando un nuovo massimo storico per il comparto. È quanto emerge dalla recente Economic Impact Research del World Travel & Tourism Council (Wttc), presentata a Roma in vista del 25° Global Summit dell’organizzazione, che si terrà nella Capitale dal 28 al 30 settembre 2025.
Secondo le previsioni, il settore dei viaggi e del turismo contribuirà per 237,4 miliardi di euro all’economia nazionale il prossimo anno, pari a quasi l’11% del Pil, con 3,2 milioni di occupati. In crescita il turismo domestico, con una spesa attesa di 124,6 miliardi di euro.
Nel 2024 il contributo complessivo al Pil è stato di 228,5 miliardi di euro, con 3,1 milioni di posti di lavoro sostenuti dal comparto. I viaggiatori internazionali hanno speso 55,2 miliardi di euro, mentre la spesa interna si è attestata a 122,6 miliardi.
Guardando al lungo periodo, nello studio viene inclusa anche una previsione al 2035, molto positiva. Tra dieci anni il contributo al Pil potrebbe salire a 282,6 miliardi (12,2% del Pil), gli occupati a 3,7 milioni, e i visitatori potrebbero arrivare a spendere 220,7 miliardi (78,2 quelli internazionali e 142,5 quelli nazionali).
L’Italia si conferma così tra le principali destinazioni europee, quarta per numero di arrivi, con un’offerta sempre più attrattiva nei segmenti legati a cultura, lusso e gastronomia.
Il summit per la prima volta in Italia
Il summit di settembre, organizzato in collaborazione con Ministero del Turismo, Enit, Comune di Roma e Regione Lazio, segna il ritorno in Europa dell’evento dopo sei anni. Si svolgerà all’Auditorium Parco della Musica e vedrà la partecipazione di rappresentanti istituzionali, imprese, associazioni e operatori da tutto il mondo.
«Abbiamo riportato in Europa, dopo sei anni, l’evento più grande al mondo sul turismo - ha detto il ministro del Turismo, Daniela Santanchè, durante la conferenza di presentazione -: il Global Summit del Wttc vedrà la partecipazione dei principali leader internazionali del settore e rappresenterà un momento importante per il comparto e per l’Italia. Abbiamo recuperato terreno e siamo tornati a essere protagonisti nel panorama globale».
All'evento sono attese oltre 1.000 persone, 18 ministri e i player internazionali della filiera. «Si tratta quindi di investimenti importanti - continua Santanchè - e una grande vetrina di promozione. Soprattutto in un anno già così stimolante per il turismo italiano, con il Giubileo in corso e i dati record che stiamo registrando, il vertice rappresenta un’opportunità unica per fare rete e creare nuove sinergie tra operatori, associazioni e istituzioni, sviluppando il prodotto, l’offerta e il potenziale del nostro ecosistema turistico, aumentando così ancora la nostra competitività».
Manfredi Lefebvre, presidente esecutivo di AKTG, Abercrombie & Kent e Crystal Cruises e presidente designato del Wttc promette che gli impegni sono focalizzati a «costruire un’esperienza prospera e culturalmente ricca per i viaggiatori di tutto il mondo».
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[post_content] => L'Oman alza la posta sul mercato Italia, forte degli ottimi risultati conseguiti nel 2024 in termini di arrivi e supportato dal potenziamento delle connessioni aeree targate Oman Air, che lo scorso dicembre ha aperto voli diretti per Muscat anche da Roma Fiumicino (con 4 frequenze settimanali, in aggiunta alle 5 da Milano Malpensa).
Obiettivo dichiarato: «Raggiungere nel 2025 i 76.000 visitatori dall'Italia - afferma Massimo Tocchetti, presidente Aigo e rappresentante per l’Italia del ministero del Patrimonio Culturale e del Turismo del Sultanato dell’Oman sin dal 2010 -, che significherebbe tornare ai numeri del 2019 e gli indicatori di mercato, come ci riferiscono anche i tour operator che programmano la destinazione, sono molto positivi. E secondo la Vision 2040 del governo omanita, il contributo del turismo al Pil nazionale è destinato a passare dall'attuale 3% al 7%».
Nel 2024 il Sultanato ha registrato 72.110 arrivi italiani, +3,08% sul 2023: nel dettaglio 47.626 visitatori italiani (+6,5 %), e 24.484 crocieristi (-2,97% sul 2023). «Dati che posizionano il nostro paese al terzo posto in Europa, dopo Germania e Regno Unito, ma al secondo analizzando il solo dato crocieristico e al quarto posto considerando gli ingressi "visa", quindi alle spalle di Uk, Francia e Germania».
Lo sviluppo non è soltanto in meri termini numerici, ma prevede un significativo impegno per ampliare la stagionalità della destinazione «oggi ancora marcatamente legata al periodo fra ottobre e fine aprile», per diversificare il prodotto e promuovere le esperienze autentiche». Il tutto, sempre secondo la Vision 2040, in un'ottica di sostenibilità a tutto tondo, e dunque ambientale, sociale ed economica. Insomma, un no deciso ai flussi di massa, che privilegia un turismo di lusso «inteso come esclusività dell'esperienza».
Prodotto
«Se natura e cultura sono ormai elementi consolidati dalla proposta Oman - precisa Paola Cerri, account director Aigo - ora i riflettori puntati sulla valorizzazione del patrimonio archeologico, nell'area del Sud del paese, quella di Salalah (località d'elezione per le operazioni charter di Alpitour con Neos, che convogliano nel Sultanato un numero significativo di arrivi), con due siti Unesco (sono in totale 5 i siti già registrati e 7 quelli in nomination per diventarlo). Un ambito che coinvolge oggi ben 11 missioni delle Università italiane nel recupero di queste aree.
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Distribuzione
«Attualmente il 50% circa dei viaggiatori italiani che arriva in Oman è riconducibile al turismo organizzato (leisure e Mice) - prosegue Paola Cerri -. E a conferma di un interesse crescente verso la destinazione basti pensare che il numero dei tour operator italiani che la programmano "nel 2024 è cresciuto del 14,8% rispetto al 2023, tornando quasi ai livelli 2019 e recuperando importanza nel panorama regionale. Ma, soprattutto, ci sono nuovi operatori che hanno inserito il Paese nella loro programmazione, in particolare dal Sud Italia, come Mapo o SoGood Travel, grazie al volo diretto da Roma».
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[post_content] => Aeroporti italiani oltre i livelli di traffico pre-pandemia e con un tasso di recupero migliore rispetto alla media europea: sono i dati salienti che emergono dallo studio del centro Iccsai Transport and Sustainable Mobility dell’Università di Bergamo, secondo cui entro fine 2024 i passeggeri in transito negli scali nazionali potrebbero sfiorare i 220 milioni.
In questo caso e se venisse mantenuto il trend dei primi otto mesi (lasso di tempo analizzato dallo studio) si raggiungerebbe un nuovo record, superando quello di 200 milioni registrato soltanto lo scorso anno. Se in Paesi come Francia e Germania il settore del trasporto aereo ha visto un calo, a favore invece di quello ferroviario, la tendenza italiana sembra andare in direzione opposta. In pratica, a livello globale, nel 2023 l’Italia cresce sopra la media europea con 3,3 milioni di passeggeri in più del 2019 (+1,7%), supera il traffico della Germania e si conferma il terzo mercato in Europa per il trasporto aereo con 197,2 milioni di passeggeri, alle spalle di Spagna (281,6) e Regno Unito (274,4).
Lo studio ha comparato i dati sugli aeroporti europei e, più in generale, sullo scenario complessivo del trasporto aereo in Europa. A fare da traino alla crescita 2023 e 2024 sono i risultati di Roma Fiumicino: nel periodo considerato i passeggeri dei primi 25 aeroporti nazionali superano del 12,9% i valori pre-Covid del 2019, sebbene alcuni scali debbano ancora completare il recupero, tra cui Venezia (-0,6%, ed è l’unico tra i primi 10 aeroporti italiani), Ciampino, Treviso, Lametia Terme e Genova.
Al contrario, Milano Bergamo, Napoli, Bari e Brindisi sono tra gli scali con le crescite maggiori negli ultimi cinque anni. Fiumicino cresce addirittura del 38,1% nel 2023 sul 2022, per un totale di oltre 40 milioni di passeggeri e dell’11,5% nei primi 8 mesi dell’anno in corso sul 2019. Spicca nel 2024 il forte rilancio di Milano Linate, spinto dal mercato domestico.
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[post_content] => Disservizi, voli cancellati, file chilometriche, milioni di viaggiatori in tutto il mondo e, quanto va particolarmente male, anche problemi informatici che bloccano intere nazioni e continenti mettendo in ginocchio i server su cui viaggiano i dati che tengono in piedi il pianeta: i voli aerei e tutto ciò che gravita attorno alla mobilità delle persone sono diventate il centro cruciale, il fulcro della vita di miliardi di essere umani, portando alla più naturale delle conseguenze che un’economia capitalistica possa avere - l’aumento dei costi dei biglietti dei voli aerei. Ce ne siamo accorti tutti, anche come percezione soggettiva, ma è ormai evidente che negli ultimi anni questo fenomeno continua ad avere un chiaro andamento crescente. Una tendenza che si può fronteggiare utilizzando una VPN per l'Italia, in grado di evitare quantomeno che l’algoritmo con cui vengono assegnati i costi dei biglietti “approfitti” dei nostri dati di ricerca per alzare le tariffe sulle tratte che più di altre possono essere di nostro interesse. In molti spesso si domandano: è legale compiere un’operazione del genere? La risposta è semplice: certo, anche perché non si viola nessuna legge o ordinamento giuridico. Per questo il consiglio ulteriore è quello di evitare che i siti web utilizzino i cookie per influenzare i prezzi – che vanno cancellati dal tuo browser dopo ogni ricerca. Se utilizzi una VPN, ti renderai facilmente conto facendo il confronto con la navigazione classica che il paragone a livello di offerta diventa veramente impietoso (considerando che i rincari alle volte superano anche il 50%) e soprattutto questo metodo può essere applicato con successo anche per altri tipi di acquisti, come autonoleggi, prenotare hotel con una VPN e shopping online in generale. Sui voli aerei invece permette un minimo di calmierare degli aumenti che restano decisamente corposi: quanto? Scopriamolo insieme.
Perché sono saliti i costi dei voli? Sale il petrolio, ma anche la voglia di volare
Come hanno raccontato diverse inchieste giornalistiche, i viaggiatori italiani negli ultimi mesi stanno realmente pagando tariffe aeree sensibilmente più alte rispetto allo stesso periodo del 2022 (l’anno di cui abbiamo gli ultimi dati definitivi è il 2023). Nei primi sei mesi dello scorso anno, le tariffe dei voli dall’Italia — nazionali e verso l’Europa — sono salite del 47,5%, con giugno che si è chiuso con +52%. Il carburante è invece calato del 22%, nello stesso periodo di tempo, con punte del -40 e -45% tra aprile e il mese appena passato. Le compagnie sostengono che il carburante sia quello acquistato in precedenza, ma gli addetti ai lavori sottolineano che non tutti i vettori adottano questa politica di «tutela» dalla fluttuazione del costo del petrolio. Oltre a quello c’è poi il continuo sbilanciamento della forbice tra domanda e offerta che regola il funzionamento di un’economia di mercato: se i biglietti richiesti superano sempre il numero di quelli offerti, il risultato sarà sempre la costante crescita dei prezzi - con buona pace di chi convoca tavoli tecnici e cerca soluzioni “a tavolino” di un fenomeno che non può avere argine a livello economico. Vediamo quindi alcuni esempi di come sono cambiati i costi di volo su tratte molto frequentate da italiani che studiano e lavorano all’estero e che usano gli aerei come unico mezzo di trasporto per tornare a casa e provare a riabbracciare i propri cari:
Roma – Malaga 298,00 € (2022) a 357,25 € (2023) – 472,13€ (2024)| + 58%
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Milano – Atene 372,00 € – 442,00 € – 453,27€ (2024) | +22%
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Con una variabilità che va dal 10 fino a oltre il 60%, volare sta diventando sempre più un bene di lusso, per questo conviene provare a utilizzare il più possibile metodi che permettono di risparmiare almeno in parte.
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